coltivazione carciofo

carciofo

Coltivazione carciofo

Il carciofo appartiene alla categoria delle piante perenni ed erbacee e presenta un'origine tipicamente mediterranea. Scopri con noi come coltivarlo.

di Redazione

31 gennaio 2012

Caratteristiche

Il carciofo appartiene alla categoria delle piante perenni ed erbacee e presenta un'origine tipicamente mediterranea: infatti, si tratta di una pianta che si sviluppa sopratutto in tutte quelle zone e quei luoghi che si caratterizzano per delle temperature piuttosto elevate lungo tutto il corso dell'anno. Ad ogni modo, il carciofo è una pianta già particolarmente diffusa a partire dai tempi antichi: infatti, già al tempo degli antichi Romani e Greci veniva impiegata per via delle sue proprietà benefiche (in particolar modo sull'apparato digestivo), ma anche perché si tratta di una spezia particolarmente utile per dare maggiore sapore alle carni di pollo, maiale e coniglio. La pianta del carciofo presenta una radice tipicamente fittonante e, nel corso della primavera, spuntano solitamente le prime foglie, che si caratterizzano per avere una tipica colorazione verde tendente al grigio e nella parte centrale della rosetta finale possiamo trovare il classico fusto ramificato, alla cui estremità si trovano i capolini floreali. Sono proprio i capolini floreali che vengono impiegati in cucina, visto che rappresentano la parte edibile e più tenera di tutta la pianta del carciofo.

Coltivazione e semina

La pianta del carciofo viene coltivata alla stregua di una pianta produttiva e, per tale ragione, può essere sfruttata fino ad un massimo di un decennio. Lo sviluppo spontaneo dei “frutti” del carciofo, che sono rappresenti come detto in precedenza dai capolini, avviene nel corso del periodo compreso tra la parte finale della stagione invernale e la primavera, anche se spesso vengono impiegate delle moderne pratiche colturali per cui il carciofo viene prodotto anche nel corso del periodo compreso tra la stagione autunnale e quella invernale. La pianta di carciofo viene coltivata sia nell'orto che all'interno del campo completo e da ciascuna pianta c' è la possibilità di ottenere fino ad numero massimo di capolini pari a dieci: ecco spiegato il motivo per cui non c'è la necessità di avere poi tante piante, visto che risultano essere molto produttive. La semina della pianta di carciofo si può realizzare sia tramite seme che mediante il metodo agamico (sfruttando in quest'ultimo caso, in alternativa, i carducci o gli ovuli). Questa operazione si deve svolgere sempre all'interno di un semenzaio riparato: il periodo, di solito, è quello corrispondente alla stagione invernale, mentre nel caso in cui non si disponga del semenzaio protetto, allora è meglio puntare sulla stagione primaverile; in alternativa, la semina in campo pieno dovrebbe avvenire nel corso del mese di maggio. All'interno del semenzaio, poi, il seme deve essere immesso formando delle file e facendo particolare attenzione a non andare mai oltre il centimetro e mezzo di profondità.

Clima e terreno

La pianta di carciofo si caratterizza per svilupparsi nel migliore dei modi all'interno di tutti quei luoghi che presentano un clima tipicamente mite ed asciutto, nonostante sia in grado di adattarsi piuttosto bene anche a quei climi dalle temperature piuttosto rigide (ma non troppo). Tra i principali pericoli, relativi al terreno, che possono sorgere per la pianta di carciofo, troviamo sicuramente gli sbalzi termici e le brinate, che possono creare danni anche consistenti alla pianta. Per quanto riguarda il terreno, la pianta di carciofo si caratterizza invece per svilupparsi ottimamente su tutti quei terreni che hanno un impasto medio, ma sono altrettanto ricchi e profondi (il livello di scheletro deve essere sempre piuttosto limitato), ma riesce anche a crescere su tutti quei terreni molto argillosi o anche calcarei, fino a svilupparsi (seppur con qualche difficoltà) pure nelle terre salmastre e acide.

Impianto e cura

Gli ovuli della pianta di carciofo devono essere tolti dalla struttura principale nel corso della stagione estiva. La prima cosa da fare è quella di lasciare che germoglino: si consiglia di conservarli uno sopra l'altro e poi provvedere a renderli un po' umidi almeno per due giorni consecutivi. Il passo successivo sarà quello di piantare gli ovuli all'interno dell'orto, dopo aver realizzato delle buche a buona profondità (almeno venti centimetri), rispettando sempre le distanze di almeno 100 centimetri tra una pianta e l'altra (spesso serve anche una distanza maggiore, intorno ai 120 centimetri). Nel caso in cui si voglia ottenere una produzione durante la stagione primaverile, allora i carducci devono essere tolti dalla pianta principale già nel corso dell'autunno, mentre per chi volesse una produzione concentrata nel periodo autunnale e nella stagione invernale, allora i carducci devono essere piantati all'interno della carciofaia nel corso della stagione primaverile.

Parassiti e malattie

I principali pericoli per la pianta di carciofo arrivano direttamente dalle lumache e dai topi: nello specifico sono le arvicole i nemici più importanti, dal momento che sono in grado di creare dei danni piuttosto ingenti alle radici di questa pianta perenne erbacea, a volte anche irreparabili. Ad ogni modo, tra le varie categorie di insetti che risultano essere pericolosi per la pianta di carciofo troviamo gli afidi, il grillotalpa e il maggiolino: tuttavia, l'insetto che produce i danni maggiori è rappresentato dalla nottua del carciofo, che dispondei larve che riescono a penetrare all'interno delle foglie (in questo caso si consiglia l'utilizzo di piretro o rotenone). Spostando l'attenzione sulle principali malattie, invece, balza subito all'occhio il mal bianco (macchie gialle sulle foglie), su cui spesso si può formare anche una muffa dalla tipica colorazione biancastra.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quando e come si seminano i semi di carciofo?
    La semina del carciofo richiede un ambiente protetto per proteggere le giovani piantine dal freddo. Si effettua idealmente in inverno, inserendo i semi in file all'interno di un semenzaio riparato, coprendoli per non più di 1,5 cm di profondità. Se non si dispone di un semenzaio, è possibile posticipare la semina alla primavera inoltrata. In alternativa, la semina diretta in campo aperto va eseguita a maggio, quando le temperature sono stabili e non vi è rischio di gelate tardive che potrebbero compromettere la germinazione.
  • Quali sono i parassiti più pericolosi per il carciofo e come combatterli?
    I nemici principali includono animali come arvicole e lumache, che danneggiano radici e foglie. Tra gli insetti, la Nottua del carciofo è particolarmente critica poiché le sue larve penetrano nei tessuti vegetali. Altri parassiti comuni sono afidi, grillotalpa e maggiolino. Per contrastare la Nottua e altri insetti, si consiglia l'uso di prodotti naturali a base di piretro o rotenone. È fondamentale monitorare regolarmente la coltura per intervenire tempestivamente e prevenire danni ingenti alle radici e alle parti commestibili.
  • Come si moltiplica il carciofo utilizzando i polloni o carducci?
    La moltiplicazione agamica è molto comune e prevede l'uso di carducci o ovuli prelevati dalla pianta madre. In estate, si rimuovono gli ovuli e si lasciano germogliare conservandoli sovrapposti e mantenendoli umidi per due giorni consecutivi. Successivamente si impiantano in orti o campi, scavando buche profonde almeno 20 cm e rispettando distanze di 100-120 cm tra una pianta e l'altra. Per raccolti primaverili, i carducci vanno prelevati in autunno; per quelli autunnali/invernali, l'impianto avviene in primavera.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce il carciofo?
    Il carciofo predilige climi miti e asciutti, tipici delle aree mediterranee, ma tollera bene anche temperature rigide, purché non eccessive. Evita assolutamente gli sbalzi termici bruschi e le brinate tardive. Per quanto riguarda il suolo, cresce ottimamente in terreni freschi, profondi, ricchi di nutrienti e con basso contenuto di scheletro. Si adatta comunque bene a terreni argillosi, calcarei e, sebbene con qualche difficoltà, anche a quelli leggermente salmastri o acidi, garantendo comunque una buona produttività.
  • Quanti capolini produce una singola pianta di carciofo?
    Una pianta di carciofo è altamente produttiva e può essere sfruttata commercialmente fino a dieci anni. Da ogni singola pianta è possibile raccogliere un massimo di dieci capolini floreali, che costituiscono la parte edile e tenera utilizzata in cucina. Grazie a questa elevata resa per pianta, non è necessario coltivare un numero elevato di esemplari per garantire un'abbondante produzione domestica o commerciale, rendendo la coltura efficiente anche in spazi limitati come l'orto familiare.

Scheda Tecnica

FamigliaAsteracee
Tipo di piantaPerenne erbacea
OrigineMediterranea
EsposizioneSoleggiata, clima mite e asciutto
TerrenoFresco, profondo, ricco, ben drenato (adatta anche argilloso/calcareo)
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (capolini floreali edibili)
Altezza80-150 cm
ConcimazioneRicco di sostanza organica, moderata azoto-fosforo-potassio
PotaturaNessuna potatura specifica, rimuovere solo parti secche o danneggiate
MoltiplicazioneSemina (inverno/primavera in semenzaio) o divisione dei polloni/carducci (autunno/primavera)
Malattie e parassitiArvicole, lumache, afidi, grillotalpa, maggiolino, Nottua del carciofo, Mal bianco (oidio)
Difficoltà di coltivazioneMedia

Potrebbe interessarti anche