orto verticale

Giardino in terrazzo

Orto verticale

L'orto verticale è una soluzione pratica per chi ha problemi di spazio ma non vuole rinunciare ad avere un proprio orto.

di Redazione

29 aprile 2016

Introduzione

Negli Stati Uniti sono circa 36 milioni le persone che coltivano pezzi di terra. Il trend è in crescita anche in Gran Bretagna, dove l’80% degli inglesi si dedica a coltivare piante ma anche ad allevare animali. La moda dell’orto sta coinvolgendo anche l’Italia, dove sono già sette milioni gli appassionati della coltivazione di piante ed ortaggi sul balcone o sul terrazzo. Questo nuovo metodo di coltivazione sta dando vita ai cosiddetti “orti verticali”. Complice la crisi economica e gli spazi abitativi sempre più ridotti, gli orti verticali rappresentano una soluzione facile ed economica per godere di un piccolo giardino anche tra le ringhiere del balcone e delle finestre di casa. L’aumento dei prezzi degli ortaggi e l’impossibilità per le generazioni future di acquistare una casa grande con giardino, è proprio alla base della diffusione degli orti verticali, considerati l’ultima rivoluzione dell’architettura ecosostenibile. Gli orti verticali si possono realizzare a basso costo, semplicemente usando un po’ di ingegno e creatività.

Orti verticali

Gli orti verticali sono degli spazi verdi che non poggiano orizzontalmente sulla superficie del giardino o del terrazzo, ma nelle parti “verticali” del balcone e della finestra. Vengono chiamati così perché composti da una sequenza di vasi e fioriere che vengono collocate su punti rialzati del balcone, rimanendovi perennemente sospesi. All’interno dei contenitori si possono coltivare piante a fiore, ma anche ortaggi. Questi orti si possono considerare come dei giardini pensili in miniatura: non toccano la superficie orizzontale delle case, ma solo quelle verticali. Il risultato estetico di questi orti è notevole, con il vantaggio di poter avere sempre a portata di mano degli ortaggi biologici e delle piante in grado di soddisfare abilmente la voglia di verde e di natura di coloro che vivono nelle piccole case di città.

Idee

Un orto verticale si può costruire con la classica tecnica del fai da te, magari attingendo ad idee che altri hanno già avuto prima di noi. Negli Stati Uniti, noti architetti hanno realizzato orti verticali con il pallet e con le bottiglie di plastica. Un orto verticale si può costruire anche fissando delle fioriere su travetti di legno. Gli orti verticali con il pallet sono un’idea dell’esperto di giardinaggio Fern Richardson, che ha realizzato dei magnifici orti verticali usando delle pedane di legno o bancali, ovvero i pallet. Le pedane in legno vengono utilizzate per il trasporto di merci. Esaurita la loro funzione, questi sostegni vengono eliminati dal servizio raccolta rifiuti. L’idea del giardiniere americano è stata quella di recuperane alcuni proprio dai cassonetti dei rifiuti. Naturalmente le pedane riciclate devono essere in buone condizioni. La seconda idea dell’orto verticale si chiama “Windowfarm” letteralmente “fattoria da finestra” ed è stata realizzata, nel 2009, da Britta Riley e Rebecca Bray, che si sono servite di alcune bottiglie di plastica. La terza idea è tutta italiana ( ci voleva) ed è stata realizzata dall’appassionato di ecosostenibilità Stefano Spillare.

Realizzazione

L’orto con il pallet si costruisce ricoprendo la parte inferiore del bancale, di un tessuto che viene pinzettato ai bordi. Il tessuto deve essere abbastanza resistente: si può provare con materiali plastici o con teli molto spessi. Gli spazi della pedana vanno riempiti di terriccio che non si disperderà alla base grazie alla copertura con il telo. Quest’ultimo deve comunque consentire una buona traspirazione e il drenaggio dell’acqua. La pedana va posizionata sul balcone e sul terrazzo e riempiendo gli spazi con le piantine desiderate. Questo non è un vero e proprio orto verticale perché poggia sulla superficie del balcone, ma viene annoverato in questa categoria per le sue dimensioni estremamente ridotte. La “windowfarm” si costruisce usando dei comuni tubi in plastica che si dipartono da una finestra e che scorrono dentro bottiglie, sempre in plastica, forate alla base e comunicanti con dei contenitori riempiti con terriccio e piante. In tal modo si crea una sorta di percorso verde che fornirà acqua a tutte le piante dei contenitori. L’idea italiana è, invece, meno complicata di quelle statunitensi e permette di realizzare un bell’orto verticale usando dei travetti in legno e delle fioriere sempre in legno. I travetti e le fioriere in legno si acquistano in un brico center. A lati di ogni fioriera vanno praticati due fori: la distanza tra un foro e l’altro deve essere non superiore alla larghezza dei travetti. Dopo aver praticato i fori, le fioriere si fissano al travetto con delle viti autofilettanti: si procede a fissare due fioriere all’estremità del travetto e una terza al centro. Dopo aver sistemato i contenitori, si fissa il secondo travetto al lato delle fioriere. La struttura si potrà fissare al muro con delle staffe, dopodichè sarà pronta per essere riempita con il terriccio e con le piantine da coltivare.

Orto verticale in kit

Chi ha difficoltà con il fai da te può acquistare anche l’orto verticale in kit. Si tratta di contenitori in plastica impilabili e dotati di spazi per terriccio e piante. Vengono venduti in diversi colori e dimensioni e si collocano facilmente sulla ringhiera o sulla parete del balcone. Il loro costo si aggira intorno ai 50 euro e comprende tre moduli, 18 clip di fissaggio sulla superficie verticale e una base. La spesa è irrisoria, ma chi ama la creatività troverà maggiore soddisfazione e divertimento nel realizzare un orto verticale con le proprie mani.

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Domande frequenti

  • Quali sono i metodi principali per realizzare un orto verticale fai-da-te?
    Esistono diverse tecniche creative per costruire un orto verticale. Una opzione popolare utilizza i pallet di legno riciclati: si riveste la parte inferiore con un telo resistente e traspirante per trattenere il terriccio, poi si riempiono gli spazi con le piantine. Un'altra soluzione innovativa è la 'Windowfarm', che impiega tubi in plastica e bottiglie forate per creare un sistema di irrigazione capillare. Infine, c'è l'approccio italiano che prevede l'uso di travetti in legno fissati al muro, sui quali si applicano fioriere in legno tramite viti autofilettanti, creando una struttura stabile e ordinata.
  • Come funziona l'irrigazione in un orto verticale fatto con le bottiglie?
    Nel sistema noto come 'Windowfarm', l'irrigazione avviene attraverso un circuito idrico integrato. Si utilizzano comuni tubi in plastica che partono da una fonte d'acqua e scorrono all'interno di una serie di bottiglie di plastica posizionate verticalmente. Ogni bottiglia presenta fori alla base che permettono all'acqua di defluire verso il contenitore sottostante, garantendo che tutte le piante nei vari livelli ricevano l'idratazione necessaria in modo continuo e uniforme, sfruttando la gravità per distribuire l'acqua lungo tutto il percorso verde.
  • Cosa sono gli orti verticali in kit e quanto costano?
    Gli orti verticali in kit sono soluzioni pronte all'uso ideali per chi non desidera impegnarsi nella costruzione fai-da-te. Si tratta di contenitori in plastica impilabili, disponibili in varie dimensioni e colori, progettati per essere montati facilmente sulle ringhiere o sulle pareti del balcone. Un tipico set include tre moduli, diciotto clip di fissaggio per la superficie verticale e una base strutturale. Il prezzo medio per questo tipo di prodotto si aggira intorno ai 50 euro, offrendo una spesa contenuta per ottenere subito uno spazio verde funzionale.
  • È possibile coltivare sia fiori che ortaggi in un orto verticale?
    Assolutamente sì. Gli orti verticali sono spazi verdi flessibili che permettono di integrare diverse tipologie di vegetazione. Nei contenitori sospesi alle pareti o alle ringhiere è possibile coltivare sia piante ornamentali a fiore, per abbellire l'ambiente domestico, sia ortaggi commestibili. Questa dualità consente di avere sempre a portata di mano ingredienti freschi e biologici per la cucina, soddisfacendo contemporaneamente il desiderio di estetica naturale e la necessità di produrre cibo sano, ottimizzando al massimo lo spazio ridotto di balconi e terrazzi urbani.

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