La margotta
La margotta è un particolare metodo di propagazione agamica, che si realizza in diversi modi. In pratica si tratta di stimolare la produzione di radici in alcune zone di rami e fusti, di piccoli alberi o piante. In questo modo il ramo in questione potrà essere tagliato dalla pianta madre e coltivato come un nuovo esemplare. Per certi versi può essere considerata una particolare tipologia di talea, che permette di ottenere un giovane esemplare di pianta, già ben sviluppata e con un buon apparato radicale, in tempi molto brevi. Spesso la margotta viene utilizzata per le piante da frutto, soprattutto per le viti; questo perché tale metodo consente di produrre rapidamente nuove piante, sane e rigogliose, del tutto identiche alla pianta madre, di cui erediteranno tutte le peculiarità. La margotta è una tecnica abbastanza complessa, che presuppone una certa precisione nell'esecuzione e l'utilizzo di specifici strumenti.
Come avviene la margotta ad archetto
Uno dei metodi più semplici per realizzare una margotta, quello più utilizzato dai giardinieri in erba, è detto metodo ad archetto. Si utilizza su piante dai fusti volubili, come ad esempio il glicine, o altre piante rampicanti. La margotta ad archetto si realizza partendo da un fusto non eccessivamente sviluppato, sano e rigoglioso. Tale fusto viene arcuato fino a toccare il terreno, a cui viene fissato, utilizzando un cavallotto in filo metallico. La zona del fusto viene interrata, in modo che il buio e l'umidità del terreno stimolino nella pianta la produzione di radici. Per favorire il processo è possibile raschiare leggermente la corteccia e spolverizzare il fusticino con dell'ormone radicante. La parte apicale del ramo deve essere rivolta verso l'alto, a tale scopo è possibile fissarla utilizzando un sostegno. Dopo alcune settimane si dissotterra la parte inferiore dell'archetto, per verificare che si siano sviluppate le radici; in tal caso si recide la nuova pianta e la si coltiva come meglio si crede.
La magotta classica
Il metodo più classico per produrre una margotta è detto anche aereo. Si procede selezionando un ramo ben sviluppato e con una chioma armoniosa; si incide la corteccia in una qualsiasi zona, prediligendo la parte vicina alla metà della lunghezza totale del ramo. Si spolvera la parte con dell'ormone radicante e si ricopre con terriccio bagnato, che viene mantenuto in posizione vicino al ramo, utilizzando della plastica fissata con rafia o filo da innesto. Esistono anche appositi contenitori che permettono di produrre delle margotte in tempi brevi, in materiale plastico rigido. Nel corso delle settimane si procede annaffiando periodicamente il terriccio, che deve rimanere fresco e umido, ma non inzuppato di acqua. Si noteranno rapidamente alcune radici, che tenderanno a spingere sulla plastica durante il loro sviluppo. A questo punto si procede tagliando la margotta alla base e piantando il nuovo esemplare, in vaso o in piena terra. Questo metodo di produzione delle margotte è molto apprezzato dai bonsaisti, che riescono in questo modo a prelevare i rami ben sviluppati da un piccola albero, per preparare dei bellissimi prebonsai.
Margotta da ceppaia
Uno dei metodi più apprezzati dai coltivatori di piante da frutto per la propagazione degli esemplari di maggior pregio è la margotta da ceppaia. Si utilizza ad esempio per le viti. Si procede capitozzando un piccolo albero, a fine inverno o inizio primavera; si attende la nascita dei germogli, che vengono poi ricoperti di terra. Questo porta i germogli a produrre una ampia quantità di radici nella parte bassa, in questo modo si ottengono esemplari identici alla pianta madre, di facile attecchimento detti barbatelle. La margotta è un metodo di propagazione molto efficiente, perché permette di ottenere in poche settimane una pianta già sviluppata, molto più grande di quella ottenibile tramite semina o talea. Conviene però ricordare che non tute le piante radicano con facilità in questo modo. Ad esempio le conifere non radicano lungo i fusti legnosi, mentre le piante da frutto lo fanno con grande facilità. Alcune piante ornamentali rispondono molto bene alla margotta; in genere conviene fare delle prove, senza attendersi un successo.
Domande frequenti
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Qual è la differenza principale tra margotta e talea?La margotta è una forma di propagazione agamica simile alla talea, ma con un vantaggio fondamentale: il nuovo esemplare sviluppa il suo apparato radicale rimanendo ancora attaccato alla pianta madre. Questo garantisce all'幼苗 una nutrizione costante e maggiore resistenza, permettendo di ottenere piante già ben sviluppate e robuste in tempi molto brevi rispetto alla semplice talea, dove le radici si formano dopo il distacco.
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Come si esegue correttamente la margotta ad archetto?La margotta ad archetto è ideale per piante rampicanti come il glicine. Si prende un fusto flessibile e sano, lo si piega fino a farlo toccare il terreno e lo si fissa con un cavallotto metallico. La parte interrata va raschiata leggermente e trattata con ormone radicante per stimolare le radici. Il resto del ramo rimane fuori terra, rivolto verso l'alto. Dopo qualche settimana, quando le radici sono formate, si taglia il nuovo esemplare dalla madre.
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Cos'è la margotta aerea e come si realizza?La margotta aerea è il metodo classico usato spesso per alberi o arbusti grandi. Si seleziona un ramo sano, si incide la corteccia nella parte centrale e si applica un ormone radicante. Successivamente, si avvolge la zona incisa con terriccio umido, tenendolo fermo con plastica e rafia. Mantenendo il substrato fresco, le radici cresceranno dentro la plastica. Quando le radici sono visibili e robuste, si taglia il ramo alla base e si pianta il nuovo esemplare.
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In quali piante è più efficace usare la margotta?La margotta è particolarmente efficace per le piante da frutto, come le viti, e per molte ornamentali, poiché permette di clonare perfettamente le caratteristiche della pianta madre. È ottima per ottenere barbatelle facili da attecchire. Al contrario, non funziona bene sulle conifere, che generalmente non radicano lungo i fusti legnosi. Per le specie ornamentali meno comuni, si consiglia sempre di fare prima delle prove per verificarne la capacità di radicamento.
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Quando è il momento giusto per staccare la margotta dalla pianta madre?Il momento ottimale per staccare la margotta è quando si osserva uno sviluppo radicale significativo. Nella margotta ad archetto, basta dissotterrare leggermente la parte interrata per controllare. Nella margotta aerea, le radici tenderanno a spingere contro la plastica esterna. Una volta accertato che l'apparato radicale è sufficientemente formato per sostenere autonomamente la pianta, si procede con il taglio netto alla base e il trapianto immediato in vaso o in piena terra.





