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La grande varietà di specie di Azalea permette a questa pianta di essere coltivata e di sopportare praticamente tutte le esposizioni, dal sole pieno e diretto all’ombreggiato interno, con la precisazione importate che soprattutto nei cambiamenti di esposizione vi sia un passaggio graduale e non a sbalzo. In generale però, per assicurasi la sopravvivenza della propria Azalea con una buona crescita e salute, bisogna evitare le esposizioni dirette alla luce solare nelle ore più calde della giornata, mentre è bene anche concedere alla pianta il sole del tardo pomeriggio o quello della prima mattinata. Un altro consiglio è quello di tenere l’Azalea lontana da venti di qualunque tipo e assolutamente protetta dalle gelate (non solo quelle invernali ma anche quelle primaverili); pertanto nel periodo primaverile ed estivo è opportuno tenere la pianta in un luogo ombreggiato ed abbastanza umido, mentre in inverno (ovvero nel periodo di fioritura più rigogliosa) si preferisce portarla all’interno ed al riparo, evitando però tutte le fonti di calore e la luce diretta del sole. La temperatura definita ottima per la crescita dell’Azalea è nell’intervallo tra gli 8 ed i 16 gradi centigradi.
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Il terreno preferito dalle Azalee tenute in vaso è quello particolarmente areato e soffice, privo di calcare e leggermente acido. La consistenza soffice ed areata può essere ottenuta tramite l’utilizzo di torba, terra di brughiera, aghi di pino e con della perlite; invece, il pH leggermente acido e soprattutto l’assenza del calcare servono ad evitare l’ingiallimento di fiori e foglie ed a preservare un aspetto luminoso dei colori (perciò è bene evitare anche il calcare proveniente dall’acqua di irrigazione)
Le indicazioni per il rinvaso sono quelle di effettuarlo ogni tre anni circa nel periodo di fine inverno; la pianta non ha una crescita molto evidente e rapida, perciò l’operazione di rinvasatura non è così necessaria ogni fine inverno ma è bene rispettare la tempistica e provare ad anticipare il primo caldo primaverile che deve essere sfruttato dalla pianta già nel nuovo vaso per sopravvivere e farsi forza. La messa a dimora per l’Azalea non è soltanto invernale, perché come abbiamo già accennato in “Ambiente ed esposizione” questa pianta non ama la luce diretta del sole praticamente mai durante l’anno, quindi d’estate è bene ripararla dalla luce diretta durante le ore più intense e d’inverno la stessa operazione è utile per evitare sbalzi termici e gelate.
L’Azalea come abbiamo visto è una pianta abbastanza resistente contro il clima caldo o freddo, mentre l’operazione di annaffiatura ed irrigazione deve essere svolta con grande accortezza perché questa pianta desidera un substrato sempre tenuto umido ma non riesce a sopravvivere ai ristagni d’acqua. Per questo motivo l’irrigazione deve essere frequente ma molto leggera, e soprattutto bisogna utilizzare acqua priva di calcare per evitare che i fiori e le foglie si ingialliscano. A tal proposito possiamo consigliare l’utilizzo di acqua piovana oppure di acqua distillata (preferibile) per annaffiare, con sporadici spruzzate sulla chioma della pianta con acqua mista a thiophanate metyl, un componente utile ad evitare che il calcare eventualmente presente nell’acqua per l’irrigazione ingiallisca foglie e fiori.
La pianta di Azalea non ha particolare bisogno di essere concimata, ma nel periodo che va primaverile ed estivo (indicativamente da aprile a settembre) è buona norma somministrare ogni quindici giorni con l’innaffiatura dei concimi liquidi. Si preferiscono fertilizzanti liquidi a caratterizzazione acida, ovvero urea e prodotti simili, proprio perché il terreno che l’Azalea ama di più è prevalentemente acido. Inoltre vi consigliamo di somministrare fertilizzanti a base di azoto ad inizio primavera per aiutare la ripresa tipica di questo periodo, a base di potassio nel pieno del calore estivo e fertilizzanti lenti (cioè ad effetto lento) a fine settembre. Da questo punto in poi dell’anno, per tutto l’inverno, non c’è necessita di alcuna aggiunta di concime di alcun tipo.
Nonostante abbiamo precedentemente precisato che l’azalea presenta dei frutti piccoli e contenenti tantissimi semi, non è con questa modalità che avviene la propagazione di questa pianta, perché i semi vengono utilizzati solo per operazioni di miglioramenti genetici e per altre pratiche legate all’innestaggio. La riproduzione dell’Azalea più facile ed efficace è quella per talee: nel periodo di luglio vengono prelevate una serie di talee (germogli semi legnosi di circa 10 centimetri) dalla pianta, queste talee vanno messe a radicare in una cassettina in legno (con terreno quasi esclusivamente di torba e perlite) e tenute a circa 20 gradi centigradi con frequenti nebulizzazioni per un mese circa; dopo questo periodo noteremo una leggera radicazione, e questo è il momento di metterle in vaso di 8 centimetri circa di diametro con quel terreno soffice ed areato le cui caratteristiche abbiamo spiegato già in precedenza. Quando noteremo la prima germinazione (dopo due mesi circa) sarà necessaria una nuova rinvasatura in un vaso dal diametro doppio (circa 15 centimetri) con terreno sempre soffice e ben areato (terra di brumiera, aghi di pino, torba e perlite).
L’Azalea è una pianta che date le dimensioni non ha bisogno di grandiose potature; è utile soltanto una leggerissima sfoltitura e potatura alla fine della primavera o ad inizio estate (circa giugno) con eliminazione dei fiori secchi. Ciò che è importante fare, soprattutto se si tratta di una pianta giovane ed in crescita, è di operare delle potature di formazione, cioè utilizzare quelle tecniche che diano una forma retta alla pianta anche con aiuto di sostegni esterni al tronco ed ai rami.
Le fioriture delle Azalee variano moltissimo da specie a specie e da sottogenere a sottogenere, però le più abbondanti si riscontrano tra l’inverno e la primavera, forse a causa delle particolari condizioni climatiche che in questi periodi si riscontrano nei paesi asiatici di origine della pianta.
L’Azalea è colpita da funghi solo in serra, quindi è una casistica alquanto rara; in appartamento invece è possibile che questa pianta subisca l’attacco dei ragnetti rossi o delle larve minatrici (erosione delle foglie), nei cui casi si interviene son i prodotti appositi in vendita diffusamente sul mercato. Se la pianta presenta i fiori e le foglie leggermente avvizziti e scoloriti allora è da prendere in considerazione una scarsità dell’apporto di acqua (in questi casi si agisce drasticamente anche immergendo per pochi secondi l’intero vaso in acqua), mentre se notiamo delle macchie brune sempre su fiori e foglie allora vuol dire che c’è una temperatura troppo alta e scarsa umidità nei dintorni della pianta (la soluzione è nebulizzare come già indicato ed arieggiare l’ambiente).
Plinio ne riferisce la tossicità di alcune specie che causò intossicazione dell’esercito romano in Oriente; studi della NASA per capacità di assorbire formaldeide ed ammoniaca nell’atmosfera; simbolo della “temperanza” femminile.
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