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Origano

Aggiornato il 25 settembre 20268 capitoli5 domande frequenti
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L'Origano

L’origano è una pianta aromatica perenne che si sviluppa in maniera cespugliosa, trae la propria origine dall’Europa e dall’Asia occidentale, cresce in modo spontaneo nelle zone assolate ed aride fino ad un’altitudine di duemila metri. In Italia è molto diffusa nei prati, boschi ecc. È molto usato anche in Grecia e in Turchia; in Messico e negli Stati Uniti si usa invece l'origano messicano, una pianta diversa (Lippia graveolens) dal profumo simile, che insaporisce il chili. L’origano è molto utilizzato nella preparazione di pietanze nella cucina mediterranea, soprattutto in Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise e nelle zone di Napoli; viene impiegato per insaporire la caprese, la pizza, il pesce e la carne. I fusti della pianta dell’origano possono arrivare sino ad un’altezza di ottanta centimetri, hanno portamento eretto, non molto ramificati, di colore rosso e, in alcune specie, presentano una leggera peluria. Le foglie sono di forma ovale allungata, simili ad una lancia, e possono avere un contorno liscio oppure dentellato. I fiori sono di piccolissime dimensioni, si riuniscono in pannocchie ed hanno un colore bianco-rosato con delle brattee rosso-viola; presentano la caratteristica di essere ermafroditi e l’impollinazione avviene grazie agli insetti, soprattutto api e farfalle. Il loro periodo di fioritura va da luglio ad ottobre, mentre i semi maturano da agosto ad ottobre. Produce quattro frutti secchi che non si aprono spontaneamente, lisci e di colore scuro, racchiusi in un calice che persiste per più anni. L’origano fa parte delle Lamiaceae e racchiude moltissime specie, delle quali le principali sono l’Origanum Vulgare e l’Origanum Majorana. Oltre ad essere molto usato in cucina per il suo gradevole e stuzzicante aroma, l’origano presenta anche moltissime proprietà, delle quali vi parleremo nei paragrafi successivi. L’origano è spesso scambiato per la maggiorana perché molto simile, ma ha gusto e profumo molto diversi. La pianta dell’origano mantiene il suo caratteristico profumo anche dopo l’essiccazione. Nei tempi antichi l’origano era già molto utilizzato, soprattutto a scopi terapeutici.

Specie

La pianta dell’origano presenta numerose specie, di seguito vi parleremo di alcune di esse: Origanum Vulgare: questa specie è il comune origano, quello che usiamo in cucina per insaporire ed aromatizzare i nostri piatti, ma anche per scopi terapeutici. Di Origanum Vulgare ce ne sono molte varietà, tra cui ricordiamo: l’Aureum le cui foglie vengono usate in cucina e l’Hirtum che possiede foglie pelose e fiori di colore bianco, è molto presente in Italia e nei paesi balcanici. Origanum Onites: questa specie è maggiormente diffusa in Grecia, Turchia ed Asia, ha un sapore più amaro di quello Vulgare ma ha proprietà terapeutiche simili. Origanum Compactum: è una specie utilizzata solo per il suo profumo. Non si sviluppa molto in altezza. Origanum Dictamnus: ha la caratteristica di avere un gusto più delicato del Vulgare, si usa per aromatizzare liquori e insaporire insalate. Con i fiori si può preparare un gradevole tè. Origanum Syriacum: in Italia non è molto utilizzato, il sapore è un misto da timo, maggiorana e, appunto origano. Non si usa per curare eventuali disturbi. Altre specie sono l’Origanum Acutidens, Akhdarense, Amanum, Bargyli, Bilgeri, Boissieri, Brevidens, Calcaratum, Cardifolium, Dayi, Glandulosum, Isthmicum, Virens ecc. Esiste anche un tipo di origano selvatico, molto profumato e con un aroma intenso, è diffuso soprattutto nel Sud, in Sicilia e in Calabria. Si raccoglie quando fiorito e si fa seccare; anch’esso viene usato per insaporire ed aromatizzare piatti vari, insalate, sughi, formaggi ecc., inoltre può essere impiegato come tisana o liquore per aiutare la digestione.

Terreno e Tecniche Colturali

L’origano si adatta bene a vari tipi di terreno, ma quello maggiormente adatto è sicuramente il calcareo, permeabile, asciutto e ricco di sostanza organica; non ama assolutamente i terreni con forte umidità soggetti a ristagni idrici. L’origano ha bisogno di sole e caldo e di una zona aerata: coltivato all’ombra, le sue qualità scemano. Come detto in precedenza, l’origano non ama i terreni troppo compatti, quindi prima di procedere alla semina il terreno andrà sempre lavorato in modo da eliminare la parte superficiale secca. Per combattere la formazione di erbe infestanti, molto temute dalla pianta dell’origano, bisognerà procedere con le due operazioni di sarchiatura e scerbatura (o diserbatura).

Moltiplicazione

Ci sono tre metodi per procedere alla moltiplicazione dell’origano: per seme, per talea o per divisione della pianta. Anche se l’abbiamo già detto più volte, ribadiamo che lo svantaggio della moltiplicazione per seme è la non certezza di avere piantine nuove uguali a quella madre; quindi, se si mira a questo risultato, bisognerà procedere con la moltiplicazione per talea o divisione della pianta. Se si procede con la semina in semenzaio o vaso, questa andrà fatta all’inizio del periodo primaverile e i semi andranno messi in un terriccio con sostanza organica e sabbia che favorisca il drenaggio dell’acqua, interrati delicatamente; dopo questa operazione iniziale, il contenitore andrà coperto con un foglio di plastica e posto in una zona ombreggiata con una temperatura di circa dieci-dodici gradi, mantenendo una giusta e costante umidità del terreno. Apparsi i primi germogli, togliere la plastica e posizionare il contenitore in un luogo maggiormente luminoso e, quando le nuove piante avranno raggiunto un’altezza di circa sei centimetri, saranno pronte per essere trapiantate. Nel caso di semina in campo aperto o giardino, come detto in precedenza, bisognerà prima lavorare il terreno e aggiungere del letame sul fondo. Questa operazione va fatta nel periodo primaverile; i semi andranno sistemati ad una distanza di circa quaranta centimetri, di modo che si abbiano circa sei-otto piantine per metro quadrato. Se si opterà per la moltiplicazione per talea, essa andrà fatta nel mese di giugno. Vanno prelevate dalla pianta madre delle talee lunghe circa dieci centimetri che andranno sistemate in un composto da torba e sabbia ad una temperatura di circa dieci gradi; alla radicazione, si potranno trapiantare. Il periodo ideale per la moltiplicazione per divisione della pianta va da marzo ad ottobre e si trapianteranno in primavera-estate.

Concimazione ed Irrigazione

Per quanto riguarda l’origano, la concimazione dovrebbe avvenire in base alla durata dell’impianto; questo periodo può variare da tre a dieci anni. L’apporto medio si potrebbe quantificare in trecento quintali di letame per ettaro, somministrato nel momento della preparazione del terreno. Comunque, l’origano è una pianta rustica e non ha bisogno di concimazioni specifiche. L’importante, dopo ogni operazione di sfalcio, alla ripresa vegetativa, è apportare dell’azoto per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione. In primavera apportare fosforo e potassio. Come abbiamo sottolineato in precedenza, l’origano non ama i ristagni idrici, quindi andrà innaffiato con poca acqua ma spesso, in modo da evitare questi ristagni dannosi per la pianta e per le sue radici.

Potatura e Raccolta

La potatura dell’origano consiste nell’eliminare le parti deboli o secche per evitare che vengano infestate da malattie e parassiti. Durante il primo anno di vita della pianta si eseguirà una raccolta, mentre nel secondo anno se ne potranno eseguire due: una a luglio e una a settembre. Si raccolgono i rami fioriti e si fanno essiccare in luogo asciutto e buio immediatamente dopo la raccolta, altrimenti perdono alcune delle loro proprietà. Una volta essiccati, si conservano in vasi di vetro.

Proprietà

Oltre ad avere proprietà aromatiche, l’origano ne ha anche di medicinali, entrambe sono fornite dagli oli essenziali: è antisettico, vermifugo, antispasmodico, antalgico, digestivo, analgesico, tonico, espettorante, calmante in caso di tosse e problemi intestinali come l’aerofagia. Le parti utilizzate della pianta dell’origano sono le foglie e le sommità fiorite raccolte in luglio-settembre. I principali utilizzi delle parti dell’origano possono essere: attraverso aerosol per favorire la respirazione. Per problemi di torcicollo potrebbe essere molto utile applicare delle sommità fiorite scaldate precedentemente in una pentola; sempre con le sommità fiorite si può preparare una bevanda dolce, aperitiva e digestiva, mettendone circa cinquanta grammi in un litro di vino per circa dieci giorni. Distribuito sulle pietanze può aiutare la digestione. L'infuso di origano si usa tradizionalmente anche per gargarismi, per dare sollievo alla gola irritata. Per quanto concerne l’uso cosmetico, l’origano viene utilizzato durante il bagno per purificarsi e deodorarsi; l’olio essenziale è spesso usato per creare profumi. In tempi antichi, nei periodi di grandi epidemie, grazie al suo aroma intenso e penetrante, era usato come disinfettante per gli ambienti bruciato con timo e menta. Può servire anche per liberarsi dalle fastidiose formiche.

Malattie e Parassiti

I principali nemici di questa pianta sono le cicaline e l’afide nero. Le cicaline sono insetti piccoli che attaccano soprattutto la parte inferiore delle foglie, creando delle colonie. Attraverso le loro punture creano sulla pianta delle crosticine gialle, le foglie scuriscono e seccano. Gli attacchi più massicci si verificano nella stagione calda e asciutta, nei mesi da giugno a settembre. L’afide nero è un pidocchietto che attacca la pianta e, attraverso la puntura, succhia le sostanze zuccherine, portando alla deformazione delle foglie ed al conseguente deperimento dell’intera pianta; attraverso queste punture l’afide può trasmettere anche virus molto dannosi per la salute del vegetale.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra origano e maggiorana?
    Sebbene appartengano alla stessa famiglia e siano spesso confusi, origano e maggiorana hanno gusti e profumi distinti. L'origano (Origanum vulgare) ha un aroma più intenso, pungente e leggermente amarognolo, tipico della cucina mediterranea per condire pizze e carni. La maggiorana (Origanum majorana), invece, presenta un profilo aromatico più dolce, delicato e floreale. Inoltre, le foglie della maggiorana tendono ad essere più rotonde e tomentose, mentre quelle dell'origano sono più ovali e sottili. Entrambe sono piante rustiche, ma richiedono attenzione diversa nella raccolta per preservare le loro specifiche proprietà aromatiche.
  • Come e quando devo raccogliere l'origano per garantirne il massimo profumo?
    Il momento ottimale per la raccolta è durante il periodo di fioritura, generalmente tra luglio e settembre, poiché è allora che la concentrazione di oli essenziali è massima. È fondamentale tagliare i rami fioriti appena prima o all'inizio della fioritura. Dopo il taglio, l'origano deve essere essiccato immediatamente in un luogo asciutto, buio e ben ventilato; lasciare le foglie esposte al sole diretto o all'umidità provoca la perdita rapida di aroma e principi attivi. Dal secondo anno di vita, si possono effettuare due raccolti annui, mentre nel primo anno se ne effettua uno solo. Conservare poi le foglie essiccate in vasi di vetro chiusi ermeticamente.
  • Quali sono le proprietà medicinali principali dell'origano?
    Grazie ai suoi oli essenziali, l'origano vanta spiccate proprietà antisettiche, digestive e antispasmodiche. È efficace contro disturbi intestinali come l'aerofagia e aiuta la digestione se assunto dopo i pasti. Per via esterna o inalatoria, l'infuso o l'olio essenziale possono agire come espettorante e calmante per la gola infiammata (usato in gargarismi o aerosol). Ha inoltre azione antalgica e antinfiammatoria locale, utile per dolori muscolari o torcicollo se applicato sotto forma di cataplasma riscaldato. Storicamente è stato usato come disinfettante ambientale e, in ambito cosmetico, l'infuso può essere impiegato nei bagni per le sue proprietà purificanti e contro la cellulite.
  • Che tipo di terreno e irrigazione richiede l'origano?
    L'origano predilige terreni calcarei, sciolti, ben drenati e ricchi di sostanza organica. La sua caratteristica principale è la resistenza alla siccità: odia fortemente i ristagni idrici e i terreni compatti o eccessivamente umidi, che potrebbero causare il marciume radicale. Pertanto, l'irrigazione deve essere moderata ma frequente, assicurandosi sempre che il substrato si asciughi tra un intervento e l'altro. Prima della semina o del trapianto, è consigliabile lavorare il terreno per renderlo soffice e garantire un ottimo drenaggio. Una esposizione soleggiata e aerata è altrettanto cruciale, poiché l'ombra riduce significativamente la potenza aromatica della pianta.
  • Come posso moltiplicare l'origano in casa?
    Esistono tre metodi principali. La semina si effettua in primavera in semenzaio, usando un mix di terra e sabbia per il drenaggio; i semi vanno tenuti al buio e freschi (10-12°C) finché non germinano, poi spostati alla luce. Tuttavia, la semina non garantisce la fedeltà genetica della pianta madre. Per ottenere piante identiche, è preferibile la talea (da prelevare a giugno, interrandole in torba e sabbia) o la divisione della cespo (da marzo a ottobre). La divisione è il metodo più semplice per chi vuole espandere una pianta esistente: basta separare porzioni di apparato radicale con fusti sani e ripiantarle direttamente a dimora in primavera o estate.

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