Quando fare il controllo e come osservare il tetto senza salirci
Il momento giusto per controllare la casetta da giardino è una giornata asciutta e luminosa di fine estate o inizio autunno, prima che arrivino le piogge insistenti e con il legno ancora caldo e secco. Se aspetti il primo temporale per accorgerti di una goccia che cade sugli attrezzi, ti ritrovi a intervenire su una copertura bagnata, quando ogni riparazione tiene peggio e i materiali bituminosi non aderiscono. Non serve salire sul tetto: su una struttura leggera il peso di una persona può incrinare le perline del tavolato e il rischio di caduta non vale un controllo che si fa benissimo da terra. Osserva la falda da una scala appoggiata saldamente o, se la casetta è bassa, direttamente dal prato, cercando teli sollevati, bolle, chiodi che spuntano e zone dove il colore della guaina è diventato opaco e grigio. Poi entra, chiudi la porta e lascia che gli occhi si abituino alla penombra: ogni punto di luce che filtra dal soffitto indica un passaggio per l'acqua, e le macchie scure sulle tavole segnalano dove è già entrata.
Guaina, tegole bituminose e scossaline: i punti dove l'acqua entra davvero
Quando la copertura è a vista, concentrati sulle sovrapposizioni tra i teli di guaina e sulle tegole canadesi, le lastre bituminose a scandole che rivestono molte casette in legno. Con il caldo di diverse estati il bitume perde elasticità e i bordi tendono a sollevarsi; se un lembo si alza senza resistenza, quel punto va rincollato con mastice bituminoso a freddo e, se il chiodo si è allentato, fissato di nuovo qualche centimetro più in là, mai nello stesso foro. Una bolla gonfia d'aria si incide, si lascia asciugare e si richiude con una pezza dello stesso materiale sovrapposta generosamente al taglio. Guarda poi con attenzione il colmo e i bordi delle falde, le zone più esposte al vento, e le scossaline, cioè i profili metallici che chiudono il perimetro del tetto e lo raccordano alle pareti. Le sigillature intorno a questi elementi invecchiano e si crepano prima del resto, e sono la causa più frequente di infiltrazioni, molto più dei danni al manto. Se la casetta ha una grondaia, liberala da foglie e aghi: se trabocca durante un acquazzone l'acqua scende lungo le pareti e si infila proprio nella giunzione tra tetto e muro perimetrale.
Guarnizioni di porta e finestre: quando pulirle e quando sostituirle
Dal tetto passa alle aperture, perché una casetta da giardino con la copertura in ordine può comunque bagnarsi dal basso se la porta non chiude bene. Fai scorrere le dita lungo la guarnizione del battente e del telaio: deve essere morbida ed elastica, e tornare in forma quando la premi. Se è indurita, screpolata o appiattita in modo permanente non fa più tenuta, e in quel caso il rimedio non è il silicone ma la sostituzione con un profilo nuovo, meglio se in neoprene o in EPDM, gomme sintetiche che reggono il gelo e il sole molto più della spugna adesiva economica. Se le guarnizioni sono ancora buone, puliscile con acqua tiepida e sapone neutro per togliere polvere e resina, falle asciugare e passa un velo di talco o di prodotto siliconico per gomma, così non si incollano al telaio durante l'inverno. Verifica anche che porta e finestre chiudano senza forzare: un battente che striscia o che lascia una fessura in alto segnala che il legno si è mosso con l'umidità, e spesso basta registrare o lubrificare le cerniere per riportare il profilo a contatto su tutto il perimetro. Sulle finestre fisse controlla infine il cordolo di sigillante tra vetro e legno, che quando si ritira lascia scendere l'acqua direttamente dentro la parete.
Dopo il controllo: piccole riparazioni, acqua lontana dalla base e calendario
Chiuso il giro di controlli, intervieni subito sui difetti trovati finché il tempo resta asciutto, perché mastice e sigillanti hanno bisogno di superfici pulite e di qualche ora senza pioggia per fare presa. Le riparazioni puntuali bastano quando il manto è ancora elastico nel complesso; se invece la guaina si sbriciola in più punti o le tegole bituminose hanno perso gran parte dei granuli protettivi, conviene programmare il rifacimento completo della copertura in primavera e nel frattempo proteggere il tetto con un telo ben teso e fissato, che non sbatta con il vento. Ricorda che l'acqua scaricata dal tetto deve finire lontano dalla casetta: controlla che il terreno intorno abbia una leggera pendenza verso l'esterno e che le doghe più basse non siano a contatto con terra o foglie bagnate, altrimenti la marcescenza parte dalla base anche con una copertura perfetta. Annota quello che hai visto, anche una doga leggermente gonfia o una guarnizione che comincia a cedere, e ripeti l'ispezione ogni sei-dodici mesi, con una verifica in più dopo i temporali estivi: con pochi minuti di attenzione a inizio autunno la tua casetta da giardino arriva alla primavera asciutta e con gli attrezzi al riparo.





