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Oli essenziali da diffondere in casa in autunno

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno cambia il modo di profumare la casa

Perché in autunno cambia il modo di profumare la casa

Con le prime giornate fresche le finestre restano chiuse più a lungo, il riscaldamento si accende e l'aria di casa si fa più ferma, carica di odori di cucina, tessuti e umidità. È in questo periodo che molti riscoprono gli oli essenziali da diffondere in casa in autunno, perché a differenza dei deodoranti spray non coprono un odore con un altro, ma portano nell'aria molecole volatili che percepiamo come pulite e avvolgenti. Un olio essenziale è un estratto molto concentrato, ottenuto per distillazione in corrente di vapore o, nel caso degli agrumi, per spremitura della buccia: bastano quindi poche gocce per cambiare l'atmosfera di una stanza. Prima di scegliere le essenze, osserva come vivi le stanze nei mesi freddi. In soggiorno e in cucina cerchi di solito calore e convivialità, in camera da letto quiete, nell'ingresso e nei corridoi un'aria più fresca dopo una giornata a finestre chiuse. Ragionare per ambienti ti aiuta a comporre una piccola scorta di oli essenziali davvero utile, invece di accumulare boccette che resteranno a metà. Verifica sempre che sull'etichetta compaiano il nome botanico della pianta, la parte utilizzata e il metodo di estrazione: sono i dati che distinguono un'essenza pura da una fragranza sintetica, che profuma ma non ha le stesse caratteristiche.

Note calde e speziate per soggiorno e cucina

Le essenze che più richiamano l'autunno sono quelle dal profumo caldo: arancio dolce, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata e, con misura, cannella. L'arancio dolce è la base più semplice da cui partire, perché ha una nota fruttata che piace quasi a tutti e tende a sollevare l'umore nelle giornate grigie; da solo però svanisce in fretta, essendo una nota di testa, e per questo gli aromaterapeuti lo abbinano a un'essenza più persistente. Chiodi di garofano e noce moscata sono spezie molto intense: nella miscela per il diffusore tienili in proporzione nettamente minore rispetto all'agrume, altrimenti l'odore diventa pungente e stanca in poco tempo. Se cerchi una profondità che resti nell'aria anche dopo aver spento il diffusore, aggiungi una nota di fondo come il patchouli, terroso e legnoso, oppure il legno di cedro. Lo zenzero dà invece una vivacità piccante gradita nel tardo pomeriggio, quando la stanchezza si fa sentire. Prepara la sinergia in una boccetta di vetro scuro, lasciala riposare qualche giorno perché le note si fondano e poi preleva di volta in volta le gocce che ti servono: ottieni un profumo stabile e riproducibile, senza dover improvvisare ogni sera.

Essenze balsamiche per l'aria viziata e i primi raffreddori

Quando la casa resta chiusa per ore, il problema non è solo l'odore ma l'aria che ristagna, ed è qui che entrano in gioco le essenze balsamiche. Ravintsara, eucalipto radiata, tea tree, pino silvestre e timo sono gli oli essenziali che in aromaterapia si diffondono nei mesi freddi per rendere l'aria più fresca e respirabile; l'eucalipto radiata è preferito al globulus negli ambienti domestici perché ha un profumo più morbido e meglio tollerato. Una diffusione di un quarto d'ora, venti minuti al massimo, nelle stanze in cui trascorri la giornata è sufficiente: oltre quel tempo l'olfatto si abitua e aumenta soltanto la concentrazione nell'aria. Tieni presente che respirare un'aria profumata di eucalipto o di pino non cura un raffreddore né lo previene con certezza: può rendere più piacevole la permanenza in casa e dare una sensazione di respiro più libero, ma se hai sintomi persistenti, soffri d'asma o hai bambini piccoli chiedi prima al medico o al farmacista quali essenze sono adatte. In alternativa al diffusore, nei giorni di nebbia puoi versare qualche goccia in una ciotola d'acqua calda appoggiata sul termosifone: il calore favorisce un'evaporazione lenta e profuma la stanza senza apparecchi.

Diffusore, bruciatore e dosi: come profumare senza eccedere

Il modo più pratico per diffondere gli oli essenziali in casa è il diffusore a ultrasuoni, che nebulizza acqua ed essenza a freddo senza alterarne la composizione: riempilo d'acqua fino al livello indicato e aggiungi poche gocce di olio, meno di quante verrebbe da mettere, perché un ambiente saturo risulta sgradevole e può dare mal di testa. Il bruciatore con la candelina è più suggestivo, ma scalda l'essenza e ne modifica le note; se lo usi, non lasciarlo acceso senza controllo e versa l'olio sempre su un fondo d'acqua, mai sulla ceramica asciutta. Fai lavorare il diffusore a cicli, ad esempio venti minuti ogni paio d'ore, e apri comunque la finestra per qualche minuto al giorno, perché l'essenza non sostituisce il ricambio d'aria. Le cautele valgono più del profumo. Gli oli essenziali non vanno mai applicati puri sulla pelle né ingeriti e vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini; in gravidanza e con neonati in casa limita la diffusione e scegli le essenze con il parere del medico. Cani e soprattutto gatti sono molto sensibili ad alcune essenze, tea tree e agrumi in particolare: diffondi solo in stanze da cui l'animale possa uscire liberamente e per tempi brevi. Conserva le boccette ben chiuse, al buio e lontano dal calore: un olio ossidato profuma meno e irrita di più.

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