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Perché in Italia i crisantemi si portano ai defunti?

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Una fioritura che cade proprio a ridosso del 2 novembre

Una fioritura che cade proprio a ridosso del 2 novembre

Se ti chiedi perché in Italia i crisantemi si portano ai defunti, la prima risposta sta nel calendario. Il crisantemo è una pianta a fioritura autunnale: i suoi capolini si aprono tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, proprio nei giorni in cui si celebrano Ognissanti e la Commemorazione dei defunti. Quando le aiuole si spengono e gran parte delle fioriture estive è finita, questa pianta offre colore abbondante e a prezzi contenuti, perché i vivai la producono in grande quantità per quel periodo. Chi doveva scegliere un fiore da portare al cimitero ha trovato quello che la stagione metteva a disposizione. Considera che il crisantemo è una pianta brevidiurna, cioè fiorisce quando le giornate si accorciano e le ore di luce scendono sotto una certa soglia. È questo meccanismo naturale a farlo sbocciare in autunno, non una scelta degli uomini; la tradizione ha poi fatto il resto, legando il fiore disponibile in quel momento alla ricorrenza che cadeva nello stesso periodo. Sapere questo ti aiuta anche a capire perché i crisantemi coltivati in casa fioriscono spontaneamente verso novembre, a meno che non siano stati forzati in serra.

Resistenza al freddo e lunga durata: le ragioni pratiche

Il secondo motivo è pratico e riguarda la tenuta del fiore. Nei primi decenni del Novecento, quando l'usanza si è consolidata nel nostro Paese, il crisantemo si è imposto perché sopporta bene le temperature basse e le prime gelate leggere, mentre altri fiori recisi avvizziscono in pochi giorni all'aperto. Un vaso o un mazzo lasciato sulla tomba doveva reggere giornate di pioggia, vento e umidità di novembre, e il crisantemo lo faceva meglio di quasi tutti gli altri. A questa robustezza si è aggiunta una lettura simbolica diffusa anche in ambito religioso: un fiore che dura a lungo diventa immagine di una preghiera e di un ricordo che non si esauriscono in fretta. Se scegli crisantemi recisi per il cimitero, valuta le varietà a capolino grande e compatto, che reggono meglio la pioggia, e cambia l'acqua quando puoi; se preferisci la pianta in vaso, ti durerà più settimane e potrai poi trapiantarla in giardino, dove in molte zone d'Italia rifiorisce l'anno successivo.

Dal fiore d'oro al simbolo del lutto: una storia recente e italiana

Vale la pena ricordare che il significato funebre del crisantemo non è scritto nella sua natura. Il nome viene dal greco e significa letteralmente fiore d'oro, in riferimento al colore giallo delle prime varietà conosciute. La pianta è coltivata in Cina da oltre duemila anni ed è arrivata in Europa solo nel Seicento, dove per lungo tempo è stata apprezzata come fiore ornamentale e da regalo, al pari di rose e garofani. L'associazione con i defunti si è formata quindi tardi, in un arco di tempo breve, ed è rimasta circoscritta all'Italia e a pochi altri Paesi europei come Francia, Spagna, Belgio e Austria, dove il crisantemo bianco in particolare è il fiore del ricordo. In Italia questa abitudine è diventata così forte da condizionare l'intero genere: molti fioristi evitano di inserire crisantemi nei bouquet per compleanni o anniversari, perché chi li riceve li collegherebbe subito al cimitero. Fa eccezione la margherita, che appartiene alla stessa famiglia botanica e ha conservato il suo valore di allegria e semplicità. Tenerlo presente ti evita un regalo fuori luogo.

In Giappone e in Cina lo stesso fiore è simbolo di festa e longevità

Basta spostarsi in Asia per scoprire un significato opposto. In Giappone il crisantemo è l'emblema della famiglia imperiale e rappresenta nobiltà, fortuna e lunga vita; gli è dedicata una festa tradizionale e compare sul sigillo imperiale. In Cina, dove la coltivazione è nata, è legato a salute e vitalità e i suoi fiori essiccati entrano in infusi tradizionali. In gran parte dell'Asia i crisantemi decorano matrimoni e ricorrenze liete, e anche nei Paesi anglosassoni si regalano per festeggiare un traguardo o un successo nel lavoro. Questa differenza ti torna utile in due situazioni. Se ospiti o lavori con persone di altre culture, sappi che un mazzo di crisantemi può essere accolto con piacere dove da noi suonerebbe inopportuno, e viceversa. E se li coltivi in giardino o sul balcone, puoi goderti le fioriture autunnali senza pensare solo ai defunti: le varietà a pompon, a margherita o a fiore di ragno riempiono di colore ottobre e novembre, quando poco altro fiorisce.

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