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Come riparare il limone in vaso dal freddo

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Quando il limone in vaso comincia a soffrire il freddo

Quando il limone in vaso comincia a soffrire il freddo

Il limone è tra gli agrumi meno delicati, più robusto dell'arancio o del mandarino, ma non tollera il gelo. Le prime notti fredde di ottobre e novembre non lo danneggiano se il termometro resta sopra lo zero e il terriccio è asciutto, mentre il problema nasce quando le minime scendono intorno a 0 °C per alcune notti di seguito: la pianta risponde lasciando cadere le foglie. Verso i –3 °C il danno si estende alla fioritura della primavera successiva e a circa –6 °C i tessuti legnosi si spaccano, con conseguenze da cui un limone in vaso difficilmente si riprende. Per questo conviene osservare le previsioni già da metà ottobre, soprattutto al Nord e nelle zone interne, dove l'escursione fra giorno e notte è marcata. Ricorda che un vaso espone le radici al freddo molto più della piena terra, perché la poca terra che contiene si raffredda in fretta; organizzare il riparo del limone prima della prima gelata, anziché il giorno dopo, ti evita di dover rincorrere i danni a primavera.

La posizione riparata e la protezione del vaso

Se nella tua zona le gelate sono rare e brevi, il primo riparo del limone in vaso è la scelta del posto. Sposta il contenitore contro un muro esposto a sud, che di giorno accumula calore e lo restituisce di notte, e verifica che sia al riparo dal vento di tramontana, che gli agrumi tollerano male anche a temperature non estreme. Un angolo sotto una tettoia o un portico limita anche la pioggia, e questo aiuta perché un terriccio fradicio e freddo favorisce i marciumi radicali. Occupati poi del vaso, che è la parte più esposta. Sollevalo da terra con piedini o un bancale, così il fondo non resta a contatto con il pavimento gelido e l'acqua in eccesso defluisce dai fori di drenaggio. Avvolgi le pareti con juta, pluriball o tessuto non tessuto in più giri, e copri la superficie del terriccio con uno strato di paglia o corteccia che fa da pacciamatura. Le radici, molto più sensibili della chioma, restano così in un ambiente più stabile e il limone affronta meglio le notti fredde senza perdere vigore.

Coprire la chioma con tessuto non tessuto e cappucci

Quando le minime si avvicinano allo zero, alla protezione del vaso aggiungi quella della chioma. Il materiale più adatto è il tessuto non tessuto, un velo leggero che lascia passare aria e luce ma trattiene qualche grado e smorza il vento; lo trovi in rotoli da avvolgere in due o tre strati oppure in cappucci già cuciti, con cordino di chiusura, che calzano sulla pianta intera. Chiudi la copertura alla base del tronco o attorno al vaso, senza stringere i rami, e lascia al limone un po' di spazio interno perché le foglie non restino schiacciate contro il telo. Evita la plastica a contatto con le foglie: di notte vi si forma condensa che gela, e di giorno l'aria sotto il telo si surriscalda. Se devi usarla contro una gelata improvvisa, tienila distanziata dalla chioma con qualche canna e toglila appena il sole torna a scaldare. Nelle giornate miti apri o rimuovi anche il tessuto non tessuto per arieggiare la pianta e controllare che non compaiano muffe o cocciniglie, poi richiudi al tramonto. Una copertura gestita così protegge dal freddo senza indebolire il limone in vaso.

Ricoverare il limone in casa o in serra fredda

Dove l'inverno è lungo e le gelate frequenti, la copertura non basta e il limone in vaso va ricoverato. Il luogo migliore è una serra fredda, una veranda non riscaldata o la stanza più fresca e luminosa della casa: vanno bene temperature di pochi gradi sopra lo zero, con molte ore di luce al giorno. Evita i locali con termosifoni accesi, perché l'aria secca e calda fa cadere le foglie e risveglia la pianta fuori stagione. Abitua il limone al cambio in modo graduale, spostandolo per qualche settimana in una zona più ombreggiata prima del rientro, e prima di portarlo dentro ispeziona foglie e germogli, soprattutto la pagina inferiore, per non introdurre afidi o cocciniglie. Al chiuso riduci le annaffiature, bagnando solo quando il terriccio è asciutto a qualche centimetro di profondità, e sospendi le concimazioni fino a primavera. Un sottovaso con argilla espansa e un velo d'acqua aiuta a mantenere un po' di umidità attorno alla chioma. Riportalo all'aperto solo quando le gelate tardive sono passate, con lo stesso passaggio graduale fatto in autunno, e la ripresa vegetativa sarà più rapida.

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