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Quando piantare gli alberi da frutto a radice nuda

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è il periodo migliore per la radice nuda

Perché l'autunno è il periodo migliore per la radice nuda

Gli alberi da frutto a radice nuda sono piante giovani che il vivaista estrae dal campo di coltivazione durante il riposo vegetativo e vende senza pane di terra attorno alle radici. Proprio perché le radici sono scoperte, puoi metterle a dimora solo quando la pianta dorme, cioè tra la caduta delle foglie e la ripresa primaverile. All'interno di questa finestra l'autunno, in particolare ottobre e novembre, è il momento che dà i risultati più costanti nella maggior parte delle zone italiane. Il motivo sta nel terreno: in autunno conserva ancora il calore accumulato durante l'estate e, con le piogge di stagione, resta umido senza bisogno di irrigazioni continue. In queste condizioni le radici cicatrizzano i tagli dell'estrazione ed emettono nuovi capillari già prima dell'inverno, così alla ripresa vegetativa la pianta trova un apparato radicale funzionante e può investire le energie nei germogli. Un albero piantato in autunno affronta la prima estate con una base più solida e soffre meno la siccità rispetto a uno messo a dimora a fine inverno.

Le altre finestre utili e i periodi da evitare

Se in autunno non hai fatto in tempo, la seconda finestra per piantare gli alberi da frutto a radice nuda si apre a fine inverno, tra febbraio e marzo, non appena il terreno non è più gelato e le gelate più intense sono passate. In questo caso devi però muoverti prima che le gemme comincino a gonfiarsi: una pianta che si risveglia con le radici appena interrate concentra le riserve nella ripresa radicale e trascura la parte aerea, e se arriva a fiorire è facile che i fiori cadano senza allegare o che i frutticini si stacchino poco dopo. Nelle zone a clima mite, come le coste e il Sud, l'impianto resta possibile anche nei mesi centrali dell'inverno, mentre in montagna e nelle pianure soggette a gelate forti conviene aspettare il disgelo. Evita invece i periodi di gelo intenso, di solito dicembre e gennaio nelle regioni fredde, perché un terreno ghiacciato o inzuppato non si lavora bene e le radici scoperte soffrono il freddo diretto. Non esiste poi una stagione estiva per la radice nuda: se trovi piante senza pane di terra in vendita a primavera inoltrata, considera che hanno già superato il momento utile e preferisci un esemplare in contenitore, che si trapianta con più flessibilità.

Come scegliere e conservare la pianta fino alla messa a dimora

Il periodo giusto conta poco se la pianta arriva in cattive condizioni. Quando acquisti un albero da frutto a radice nuda, osserva prima di tutto le radici: devono essere elastiche, chiare al taglio e umide, con molte radichette fini e senza parti secche, annerite o ammuffite. Verifica che il punto d'innesto sia ben saldato e che il fusto sia dritto, senza ferite sulla corteccia. Gli astoni di uno o due anni attecchiscono meglio delle piante più grandi, perché il rapporto tra radici e chioma è più equilibrato. Se non puoi piantare subito, non lasciare le radici all'aria, perché anche poche ore di sole o di vento le disidratano. Avvolgile in un telo umido per gli spostamenti brevi e, se l'attesa supera un paio di giorni, interra provvisoriamente la pianta in un angolo riparato, inclinata in un solco e con le radici coperte di terra o sabbia umida, così resta protetta fino al giorno dell'impianto. Prima di metterla a dimora rinfresca le radici con un taglio netto sulle punte rovinate e immergile per qualche ora in acqua, oppure in una poltiglia di terra e acqua, la cosiddetta pralinatura, che le mantiene idratate e favorisce il contatto con il suolo.

Preparare il terreno in anticipo e accompagnare il primo anno

Per sfruttare davvero il vantaggio dell'autunno, prepara la buca qualche settimana prima di ricevere la pianta, idealmente circa un mese: una cavità di circa 70 centimetri per lato lasciata aperta permette alla terra di arieggiarsi e assestarsi. Scegli un punto che riceva almeno sei-otto ore di sole al giorno e dove l'acqua non ristagni; se il terreno è argilloso, alza leggermente il piano d'impianto e mescola sabbia e sostanza organica alla terra di riempimento. Sul fondo distribuisci letame maturo o compost mescolato a terra fertile, senza metterlo a contatto diretto con le radici. Dopo la messa a dimora bagna abbondantemente per far aderire la terra alle radici, poi lascia lavorare le piogge invernali e riprendi le irrigazioni regolari dalla primavera, perché nel primo anno l'albero dipende ancora da te. Uno strato di pacciamatura e un tutore legato senza stringere lo difendono da gelo e vento. La produzione arriva con calma, spesso dopo quattro-sei anni, e un impianto fatto nel momento giusto accorcia questa attesa.

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