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Melograni che si spaccano sulla pianta: perché succede e cosa fare

Aggiornato il 04 novembre 20264 capitoli
Perché i melograni si spaccano: buccia rigida e acqua che arriva all'improvviso

Perché i melograni si spaccano: buccia rigida e acqua che arriva all'improvviso

I melograni che si spaccano sulla pianta sono un problema che i tecnici chiamano cracking e che si concentra quasi sempre nelle settimane della maturazione, tra settembre e ottobre. Per capirlo conviene guardare com'è fatto il frutto: la buccia, che i botanici chiamano pericarpo, è spessa e coriacea ma poco elastica, mentre all'interno gli arilli, cioè i chicchi succosi che mangiamo, continuano ad assorbire acqua fino alla raccolta. Se l'estate è stata calda e asciutta e la pianta ha sofferto la sete, la buccia si irrigidisce e smette di crescere; quando poi arrivano le prime piogge autunnali, oppure un'irrigazione abbondante dopo un lungo periodo secco, la polpa si gonfia in pochi giorni e la scorza, che non riesce a seguirla, cede lungo una o più fenditure. Allo stesso meccanismo contribuiscono gli sbalzi forti tra le temperature del giorno e quelle della notte, tipici dell'inizio dell'autunno, e una crescita troppo rapida del frutto spinta da concimazioni azotate tardive. Conta anche la varietà: alcune hanno la buccia più sottile o più tesa e si aprono con facilità, altre reggono meglio le piogge di fine stagione. Il melograno predilige i climi semiaridi, quindi il passaggio brusco da un'estate secca a un autunno piovoso è proprio la condizione che lo mette in difficoltà.

Irrigazione regolare in estate: la prevenzione che conta di più

Dato che la causa principale dei melograni che si spaccano è lo squilibrio idrico, la prevenzione comincia nei mesi caldi, molto prima che i frutti cambino colore. L'obiettivo è evitare l'alternanza tra siccità prolungata e bagnature abbondanti: meglio apporti moderati e costanti che un'annaffiatura copiosa ogni tanto. Nelle settimane più calde, se il terreno è leggero e drena in fretta, possono servire circa due o tre bagnature alla settimana; se invece il suolo è argilloso e trattiene l'acqua, dirada gli interventi e controlla sempre con le dita che lo strato superficiale si sia asciugato, perché il ristagno danneggia le radici e peggiora la situazione. Un impianto a goccia con un programmatore ti aiuta a mantenere il ritmo anche quando sei assente. Una pacciamatura di paglia, corteccia o foglie secche alla base dell'albero limita l'evaporazione e attenua le oscillazioni di umidità del terreno, che è proprio ciò che la buccia del frutto fatica a sopportare. Verso fine estate non sospendere di colpo le irrigazioni pensando che le piogge faranno il resto: riduci gradualmente, così la pianta arriva all'autunno senza passare da un estremo all'altro. Se coltivi il melograno in vaso, ricorda che il substrato si asciuga molto più in fretta e che le irregolarità pesano ancora di più.

Raccolta anticipata, diradamento e concimazione: le altre cure utili

Quando l'autunno è alle porte, il modo più semplice per non perdere i frutti è raccoglierli appena sono maturi, senza lasciarli sull'albero in attesa che diventino ancora più grandi. Le melagrane non continuano a maturare dopo lo stacco, quindi vanno colte al punto giusto, ma non oltre: la buccia ha assunto il colore pieno tipico della varietà, i fianchi del frutto appaiono leggermente spigolosi invece che tondi e, battendo con le nocche, il suono è pieno e quasi metallico. Se le previsioni annunciano piogge intense e i frutti sono già colorati, anticipa la raccolta di qualche giorno piuttosto che rischiare di trovarli aperti. Durante la stagione, un diradamento dei frutticini a inizio estate lascia alla pianta meno melagrane da portare a termine, ma più uniformi e meno soggette a crescere a scatti. Valuta una concimazione equilibrata, con un apporto organico a fine inverno e senza azoto abbondante dopo l'allegagione, perché una spinta vegetativa tardiva gonfia i frutti troppo in fretta. Una potatura che arieggi la chioma, eliminando polloni e rami che si incrociano, fa asciugare prima i frutti dopo la pioggia. Se devi ancora piantare o sostituire un esemplare, chiedi al vivaista una varietà poco sensibile alle spaccature, adatta al clima della tua zona.

Cosa fare delle melagrane già spaccate sulla pianta

Se trovi melograni che si spaccano nonostante le precauzioni, raccoglili subito, senza aspettare la data che avevi previsto per il resto del raccolto. Un frutto aperto sul ramo richiama vespe, mosche e formiche, e la ferita è una porta d'ingresso per muffe e marciumi che in pochi giorni rovinano i chicchi e possono diffondersi ai frutti vicini. Togli anche le melagrane cadute o rimaste rinsecchite a terra e allontanale dal giardino, perché costituiscono una riserva di funghi e parassiti per la stagione successiva. Una melagrana con la fenditura fresca e gli arilli ancora lucidi e sodi è perfettamente buona: non si conserva come un frutto intatto, quindi consumala entro pochi giorni oppure sgranala subito e tieni i chicchi in frigorifero in un contenitore chiuso, o congelali distesi su un vassoio per usarli in seguito in succhi, salse e dolci. Scarta invece i frutti con odore di fermentato, chicchi scuri o molli e tracce di muffa vicino alla spaccatura, limitandoti a eliminare la parte compromessa solo se è davvero circoscritta. Così trasformi quello che sembrava un raccolto perso in una provvista utile per tutto l'autunno.

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