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Cimice asiatica in casa in autunno: come tenerla lontana

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Perché in autunno la cimice asiatica cerca riparo tra le pareti di casa

Perché in autunno la cimice asiatica cerca riparo tra le pareti di casa

La cimice asiatica, il cui nome scientifico è Halyomorpha halys, arriva dall'Asia orientale ed è presente in Italia da diversi anni, con una diffusione partita dalle aree frutticole del Nord. Riconoscerla è il primo passo: misura circa 12 millimetri, ha il corpo marmorizzato grigio-brunastro e bande chiare lungo i bordi dell'addome, mentre la comune cimice verde ha una livrea uniforme e una sagoma più allungata. Quando le giornate si accorciano e la luce cambia inclinazione, gli adulti rallentano l'attività riproduttiva e abbandonano le piante per cercare un rifugio asciutto dove svernare: in natura sarebbero cortecce e cavità dei tronchi, nelle nostre abitazioni diventano sottotetti, cassonetti delle tapparelle, intercapedini degli infissi e lo spazio dietro i battiscopa. A rendere la faccenda più fastidiosa c'è un dettaglio del suo comportamento: questi insetti emettono feromoni di aggregazione, sostanze che richiamano altri esemplari della stessa specie. Per questo raramente ne trovi una sola, e per questo conviene lavorare sulle vie d'ingresso prima che il passaparola chimico faccia effetto. Nessun allarme sanitario, in ogni caso: la cimice asiatica non punge, non costruisce nidi e non trasmette malattie a persone o animali domestici.

Fessure, infissi e zanzariere: chiudere le vie d'ingresso

Visto che tutto comincia da un varco, la difesa più solida è di tipo meccanico e va preparata prima dei primi freddi, quando le cimici sono ancora sulle piante del giardino o del balcone. Controlla gli infissi uno per uno: i punti critici sono le guarnizioni indurite, i fori di scarico dei telai, i passaggi dei cavi, le griglie di aerazione e i cassonetti delle tapparelle, che restano l'accesso preferito perché uniscono una fessura verso l'esterno a un vano buio e asciutto. Dove serve intervieni con sigillante siliconico, schiuma o guarnizioni nuove, e completa con zanzariere a maglia fitta ben aderenti al telaio, perché una rete lenta o strappata in un angolo basta a vanificare il lavoro. Qualche abitudine aiuta quanto i sigillanti. Nelle serate tiepide d'autunno evita di lasciare le finestre aperte con le luci accese, perché l'illuminazione richiama gli adulti sulle facciate, e scuoti bene il bucato steso prima di ritirarlo: la cimice asiatica si infila tra le pieghe dei tessuti ed entra in casa passando dalle tue mani. Se hai piante in vaso che svernano all'interno, ispeziona foglie, fusti e sottovaso prima di portarle dentro, così eviti di ospitare proprio gli esemplari che vorresti fuori.

Gli odori che la scoraggiano: menta, lavanda, cannella e neem

Sull'olfatto si gioca la parte preventiva più semplice, perché questi insetti hanno recettori molto sensibili e tendono a evitare gli aromi intensi. Mazzetti di menta o di lavanda e bastoncini di cannella sui davanzali e accanto alle porte finestre danno un disturbo sufficiente a scoraggiare l'esplorazione, e lo stesso vale per un olio essenziale di menta diluito in acqua da nebulizzare su telai e soglie, ripetendo il passaggio ogni pochi giorni perché il profumo si disperde in fretta. Anche l'olio di neem, diluito secondo le indicazioni riportate sulla confezione, risulta sgradito alle cimici e può essere usato sulle piante del balcone. Una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia passata su ringhiere, zanzariere e cornici esterne agisce nella stessa direzione, con il vantaggio di lasciare le superfici pulite. Ricorda però che parliamo di deterrenti e non di barriere: rendono la casa meno invitante, ma danno risultati concreti solo se affiancano la sigillatura delle fessure.

Cimici già in casa: come rimuoverle e gli errori da non fare

Quando qualche esemplare è già tra le pareti, la regola di base è non schiacciarlo: le ghiandole poste sul torace liberano una secrezione dall'odore pungente che resta a lungo sui tessuti e che segnala la posizione agli altri individui. Raccogli l'insetto con un fazzoletto o un foglio di carta e fallo cadere in una bacinella di acqua con qualche goccia di detersivo per piatti, perché il sapone rompe la tensione superficiale e non gli permette di restare a galla. Se gli esemplari sono numerosi, l'aspirapolvere con un sacchetto da chiudere e smaltire subito è il metodo più rapido, a patto di non lasciarli nel tubo, dove l'odore si fissa. Due pratiche vanno invece evitate. La prima è liberare le cimici vive dalla finestra o sulle piante, perché tornerebbero a danneggiare orto e frutteto: la cimice asiatica punge frutti e germogli e lascia deformazioni e aree suberificate sulla polpa. La seconda è affidarsi agli insetticidi domestici, che colpiscono gli individui presenti ma non impediscono l'arrivo di nuovi gruppi e introducono sostanze superflue negli ambienti dove vivi. Un controllo periodico di sottotetti, ripostigli e tapparelle durante l'inverno ti risparmia la sorpresa di decine di esemplari risvegliati dalla prima giornata di sole.

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