Perché le foglie di alcuni alberi diventano rosse in autunno
Gli alberi con foglie rosse in autunno non cambiano colore per caso: quando le giornate si accorciano, la pianta smette di produrre clorofilla e ritira dalle foglie le sostanze nutritive prima di lasciarle cadere. In alcune specie, in questa fase, si formano gli antociani, i pigmenti responsabili delle tonalità rosse e porpora, mentre i caroteni che erano già presenti danno i gialli e gli aranci. È per questo che non tutti i caducifogli rosseggiano: il faggio o il tiglio virano al giallo e al bruno, l'acero giapponese o il liquidambar si accendono di rosso. L'intensità della colorazione dipende però anche dalla stagione e dal luogo. Le tinte più vive si ottengono con notti fresche ma senza gelate precoci, giornate luminose e un terreno non troppo ricco di azoto, che spingerebbe la pianta a produrre foglie piuttosto che pigmenti. Un esemplare piantato in piena luce colora quasi sempre meglio dello stesso albero cresciuto all'ombra di un muro. Tienilo presente quando scegli la posizione: la stessa specie può deludere o sorprendere a seconda di dove la metti.
Le specie più affidabili per un fogliame rosso
Tra gli alberi che in autunno si tingono di rosso con maggiore regolarità, il liquidambar è uno dei più spettacolari: le foglie palmate passano dal verde al rosso vinoso e al porpora e restano sulla pianta a lungo. È però un albero di grandi dimensioni, che da adulto supera facilmente i venti metri, quindi va riservato ai giardini ampi. All'estremo opposto c'è l'acero giapponese, che a seconda della varietà resta un arbusto di due o tre metri o diventa un alberello di una decina di metri: cultivar come 'Osakazuki' o 'Garnet' sono apprezzate proprio per il rosso acceso di ottobre. Meno conosciuti ma molto validi sono l'amelanchier, un piccolo albero che unisce la fioritura bianca di primavera a un fogliame autunnale rosso arancio, la nyssa, dal rosso scarlatto, e la parrotia, parente dell'amamelide, che sfuma dal giallo al rosso al porpora sulla stessa chioma. Se cerchi un albero di taglia media con foglie grandi, valuta la quercia rossa americana, che colora di rosso mattone, oppure il corniolo da fiore, che in autunno aggiunge alle foglie rosse anche i frutti. Avere a disposizione specie così diverse per taglia ti permette di portare il colore anche in un cortile piccolo.
Come scegliere l'albero giusto per spazio, terreno e clima
Prima di innamorarti di una specie, misura lo spazio che hai davvero. Un albero da fogliame autunnale dà il meglio quando la chioma può svilupparsi libera e ricevere luce da più lati, quindi calcola l'ingombro da adulto e non quello del vaso in vivaio. Il liquidambar, la nyssa e la quercia rossa hanno bisogno di distanza da case e confini; l'amelanchier, la parrotia e gli aceri giapponesi si accontentano di pochi metri e stanno bene anche vicino a una terrazza, dove il colore si gode da vicino. Conta poi il terreno. Liquidambar, nyssa e quercia rossa preferiscono suoli profondi, freschi, da neutri a leggermente acidi, e nei terreni molto calcarei tendono a ingiallire e a colorare poco. Se il tuo giardino è calcareo o argilloso, la parrotia e l'amelanchier sono molto più tolleranti, purché il drenaggio sia buono. Gli aceri giapponesi soffrono invece il vento secco e il sole cocente del pomeriggio nelle zone più calde: una posizione in mezz'ombra, riparata, mantiene le foglie integre fino all'autunno e la colorazione risulta più pulita. Nelle regioni dove le gelate arrivano presto, orientati su specie rustiche come la nyssa e la parrotia, che reggono bene il freddo e colorano anche con stagioni brevi.
Piantare in autunno per vedere il colore già l'anno dopo
L'autunno è anche il momento migliore per mettere a dimora questi alberi. Da metà ottobre fino a quando il terreno non gela le piante sono in riposo, ma le radici continuano a lavorare nel suolo ancora tiepido e umido: in primavera l'albero riparte già ancorato e sopporta meglio il primo caldo. Scava una buca larga almeno il doppio del pane di terra e profonda quanto basta a tenere il colletto a livello del suolo, perché interrarlo troppo è una delle cause più comuni di deperimento. Nei terreni pesanti rompi bene il fondo e, se ristagna acqua, pianta su un leggero rialzo. Sistema un tutore prima di riempire la buca, in modo da non ferire le radici, e lega il fusto con un legaccio morbido che lasci qualche oscillazione. Bagna abbondantemente per far aderire la terra alle radici, poi stendi uno strato di pacciamatura di corteccia o foglie tenendolo staccato dal tronco. Durante la prima estate l'irrigazione va seguita con costanza, soprattutto per liquidambar e nyssa che da giovani non amano la siccità. Evita i concimi azotati nei primi mesi: non servono alla radicazione e non aiutano il rosso delle foglie. Un albero piantato bene in ottobre ti regala la sua prima vera colorazione già l'autunno successivo.





