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Quando piantare le peonie a radice nuda in autunno

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Da settembre a fine novembre: perché l'autunno è il momento giusto

Da settembre a fine novembre: perché l'autunno è il momento giusto

Le peonie a radice nuda si mettono a dimora da settembre fino agli ultimi giorni di novembre, e ottobre è il mese in cui trovi la scelta più ampia nei vivai, perché le radici vengono scavate proprio in questo periodo, quando la pianta è entrata in riposo. Piantare in autunno ha un vantaggio preciso: il terreno conserva ancora il calore dell'estate e la radice ha davanti a sé mesi interi per emettere nuove radichette e ramificarsi, così quando in primavera spuntano i primi getti rossastri la pianta è già ancorata e può dedicare le energie alla parte aerea. Se l'autunno ti sfugge, puoi intervenire anche in inverno, purché il suolo non sia gelato durante il giorno e si lasci lavorare senza formare zolle compatte. Dopo marzo, invece, conviene rinunciare alla radice nuda e orientarsi su piante in vaso, che sopportano meglio un trapianto a vegetazione avviata. Una radice piantata tardi fatica di più e spesso salta la fioritura dell'anno successivo, quindi se hai già la radice in mano non rimandare.

Come riconoscere una buona radice e dove sistemarla

Quando acquisti peonie a radice nuda, osserva prima di tutto il colletto, cioè il punto in cui le radici carnose si uniscono: lì devono essere visibili le gemme, chiamate anche occhi, piccole e di colore rosato o rossiccio. Una radice con tre o più occhi è quella che i vivaisti considerano pronta per la messa a dimora; con uno o due occhi la pianta attecchisce lo stesso, ma impiega più tempo a formare un cespo. Le radici devono essere sode e piene, senza parti molli o ammuffite, e se non riesci a piantarle subito tienile in un luogo fresco e ombreggiato, avvolte in un po' di torba o sabbia appena umida. La scelta del posto conta quanto la qualità della radice, perché le peonie restano nello stesso punto per decenni e mal sopportano i trapianti. Le erbacee e le intersezionali vogliono il pieno sole e, se ombreggiate troppo, rischiano di non fiorire; le arbustive invece si trovano bene in mezzo sole, soprattutto se riparate nelle prime ore del mattino, e in queste condizioni mantengono il fogliame sano più a lungo. In ogni caso lascia spazio attorno alla pianta e tienila lontana dalle radici di alberi e arbusti vigorosi, che le sottrarrebbero acqua e nutrimento.

Preparare il terreno e la buca d'impianto

Il terreno che le peonie preferiscono è discretamente argilloso, profondo, ricco di humus e soprattutto ben drenato, con un pH compreso tra 6 e 7, quindi da leggermente acido a neutro. Prima di piantare dissoda bene la zona, perché le radici carnose devono potersi espandere senza incontrare strati compatti; se la terra è pesante alleggeriscila con sabbia e un po' di torba, se è povera arricchiscila con letame maturo, ammendante compostato o cornunghia, oppure con una manciata di concime minerale ternario del tipo che si usa per pomodori e alberi da frutto. Evita però i concimi per acidofile, perché la peonia non lo è, e fai in modo che il fertilizzante non tocchi direttamente la radice: mescolalo alla terra di fondo e copri con uno strato di terra pulita. Scava una buca ampia, per le arbustive di circa 40 cm di lato e altrettanto di profondità, e nei terreni che trattengono l'acqua disponi sul fondo 5-10 cm di ghiaia o altro materiale grossolano. Il ristagno è il problema più serio per queste piante, perché fa marcire le radici di riserva, e una buca preparata con cura in autunno ti risparmia anni di piante stentate.

La profondità giusta per le erbacee e le arbustive

La profondità di impianto decide se la peonia fiorirà, ed è qui che si sbaglia più spesso. Per le peonie erbacee a radice nuda disponi la radice con gli occhi rivolti verso l'alto e coprili con 3-5 cm di terra: se li interri più in basso la pianta vegeta ma non fiorisce, mentre se restano scoperti soffrono il gelo. Per le arbustive, che sono quasi sempre innestate su una radice di erbacea, il punto d'innesto va invece collocato circa 8 cm sotto il livello del suolo, così il ramo può emettere radici proprie e affrancarsi dal portinnesto. Riempi la buca sbriciolando la terra con le mani per non spezzare le radici secondarie, compatta leggermente e bagna in abbondanza per far aderire il terreno alla radice. Poi lascia che l'autunno e l'inverno facciano il loro lavoro: in questa fase non serve innaffiare se piove regolarmente, e una pacciamatura leggera di foglie secche o corteccia aiuta a mantenere stabili umidità e temperatura. Non aspettarti fiori nella prima primavera: la pianta impiega in genere due o tre stagioni per formare un cespo robusto, ma una volta ambientata non chiede quasi nulla e fiorisce ogni anno con maggiore generosità.

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