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Arbusti con bacche per gli uccelli in inverno: quali piantare

Aggiornato il 18 ottobre 20264 capitoli
Perché le bacche invernali contano e quando devono maturare

Perché le bacche invernali contano e quando devono maturare

Da dicembre a febbraio il giardino offre poco a chi vola: gli insetti si nascondono, i semi spontanei sono già stati raccolti e il terreno gelato rende irraggiungibili i lombrichi. Gli arbusti con bacche per gli uccelli diventano allora una riserva di zuccheri e di acqua che aiuta merli, tordi e pettirossi a superare le notti fredde, e in certi inverni richiamano anche ospiti di passaggio dal nord come il tordo sassello. Perfino le specie che in estate si nutrono quasi solo di insetti, in questa stagione accettano volentieri frutti e semi. Ciò che conta davvero è il periodo di maturazione. Una bacca pronta in agosto sparisce nel giro di poche settimane, mangiata o caduta, e non serve a nulla quando gela. Scegli quindi specie i cui frutti maturano tardi o restano a lungo sui rami, e combina piante con tempi diversi, così la dispensa non si svuota tutta insieme. Un arbusto a chioma fitta aggiunge un secondo vantaggio: ripara dal vento e dai gatti, e se è spinoso scoraggia anche i predatori dei nidi in primavera.

Le specie da preferire: biancospino, prugnolo, cotoneaster e piracanta

Il biancospino resta la scelta più sicura: tollera quasi ogni terreno, le sue bacche rosse si distribuiscono su più mesi e le spine proteggono i nidi, ma può raggiungere diversi metri di altezza, quindi riservagli uno spazio adeguato. Il prugnolo lavora bene accanto a lui nelle siepi campestri, con i frutti bluastri molto graditi a merli e storni, e lo stesso vale per la sanguinella, un corniolo selvatico con bacche scure e rami rossi che colorano l'inverno. La rosa canina aggiunge i cinorrodi, che restano appesi a lungo e vengono beccati quando il resto è finito. Se lo spazio è poco, orientati su cotoneaster e piracanta: sono sempreverdi, resistono allo smog cittadino, stanno bene al sole o a mezz'ombra e tengono i frutti rossi o arancio fino a inverno avanzato. La mahonia, con i grappoli blu, si adatta anche agli angoli ombreggiati, mentre la fusaggine è la più scenografica in ottobre, con le capsule rosa che si aprono su semi arancio. Tieni presente che molte di queste bacche sono gradite agli uccelli ma non commestibili per le persone: se in casa ci sono bambini, informati sulla specie prima di piantarla.

Mettere a dimora in autunno: terreno, distanze e siepe mista

L'autunno è il momento giusto per piantare, perché il terreno è ancora tiepido e umido e le radici hanno tempo di attecchire prima del gelo: gli arbusti messi a dimora adesso saranno pronti a fiorire e fruttificare già dalla prossima stagione. Prepara una buca larga circa il doppio del pane di terra, allenta il fondo e, se il suolo è argilloso e trattiene acqua, mescola un po' di sabbia o di ghiaia per migliorare il drenaggio. Annaffia bene dopo l'impianto e pacciama con foglie o corteccia, così il freddo arriva più lentamente alle radici giovani. Piuttosto che un esemplare isolato, pensa a una siepe mista in cui si alternano specie con maturazioni diverse: biancospino e prugnolo per l'ossatura, cotoneaster e piracanta per le bacche tardive, qualche rosa canina per i cinorrodi. Lascia a ogni pianta lo spazio che occuperà da adulta, in modo che i rami si intreccino senza soffocarsi. Se hai una mangiatoia, colloca gli arbusti a circa tre o quattro metri da essa: i piccoli uccelli si sentono sicuri solo se possono raggiungere in un attimo una copertura vegetale.

Curare il giardino perché gli uccelli restino anche dopo

Piantare non basta se poi il giardino viene gestito in modo ostile alla fauna. Rinuncia a insetticidi e diserbanti: eliminano le piccole prede che le cince cercano tra il fogliame e rischiano di avvelenare gli stessi uccelli che vuoi ospitare. Anche la potatura va ripensata: se tagli le siepi a fine estate elimini i frutti in formazione, quindi rimanda gli interventi a fine inverno, quando le bacche sono state consumate, e comunque mai nel periodo della nidificazione. Accanto alle bacche, un punto d'acqua poco profondo e pulito diventa indispensabile quando le pozzanghere gelano, e un angolo di rami fitti lontano dal passaggio offre un dormitorio protetto. Con un po' di pazienza, nel giro di un paio di inverni la siepe si riempie di merli, tordi, pettirossi e cince, e in cambio ti ritroverai in primavera con meno bruchi e afidi sulle piante da fiore e nell'orto.

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