Come si gioca: che cosa osservare in una foglia prima di rispondere
Riconoscere gli alberi dalle foglie d'autunno è più facile di quanto sembri, a patto di guardare i dettagli giusti e non solo il colore, che in questa stagione cambia da una settimana all'altra e persino da un ramo all'altro della stessa pianta. Prima di rispondere alle domande del quiz, raccogli una foglia caduta e valuta la forma generale: può essere intera, cioè con un unico lembo, oppure lobata, con incisioni più o meno profonde, oppure composta, divisa in tante foglioline inserite su un asse comune. Osserva poi il margine, cioè il bordo del lembo: può essere liscio, seghettato, dentato o ondulato. Ogni carattere restringe il campo. Guarda infine le nervature, che possono partire tutte dalla base come le dita di una mano o diramarsi da una nervatura centrale come una piuma, e controlla la posizione delle foglie sul ramo, se si trovano una di fronte all'altra o sfalsate. Quest'ultimo indizio distingue specie che a prima vista si confondono. Con questi quattro elementi in mente, le domande che seguono diventano un gioco alla portata di tutti.
Domande da uno a quattro: acero, platano, liquidambar e quercia
Prima domanda: una foglia palmata a cinque lobi appuntiti, rossa o arancio, raccolta sotto un albero che porta le foglie sul ramo a coppie opposte. Se hai pensato all'acero, hai fatto centro: la disposizione opposta è il carattere che lo distingue dagli altri alberi con foglie di questa forma. Seconda domanda: foglia simile, sempre palmata, ma più grande e coriacea, con lobi larghi, inserita sul ramo in modo alterno e caduta da un tronco a chiazze chiare. È il platano, che in autunno vira al giallo ocra e al bruno più che al rosso. Terza domanda: foglia a stella con cinque o sette lobi stretti, disposizione alterna, colori che sulla stessa chioma passano dal giallo al porpora quasi nero. Qui la risposta è il liquidambar, spesso scambiato per un acero proprio per la forma; la posizione alterna delle foglie e il profumo resinoso che senti stropicciando il lembo tolgono ogni dubbio. Quarta domanda: foglia con lobi arrotondati e profondi, che in autunno diventa bruna o giallo ruggine e tende a restare a lungo sull'albero. Si tratta di una quercia nostrana come la farnia o la roverella; se invece i lobi terminano con una punta sottile e il colore è rosso vivo, hai davanti la quercia rossa, originaria dell'America settentrionale e molto usata nei parchi.
Domande da cinque a otto: faggio, betulla, tiglio e ginkgo
Quinta domanda: foglia ovale, con il margine appena ondulato e nervature parallele ben evidenti, che da verde lucido passa al giallo oro e poi al color rame. È il faggio, e un indizio in più lo offrono i giovani esemplari e le siepi, che trattengono le foglie secche sui rami per tutto l'inverno. Sesta domanda: foglia piccola, triangolare o a rombo, con margine seghettato e un picciolo sottile che la fa tremare al minimo soffio; in autunno diventa di un giallo limpido e cade da un albero con la corteccia bianca. La betulla è la risposta giusta. Settima domanda: foglia a forma di cuore con la base asimmetrica, cioè con una metà più ampia dell'altra, margine finemente seghettato e colore autunnale giallo. Hai riconosciuto il tiglio, facile da confermare se sotto la pianta trovi i piccoli frutti tondi appesi a una brattea allungata, la foglietta chiara che li accompagna nel volo. Ottava e ultima domanda, la più semplice per chi ha occhio: una foglia a ventaglio, con nervature che si biforcano a raggiera e nessuna nervatura centrale, di un giallo uniforme e luminoso. È il ginkgo, un albero antichissimo che, pur avendo foglie larghe, è imparentato con le conifere più che con le latifoglie e che perde le foglie quasi tutte insieme nel giro di pochi giorni.
Come contare i punti e allenare l'occhio durante le passeggiate
Conta le risposte esatte: se ne hai date almeno sei, sai già riconoscere gli alberi dalle foglie meglio della maggior parte dei passanti; se sei rimasto sotto, poco male, perché l'autunno è il momento migliore per esercitarsi, con le foglie a terra a portata di mano e i colori che mettono in risalto forme e nervature. Durante una passeggiata raccogli una foglia per ogni albero che incontri, appuntala su un quaderno con la data e il luogo, e prova a dare un nome a ciascuna usando i caratteri visti nelle domande. Se una foglia ti lascia incerto, cerca sul posto altri indizi: la corteccia, i frutti caduti come ghiande, samare o faggiole, la forma complessiva della chioma. Ricorda che il colore da solo inganna: la stessa specie può essere rossa in un giardino esposto al sole e gialla in una zona ombreggiata, e un periodo siccitoso anticipa l'ingiallimento. Affidati piuttosto a forma, margine e disposizione sul ramo, che non cambiano con la stagione. Con qualche uscita diventerai capace di distinguere a colpo d'occhio una decina di alberi, e i viali che percorri ogni giorno acquisteranno nomi e storie.
