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Video: come seminare le fave a novembre

Aggiornato il 01 novembre 20264 capitoli
Perché seminare le fave a novembre e dove conviene farlo

Perché seminare le fave a novembre e dove conviene farlo

Seminare le fave a novembre è il lavoro tipico dell'orto autunnale, perché la fava è una leguminosa che preferisce le temperature fresche e tollera bene l'inverno delle zone miti. Le piantine nate in autunno affondano le radici prima dell'arrivo del grande freddo, ripartono con vigore alle prime giornate tiepide e regalano un raccolto tra maggio e giugno, in un momento in cui il resto dell'orto è ancora poco produttivo. Nel video vediamo come si svolge la semina in un orto familiare, con i passaggi che possiamo ripetere anche in un piccolo appezzamento. Valuta però il clima della tua zona prima di seguire il calendario alla lettera. Nelle regioni del Centro-Sud e nelle fasce costiere la semina tra ottobre e novembre è una pratica consolidata, mentre nelle aree interne del Nord e in collina, dove le gelate sono persistenti, le giovani fave possono soffrire: qui conviene scegliere varietà resistenti al freddo oppure spostare la semina a febbraio o marzo, quando il terreno torna lavorabile. A novembre le giornate sono corte e la crescita rallenta, ma nelle zone miti questa finestra resta pienamente valida.

Preparare il letto di semina ed evitare il terreno fradicio

Come mostrato nel video, prima di interrare i semi è bene lavorare il terreno in profondità e sminuzzare le zolle, così che le radici trovino un suolo soffice e ben areato. La fava non ha bisogno di concimazioni azotate, perché grazie ai batteri che vivono nelle sue radici fissa da sola l'azoto dell'aria e lo lascia nel terreno: per questo è anche un'ottima coltura da far precedere a ortaggi esigenti come pomodori e zucche, e si inserisce bene in una rotazione colturale. Se l'appezzamento era già stato arricchito con compost maturo per la coltura precedente, non serve aggiungere altro. Il vero problema della semina di novembre sono le piogge insistenti. Un suolo saturo d'acqua toglie ossigeno ai semi e favorisce il marciume, quindi se la terra è fradicia non affrettarti per rispettare la data: aspetta qualche giorno che torni lavorabile. Se il tuo terreno è argilloso e tende al ristagno, rialza le aiuole di qualche centimetro oppure incorpora sabbia e sostanza organica per migliorare il drenaggio. Nelle annate secche, invece, verifica che il suolo abbia un po' di umidità al momento della semina, altrimenti la germinazione tarda.

Profondità e distanze: come interrare i semi di fava

Il seme di fava è grande e vigoroso, perciò va interrato più in profondità rispetto alla maggior parte degli ortaggi: nel video i semi vengono messi a circa 5 centimetri sotto la superficie, senza badare al verso, perché il germoglio riesce comunque a farsi strada verso la luce. Si può procedere a file, aprendo un solco con la zappa e deponendo un seme ogni 20 centimetri circa, con le file distanziate di circa 70 centimetri, oppure a postarelle, cioè in piccole buche distanti tra loro almeno 60 centimetri in cui si mettono due o tre semi insieme. La semina a postarelle è comoda negli orti piccoli, mentre le file facilitano la sarchiatura e il passaggio tra le piante. Adatta le distanze alla varietà che hai scelto: le fave nane possono stare un po' più vicine, mentre le varietà a sviluppo alto, che superano il metro, hanno bisogno di più spazio e in posizioni ventose vanno sostenute con qualche tutore o uno spago teso tra due paletti. Dopo la semina ricopri con terra fine, compatta leggermente con il dorso del rastrello e, se il terreno è asciutto, dai una leggera bagnatura: a novembre di solito le piogge bastano.

Proteggere le piantine dal gelo e dagli afidi fino al raccolto

Nelle settimane successive alla semina le fave emergono e formano le prime foglie, che sopportano bene le gelate leggere ma non quelle intense e prolungate. Se nella tua zona sono previsti periodi di freddo rigido, tieni pronto un telo di agritessuto da stendere sulle file nelle notti più fredde e da togliere di giorno, oppure pacciama la base delle piante con paglia o foglie secche per proteggere il colletto. Le irrigazioni in inverno non servono quasi mai; riprendile con moderazione in primavera, quando le piante crescono in fretta e i baccelli si stanno formando, evitando sempre di bagnare troppo. Alla fine dell'inverno, quando compaiono i primi fiori, cima gli apici delle piante: questa operazione concentra le energie sui baccelli già allegati e toglie agli afidi neri le punte tenere di cui sono più golosi. Se gli afidi compaiono comunque, intervieni per tempo con un trattamento a base di sapone molle, consentito anche in agricoltura biologica. Raccogli i baccelli tra maggio e giugno, quando al tatto senti i semi ancora teneri: se aspetti troppo diventano duri e per consumarli dovrai sbucciarli. Le fave in eccesso si possono congelare oppure essiccare, facendo attenzione al tonchio, il piccolo coleottero che fora i semi secchi.

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