Quando partire: il calendario del foliage da nord a sud
Il foliage non arriva ovunque nello stesso momento, quindi la prima cosa da decidere è la settimana, non la meta. Nei giardini italiani di montagna e nelle valli alpine le chiome cominciano a virare già da metà settembre e raggiungono il massimo tra la fine di settembre e la fine di ottobre, prima delle nevicate. Scendendo verso le colline del Centro-Nord, dalle Langhe alla Toscana fino all'Umbria e al Lazio, il picco si sposta tra metà ottobre e l'inizio di novembre e lo spettacolo dura più a lungo, perché le temperature calano con gradualità. Al Sud e nelle zone vicine al mare, come il Gargano o i rilievi abruzzesi, i colori più intensi arrivano tra fine ottobre e novembre, in base all'altitudine e all'andamento della stagione. Tieni presente che la colorazione dipende dalle temperature dei primi giorni d'autunno: un settembre fresco e luminoso anticipa i rossi, un autunno mite e piovoso li ritarda e li smorza. Se puoi, guarda le foto recenti pubblicate dai parchi nei giorni prima della partenza e scegli una data di metà stagione per la tua zona, così hai più margine anche se il tempo cambia.
I grandi parchi dei laghi e del Nord: aceri, ginkgo e faggi secolari
Le sponde dei laghi prealpini ospitano alcuni dei giardini italiani più ricchi di alberi che cambiano colore, perché il clima mite ha permesso nel tempo di acclimatare specie arrivate da mezzo mondo. Sul Lago Maggiore i giardini botanici di Villa Taranto, a Verbania, offrono in ottobre viali di aceri giapponesi, liquidambar e ginkgo che passano dal giallo oro al rosso cupo, con una stagione di visita che si prolunga fino alla chiusura invernale. Sul Lago di Como il parco di Villa Carlotta e quello di Villa Melzi, a Bellagio, alternano piante esotiche a faggi e platani secolari che si riflettono nell'acqua, e una visita infrasettimanale ti evita la folla dei fine settimana. Se preferisci un parco di pianura con lunghe passeggiate, il Parco Giardino Sigurtà, vicino al Lago di Garda, ha grandi prati e boschetti di querce e aceri che nel tardo pomeriggio di ottobre prendono luce radente. In Piemonte il parco del Castello di Masino, nel Canavese, unisce il bosco storico alla vista sulla Serra morenica, mentre chi vuole passare dai giardini ai boschi può salire in Val Vigezzo con la ferrovia storica che collega Domodossola a Locarno, che tra ottobre e novembre propone corse dedicate proprio ai colori d'autunno.
Dal Centro al Sud: Ninfa, i giardini rinascimentali e le faggete
Nel Centro Italia il foliage dei giardini italiani arriva più tardi e ti permette di allungare la stagione fino a novembre. Il Giardino di Ninfa, nel Lazio, è il caso più noto: un giardino all'inglese cresciuto tra le rovine di una città medievale, con aceri, ciliegi ornamentali e alberi da frutto che in autunno colorano le rive del fiume. Apre solo in giornate programmate e su prenotazione, quindi verifica il calendario con largo anticipo, perché le date autunnali si esauriscono in fretta. Sempre nel Lazio, il giardino di Villa Lante a Bagnaia e i boschi di faggio dei Monti Cimini, intorno al lago di Vico, offrono un percorso che unisce il giardino rinascimentale alla faggeta, con il picco dei colori tra fine ottobre e inizio novembre. In Toscana il giardino di Boboli e, più a nord, le Foreste Casentinesi accompagnano la visita cittadina con un'escursione tra faggi e aceri montani. Al Sud, il giardino inglese della Reggia di Caserta regala alberi secolari che ingialliscono a novembre, mentre sul Gargano la Foresta Umbra, a pochi chilometri dal mare, conserva una faggeta riconosciuta dall'UNESCO, con una rete di sentieri segnalati che parte dal centro visite del parco.
Come organizzare la visita e portare a casa qualche idea per il tuo giardino
Prima di partire controlla gli orari, perché molti giardini storici riducono le aperture in autunno o chiudono del tutto a stagione inoltrata: una gita programmata nel giorno sbagliato è il modo più sicuro per perdere il foliage. Vestiti a strati, perché nei parchi dei laghi e nelle faggete la differenza di temperatura tra il mattino e le prime ore del pomeriggio è netta, e scegli scarpe chiuse con una suola che tenga sui viali umidi di foglie. Per le fotografie la luce più bella nelle giornate serene va dalle otto alle dieci e mezza del mattino e dalle tre e mezza del pomeriggio al tramonto, quando il sole basso attraversa le chiome e ne esalta i rossi. Una visita di questo tipo è anche l'occasione per osservare come si comportano le piante che potresti mettere nel tuo giardino. Nota quali alberi colorano prima e quali tengono le foglie più a lungo, come sono accostati tra loro e quanto spazio occupano da adulti: un acero giapponese o un liquidambar ben esposti alla luce danno i rossi migliori, mentre in ombra restano più spenti. Segnati i nomi sui cartellini, se il parco li espone, e valuta le specie compatibili con il tuo clima e con il tuo terreno prima di acquistarle in vivaio.





