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Foglie sul prato in autunno: lasciarle o toglierle?

Aggiornato il 20 ottobre 20264 capitoli
Perché uno strato di foglie bagnate fa male al tappeto erboso

Perché uno strato di foglie bagnate fa male al tappeto erboso

Le foglie sul prato in autunno non sono un problema finché restano poche e sparse: il tappeto erboso continua a ricevere luce e il materiale si decompone da solo. La situazione cambia quando la caduta si intensifica e, dopo le prime piogge, le foglie si bagnano e si compattano in uno strato continuo. Sotto quella copertura l'erba riceve meno luce e meno aria, il terreno resta umido più a lungo e il prato, che in autunno sta ancora crescendo, rallenta fino a fermarsi. L'umidità trattenuta favorisce anche i marciumi e le malattie fungine tipiche della stagione fredda, come il Microdochium, noto ai tecnici come fusariosi invernale, che si manifesta con chiazze diradate ben visibili a primavera. A questo si aggiunge un aspetto pratico: uno strato di foglie bagnate diventa scivoloso, soprattutto se di notte gela, e su un prato calpestato ogni giorno il rischio di cadute non è trascurabile. Per questo la risposta alla domanda dipende dallo spessore: poche foglie puoi lasciarle, una coltre compatta va tolta prima che inizi a marcire.

Quando raccogliere le foglie e come farlo senza rovinare il prato

Non serve inseguire ogni singola foglia che cade: intervieni quando l'accumulo comincia a coprire il prato in modo evidente, e in ogni caso dopo giornate di pioggia, perché è proprio il fogliame bagnato quello che si compatta più in fretta. Se in giardino hai molti alberi, ti conviene fare più passaggi leggeri nel corso del mese piuttosto che aspettare la fine della caduta per un unico intervento pesante, che ti costringerebbe a lavorare su una massa già in decomposizione. Scegli gli attrezzi in base alle condizioni del terreno. Un rastrello per prato, con i denti elastici e larghi, raduna le foglie senza incidere il feltro, cioè lo strato di residui alla base dei fili d'erba, e senza strappare il manto; il soffiatore è più rapido e utile soprattutto sulle superfici ampie o lungo le bordure. Evita di passare con mezzi pesanti o di rastrellare con forza quando il suolo è intriso d'acqua: su un prato zuppo i passaggi compattano il terreno e lasciano solchi che resteranno visibili fino a primavera. Approfitta della pulizia anche per controllare che griglie, canalette e punti di scolo non siano ostruiti dalle foglie, perché l'acqua delle piogge autunnali non deve ristagnare sul tappeto erboso.

Triturarle con il mulching: quando funziona e quando no

Esiste una via di mezzo tra raccogliere tutto e lasciare tutto: triturare le foglie con il rasaerba in modalità mulching, oppure affidarsi al robot tagliaerba, che passa quasi ogni giorno e sminuzza il fogliame man mano che cade. Le foglie ridotte in frammenti minuti scendono tra i fili d'erba, si decompongono nel giro di qualche settimana e restituiscono al terreno sostanza organica e nutrienti, con il vantaggio di ridurre sia i sacchi da smaltire sia le concimazioni successive. Questo metodo ha però dei limiti precisi. Funziona con foglie asciutte e in quantità moderata: se il materiale triturato forma comunque uno strato che copre l'erba, il problema di luce e aria resta identico a quello delle foglie intere. Le foglie grandi e coriacee, come quelle di platano o di quercia, si sminuzzano peggio e si decompongono più lentamente rispetto a quelle sottili di betulla o di acero. Valuta quindi il mulching come un aiuto che riduce la raccolta manuale, non come un sostituto: nei giardini con pochi alberi può bastare da solo, dove la caduta è abbondante dovrai comunque radunare l'eccesso con il rastrello.

Cosa fare delle foglie raccolte: compost, pacciamatura e foglie malate

Le foglie che hai tolto dal prato non sono un rifiuto. Se sono sane, puoi aggiungerle gradualmente alla compostiera, meglio se triturate, alternandole a scarti di cucina e sfalci verdi perché da sole, secche e ricche di carbonio, si decompongono con lentezza. In alternativa usale come pacciamatura ai piedi di siepi, rose e arbusti, dove uno strato di qualche centimetro protegge le radici superficiali dagli sbalzi di temperatura e limita la crescita delle erbe spontanee; tieni però il materiale lontano dal colletto delle piante, per non favorire marciumi al fusto. Un piccolo mucchio in un angolo tranquillo del giardino offre inoltre riparo invernale a ricci e insetti utili. Riserva un trattamento diverso alle foglie con macchie, muffe o segni evidenti di malattie fungine: se le rimetti in circolo con il compost o la pacciamatura, mantieni in giardino il materiale infetto che l'anno prossimo può colpire di nuovo le stesse piante. Raccoglile a parte e conferiscile come residuo verde secondo le modalità previste dal tuo comune. Il lavoro di pulizia del prato ti lascia una scorta di sostanza organica da usare nel resto del giardino, senza spendere nulla in ammendanti.

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