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Graminacee ornamentali più belle in autunno

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è la stagione delle graminacee ornamentali

Perché l'autunno è la stagione delle graminacee ornamentali

Le graminacee ornamentali sono tra le protagoniste del giardino naturalistico, lo stile che preferisce masse morbide di erbe e perenni alle aiuole rigide, e l'autunno è il momento in cui mostrano tutto il loro valore. Durante l'estate lavorano in sottofondo, con il fogliame verde che fa da cornice alle fioriture; tra settembre e ottobre, invece, le foglie virano al bronzo, all'oro e al rame, mentre i pennacchi maturi si riempiono di luce. Con il sole basso del pomeriggio le infiorescenze setose si accendono in controluce e un semplice soffio di vento mette in movimento l'intera aiuola, un effetto che nessuna pianta fiorita riesce a dare in questa stagione. C'è anche una ragione pratica che spiega il successo di queste erbe: una volta radicate chiedono pochissima acqua, pochi interventi e offrono riparo a insetti e piccoli animali. Se stai pensando di rinnovare una bordura, valuta di inserirle proprio adesso, perché in vivaio le trovi al massimo della bellezza e puoi giudicare dal vivo colore, altezza e portamento.

Le graminacee alte: miscanthus, calamagrostis ed erba della pampas

Se hai spazio, parti dalle specie di taglia alta, quelle che in autunno diventano il punto focale del giardino. Il miscanthus, chiamato anche eulalia, forma cespi ampi con foglie strette e arcuate che da settembre si colorano di bronzo e di oro, sormontate da pennacchi piumosi color crema e argento che restano decorativi per tutto l'inverno. Le cultivar più diffuse arrivano a circa 1,5-2 metri, la specie anche a 3, quindi calcola bene la distanza dalle altre piante. Vuole pieno sole o mezz'ombra, un terreno ben drenato e qualche innaffiatura nei primi due anni; poi sopporta siccità e geli intensi. Il calamagrostis è la scelta se preferisci la verticalità: i suoi steli colonnari, alti circa 1,5-1,8 metri, non si piegano con il vento e in autunno prendono il colore della paglia dorata, un contrasto netto con le forme morbide delle altre erbe. Tollera la mezz'ombra meglio del miscanthus ed è tra le più resistenti al freddo. L'erba della pampas supera i 2 metri e porta grandi pennacchi bianco-crema o rosati dalla tarda estate; è imponente e va usata isolata o come schermo, ma tende a disseminarsi e in alcune zone è considerata invasiva, quindi informati prima di metterla a dimora.

Le graminacee basse con i pennacchi e i colori più belli d'autunno

Nei giardini piccoli o in primo piano nelle bordure servono specie più contenute, e qui la varietà di colori autunnali è sorprendente. La muhlenbergia, nota come erba rosa, è forse la più spettacolare: a settembre e ottobre si copre di una nuvola di infiorescenze rosa vaporose che sovrastano il fogliame di circa 30 centimetri, per un'altezza complessiva vicina al metro. Chiede pieno sole, un terreno asciutto e ben drenato e rende al meglio piantata in gruppi di tre o cinque esemplari. Il pennisetum, o erba fontana, nella cultivar compatta da 60-80 centimetri produce da luglio a settembre spighe a pennello bianco-rosa che in autunno diventano fulve; a differenza delle altre preferisce un suolo più ricco e un po' di ombra nelle ore calde, e soffre la siccità prolungata. Per un effetto di movimento scegli la stipa, con foglie finissime come capelli e infiorescenze setose che in autunno sbiancano e ondeggiano al minimo soffio: sta bene nelle aiuole sabbiose e nelle rocaille, ma si risemina con facilità, quindi elimina le piantine in eccesso. La festuca blu, sempreverde e alta appena 20-30 centimetri, non cambia colore, ma il suo azzurro argentato mette in risalto i toni aranciati e bordeaux delle perenni che le crescono accanto.

Come valorizzarle in aiuola e cosa fare dopo l'autunno

Per ottenere l'effetto del giardino naturale, pianta le graminacee ornamentali a gruppi e non come esemplari isolati sparsi qua e là, alternandole a perenni con fioritura tardiva o con capolini secchi decorativi, come settembrini, echinacee e sedum: le spighe erbacee fanno da filtro leggero tra un colore e l'altro e il risultato è più sereno. Posizionale dove il sole del tardo pomeriggio le colpisce da dietro, perché è in controluce che pennacchi e foglie dorate danno il meglio. L'errore più comune è tagliare i cespi a fine stagione per fare ordine: resisti, perché le parti secche proteggono il colletto della pianta dal gelo e restano belle per tutto l'inverno, soprattutto con la brina. Il taglio del fogliame secco si fa a fine inverno, poco prima della ripresa vegetativa, lasciando il ceppo a circa 20 centimetri per le specie grandi; le foglie tagliate, sminuzzate, puoi usarle come pacciamatura. Se un cespo dopo qualche anno si svuota al centro, in primavera dividilo e ripianta le porzioni esterne: rinnovi la pianta e ottieni nuovi esemplari senza spesa.

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