Perché svernare il peperoncino e quali piante vale la pena tenere
Il peperoncino è una pianta perenne nelle zone di origine, tropicali e subtropicali: da noi viene trattato come annuale solo perché il freddo lo uccide. Quando il raccolto è finito e le notti si avvicinano ai 10 °C, la pianta rallenta e comincia a perdere le foglie; se resta all'aperto per diversi giorni sotto gli 8-10 °C non si riprende più. Portarla in casa prima di quel momento le permette di entrare in una sorta di riposo vegetativo e di ripartire in primavera con un apparato radicale già formato e rami maturi, pronti a emettere nuovi germogli: rispetto a una piantina da seme guadagni settimane di anticipo e in genere un raccolto più abbondante. Non tutte le piante meritano lo sforzo. Le specie come Capsicum chinense, a cui appartengono habanero e affini, baccatum, pubescens e frutescens possono vivere diversi anni, mentre il Capsicum annuum, che comprende buona parte dei peperoncini comuni, di solito non supera i due o tre anni. Scegli quindi gli esemplari più sani e vigorosi, le varietà rare o quelle che hanno germinato con difficoltà: sono queste che ti ripagano della cura invernale.
Quando portarle dentro e come preparare la pianta al riposo
Il momento del trasloco arriva prima della prima gelata, quando le minime notturne cominciano a scendere stabilmente verso i 10 °C: nelle regioni settentrionali capita spesso già in autunno inoltrato, al Centro-Sud anche più tardi. Raccogli tutti i frutti rimasti, anche quelli non del tutto maturi, perché in casa la pianta non avrà luce sufficiente per portarli a termine e sprecherebbe energie; per lo stesso motivo togli fiori e boccioli. Passa poi alla potatura, che è il passaggio decisivo: accorcia con decisione i rami principali lasciando una struttura compatta con pochi nodi per ramo, da cui ripartiranno i germogli. Una pianta ridotta ha meno foglie da nutrire, soffre meno la scarsa luminosità e occupa meno spazio sul davanzale. Controlla con attenzione la pagina inferiore delle foglie rimaste e gli incavi dei rami: afidi, acari e mosche bianche prosperano negli ambienti riscaldati e in casa non hanno predatori. Se trovi qualcosa, lava la chioma con un getto d'acqua e tratta con sapone molle di potassio prima dell'ingresso. Se la pianta è in piena terra, estraila con un buon pane di radici e sistemala in un vaso di dimensioni contenute con terriccio fresco; se è già in vaso, rimuovi lo strato superficiale di terra e le foglie cadute, dove svernano uova e larve.
Dove sistemare i peperoncini in casa: luce, temperatura e acqua
Una volta potata, la pianta chiede soprattutto luce e una temperatura stabile. La posizione migliore è accanto a una finestra esposta a sud o a ovest, dove riceve sole diretto per qualche ora al giorno; se le finestre sono poco luminose, una lampada per coltivazione accesa per alcune ore compensa le giornate corte. Evita i davanzali a contatto con vetri freddi di notte e i punti vicini a termosifoni o stufe: l'aria secca e gli sbalzi continui stressano la pianta più del fresco. Una stanza fresca ma chiaramente sopra i 10 °C, come un corridoio luminoso, una veranda chiusa o una camera poco riscaldata, va benissimo, perché durante lo svernamento la pianta non deve crescere ma solo riposare. L'errore più comune in questa fase è annaffiare troppo. Con poche foglie e poca luce il consumo d'acqua crolla, e un terriccio sempre bagnato porta al marciume delle radici, la prima causa di perdita delle piante in inverno. Bagna solo quando il substrato è asciutto per i primi centimetri, a intervalli molto più lunghi rispetto all'estate, e svuota sempre il sottovaso. Sospendi del tutto la concimazione fino a primavera: nutrire una pianta a riposo produce solo germogli deboli e allungati. Se perde altre foglie nei primi giorni non preoccuparti, è una reazione normale al cambio di ambiente.
Il risveglio in primavera: come riportare le piante all'aperto
Verso la fine dell'inverno, quando le giornate si allungano, la pianta comincia a emettere nuovi germogli dai nodi lasciati con la potatura: è il segnale che il riposo è finito. Da questo momento aumenta gradualmente le annaffiature e riprendi a concimare con un prodotto bilanciato a dosi ridotte, per poi passare a una formulazione più ricca di potassio quando compaiono i primi fiori. Se le radici hanno riempito il vaso, è il momento buono per un rinvaso in un contenitore appena più grande con terriccio nuovo, che dà alla pianta le riserve per la nuova stagione. Non avere fretta di portarla fuori: aspetta che le minime notturne siano stabilmente ben sopra i 10 °C e che sia passato il rischio di gelate tardive, che al Nord può protrarsi fino a maggio. Abituala al sole diretto per gradi, iniziando con qualche ora in una posizione riparata e riportandola dentro la notte per la prima settimana, perché le foglie cresciute in casa sono tenere e si scottano facilmente. Una pianta di peperoncino svernata con successo fiorisce con settimane di anticipo rispetto a una seminata in primavera, e nelle specie longeve il raccolto del secondo anno è di solito più ricco del primo.





