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Dormienza invernale della Dionaea: come gestirla

Aggiornato il 12 ottobre 20264 capitoli
Perché la Dionaea si ferma quando le giornate si accorciano

Perché la Dionaea si ferma quando le giornate si accorciano

La Dionaea muscipula è una pianta perenne originaria delle torbiere costiere della Carolina, dove gli inverni sono freschi e le giornate autunnali si accorciano in modo netto. È proprio il calo della durata della luce, prima ancora dell'abbassamento delle temperature, a dare il segnale di avvio della dormienza invernale: la pianta smette di produrre trappole grandi, rallenta la crescita e concentra le riserve nel rizoma, il piccolo bulbo bianco che vive sotto il livello del substrato. Da settembre in avanti, quindi, non devi preoccuparti se la rosetta sembra meno vigorosa di quella estiva. Riconoscere i segnali ti evita interventi sbagliati. Le trappole più vecchie anneriscono partendo dai margini, le nuove foglie restano corte e aderenti al terreno, in alcuni casi la parte aerea si riduce a poche foglioline. Non si tratta di una malattia né di un errore di coltivazione, ma di una fase fisiologica che la pianta ha bisogno di attraversare ogni anno: una Dionaea tenuta sempre in vegetazione con luce artificiale e caldo si esaurisce nel giro di qualche stagione, mentre quella che riposa riparte in primavera con trappole più numerose e robuste.

Dove tenerla nei mesi freddi: fuori, in casa o in frigorifero

La sistemazione migliore per il riposo è all'aperto, in un punto riparato dal vento e dalle piogge battenti ma ancora luminoso: un balcone, un davanzale esterno o una serra fredda vanno bene. La Dionaea tollera gelate leggere e brevi, soprattutto se il substrato non è inzuppato; se nella tua zona le temperature restano per giorni ben sotto lo zero, sposta il vaso in un locale non riscaldato con una finestra, come un garage o una veranda chiusa. Quello che devi evitare è la stanza riscaldata: con il caldo e la luce scarsa dell'interno la pianta non entra in dormienza, continua a vegetare debolmente e si indebolisce. Se non hai nessuno spazio fresco, puoi ricorrere al frigorifero. Quando la pianta ha perso quasi tutte le trappole, estrai il rizoma dal vaso, elimina le foglie morte, avvolgilo in sfagno appena umido e chiudilo in un sacchetto per alimenti lasciato un poco aperto, da riporre nello scomparto delle verdure per circa tre mesi. Controllalo ogni due o tre settimane per verificare che non compaiano muffe. La luce in questa fase non serve, perché il rizoma dorme senza fotosintetizzare.

Acqua, substrato e pulizia durante il riposo

Durante la dormienza il fabbisogno idrico cala molto, perché la pianta non traspira quasi più. Abbandona il sottovaso sempre pieno che usi in estate e passa a bagnare solo quando il substrato, in superficie, comincia ad asciugarsi: deve restare appena umido, mai bagnato, perché un rizoma fermo in una torba fradicia marcisce in poche settimane. Continua a usare esclusivamente acqua piovana, demineralizzata o da osmosi, dato che i sali dell'acqua del rubinetto si accumulano nel substrato anche quando la pianta non cresce. La pulizia è l'altra attenzione che fa la differenza. Taglia con una forbice pulita le trappole e le foglie completamente annerite, lasciando invece quelle ancora parzialmente verdi che continuano a nutrire il rizoma. I tessuti morti lasciati sulla rosetta, uniti a freddo e umidità, sono il punto di partenza della muffa grigia, la botrite, che dalla foglia può passare al colletto. Se noti un feltro grigiastro, rimuovilo subito insieme alle foglie colpite e sposta la pianta in un punto più arieggiato. Il substrato di torba acida di sfagno e perlite non va concimato in nessuna stagione, tanto meno in inverno.

Il risveglio di primavera: irrigazioni, rinvaso e nuove trappole

Con l'allungarsi delle giornate, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, dal centro della rosetta spuntano foglie nuove e più grandi: è il segnale che il riposo è terminato. Riporta gradualmente il vaso nel sottovaso con due o tre centimetri d'acqua e rimettilo in piena luce, abituandolo al sole diretto in una o due settimane se arriva da un ambiente ombreggiato, perché le foglie nate al buio del frigorifero o del garage possono scottarsi. Questo è anche il momento giusto per il rinvaso, ogni anno o due, perché il rizoma si lascia maneggiare senza traumi quando è ancora quasi privo di foglie. Usa torba acida di sfagno mescolata con perlite o sabbia di quarzo, senza alcun fertilizzante, e un vaso piuttosto alto, che tiene il rizoma lontano dall'acqua stagnante del sottovaso. Se trovi più rizomi separati, puoi dividerli con le mani e ottenere nuove piante. La fioritura che spesso segue il risveglio costa molte energie: su esemplari piccoli o deboli conviene tagliare lo stelo appena compare, così la pianta investe tutto nelle trappole. Una Dionaea che ha riposato bene recupera in poche settimane e arriva all'estate con la rosetta compatta e colorata.

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