coltivazione liquirizia

liquirizia

Coltivazione liquirizia

La pianta di liquirizia si caratterizza, prima di tutto, per uno sviluppo notevole in altezza, dal momento che può arrivare fino ad un metro.

di Redazione

20 maggio 2016

Caratteristiche

Stiamo parlando di una pianta che fa parte della grande categoria delle erbacee, oltre alle perenni. La pianta di liquirizia si caratterizza, prima di tutto, per uno sviluppo notevole in altezza, dal momento che può arrivare fino ad un metro. La liquirizia è una pianta che fa parte della famiglia delle Leguminose. Con questo termine possiamo anche intendere tutti quegli estratti vegetali che vengono ricavati dopo aver provveduto ad eseguire la bollitura della radice. Il genere Liquirizia include più di diciotto specie di piante perenni, che si caratterizzano per avere una fioritura tipicamente estiva. Si tratta di una pianta rustica, ovvero che presenta un elevato grado di resistenza nei confronti delle basse temperature e si sviluppa sopratutto all'interno di quei territori che appartengono alla parte meridionale del continente europeo, ovvero delle zone contraddistinte da dei terreni estremamente calcarei ed argillosi. La pianta di liquirizia presenta uno sviluppo che ha origine da un rizoma dalle dimensioni particolarmente elevate. Da questa tipologia di pianta erbacea c'è la possibilità di ricavare delle radici che vengono utilizzate ad un'età corrispondente ad almeno tre-quattro anni: la raccolta delle radici coincide, nella maggior parte dei casi, con l'inizio dell'autunno.

Cura ed irrigazione

Il fatto di appartenere al gruppo delle piante erbacee perenni, permette di considerare la liquirizia una pianta decisamente resistente, il cui sviluppo spesso va a creare un arbusto dalla forma tipicamente arrotondata. Nella maggior parte dei casi, la crescita della liquirizia non supera una dimensione media, senza andare oltre il metro di altezza. Facciamo molta attenzione al fatto che non si tratta di una pianta sempreverde, ma che semplicemente perde le foglie in alcuni specifici mesi dell'anno. Anche nel caso della liquirizia, le annaffiatura devono essere effettuate una volta che si è capito che il terreno è veramente asciutto (è sempre meglio lasciar passare qualche giorno in cui il terreno è completamente asciutto piuttosto di riempirlo eccessivamente d'acqua), in maniera tale da poter evitare la formazione di pericolosi ristagni idrici.

Coltura

La pianta di liquirizia viene coltivata principalmente all'interno dei paesi mediterraneo come ad esempio l'Italia, la Spagna, la Grecia o la Turchia, ma anche in Medio Oriente, come in Iran o in Siria. Certamente, la base per l'intero impianto di coltura di questa particolare pianta è rappresentata in pochissimi casi dal seme, visto che solamente in rari casi si può ottenere, tramite questo sistema, uno sviluppo uniforme. Nel momento in cui si avesse intenzione di provvedere alla semina, allora il seme deve essere inserito nel terreno: è importane che la profondità non vada oltre i due centimetri e deve essere posizionato formando delle file che devono rispettare una distanza di mezzo metro, come minimo. La metodologia di impianto maggiormente utilizzata è certamente rappresentata dal prelevamento in autunno di rizomi che presentano una lunghezza compresa tra 10 e 15 centimetri: è importante evidenziare come tale operazione debba avvenire a partire a una coltura di liquirizia preesistente. La pianta di liquirizia, inoltre, ha la particolare capacità di servirsi della concimazione fosfatica per uno sviluppo migliore e maggiormente armonico, mentre al contrario non riesce a sopportare grandi quantitativi di azoto all'interno del terreno in cui viene coltivata.

Malattie e parassiti

La pianta di liquirizia può essere attaccata da diversi parassiti e malattie. Tra i principali pericoli per questa particolare pianta troviamo indubbiamente alcuni funghi: ad esempio, esiste una ruggine che è in grado di colpire sopratutto le foglie e i fusti di liquirizia, mentre si può trovare in natura un'altra ruggine che invece punta esclusivamente ai rizomi. Inoltre, uno dei maggiori pericoli può arrivare dalle radici che vengono conservati all'interno di magazzini o rimesse: in questi casi, ovviamente, il rischio è quello che tali riserve possano essere attaccate da degli insetti coleotteri. Dando uno sguardo, invece, alle piante infestanti, la liquirizia risulta notevolmente utile, in modo particolare, nel corso del primo anno d'età, mentre in seguito la coltura riesce a sviluppare ottimamente e ad estendersi con efficacia sull'intero terreno di coltivazione, avendo le capacità per lottare e sconfiggere le piante infestanti.

Raccolta

La raccolta delle radici della pianta di liquirizia si verifica nel corso della stagione autunnale del terzo anno di coltivazione. In pratica, tale momento corrispondono a quel periodo in cui le foglie cominciano un lento e naturale processo di essiccazione e l'operazione che si dovrà effettuare è quella di falciare ed asportare dai campi di coltura unicamente le parti aeree della pianta di liquirizia. In questo senso vengono in particolare aiuto gli strumenti estirpatori caratterizzati da denti tipicamente rigidi che servono per la raccolta delle radici. Nella maggior parte dei casi non si riesce a ottenere l'intera serie di rizomi che si trovano all'interno del terreno e, in questo modo, si permette di garantire una sorta di continuità della coltura nel medesimo terreno. In seguito all'operazione di raccolta, i rizomi e le radici devono essere sottoposti ad una particolare procedura di frantumazione, per poi essere lavorati.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per raccogliere le radici di liquirizia?
    Le radici di liquirizia vanno raccolte durante la stagione autunnale, specificamente a partire dal terzo anno di coltivazione. Questo periodo coincide con l'avvio del naturale processo di essiccamento delle foglie. Prima di estrarre le radici, è necessario falciare e asportare tutte le parti aeree della pianta. L'utilizzo di attrezzi estirpatori con denti rigidi facilita l'operazione, permettendo di recuperare la maggior parte dei rizomi senza compromettere la continuità della coltura nel suolo.
  • Come si moltiplica correttamente la liquirizia?
    La moltiplicazione avviene prevalentemente attraverso la divisione dei rizomi, poiché la semina diretta è rara e spesso produce risultati disomogenei. L'operazione ideale si esegue in autunno prelevando rizomi sani di una lunghezza compresa tra 10 e 15 centimetri da piante già esistenti. Questi frammenti devono essere interrati a una profondità massima di due centimetri, disponendoli in file distanziate tra loro di almeno mezzo metro per garantire uno sviluppo armonico.
  • Quali sono le esigenze idriche e di terreno della liquirizia?
    La liquirizia predilige terreni calcarei e argillosi, richiedendo un drenaggio eccellente per evitare pericolosi ristagni idrici. Le irrigazioni devono essere effettuate solo quando il substrato risulta completamente asciutto, preferendo lasciare asciugare il terreno per alcuni giorni rispetto al rischio di eccessiva umidità. Questa pianta rustica mostra elevata resistenza termica, sviluppandosi ottimamente nelle aree mediterranee e soleggiate.
  • Quale concime è consigliato per la liquirizia?
    La liquirizia risponde positivamente alla concimazione fosfatica, che favorisce uno sviluppo radicale e vegetativo più armonico. Al contrario, la pianta tollera male quantità elevate di azoto nel terreno, che potrebbero risultare dannose per la sua crescita. È fondamentale bilanciare gli apporti nutritivi privilegiando il fosforo per supportare la robustezza della pianta erbacea perenne e la qualità dei rizomi.
  • quali malattie colpiscono comunemente la liquirizia?
    Tra le minacce principali vi sono diverse forme di ruggine fungina: alcune colpiscono foglie e fusti, mentre altre attaccano specificamente i rizomi sotterranei. Un altro pericolo riguarda la conservazione post-raccolta, dove le radici immagazzinate in magazzini possono subire attacchi da insetti coleotteri. Durante il primo anno di vita, la pianta è vulnerabile alle infestanti, ma successivamente la sua rapida espansione le permette di competere efficacemente contro la vegetazione competitiva.

Scheda Tecnica

Glycyrrhiza glabra

Nome scientificoGlycyrrhiza glabra
FamigliaLeguminose
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa meridionale, Asia occidentale
EsposizionePieno sole
TerrenoCalcereo, argilloso, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraEstiva
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazionePreferire fosforo, evitare eccessi di azoto
PotaturaNessuna specifica, rimuovere parti secche
MoltiplicazionePer divisione dei rizomi (autunno)
Malattie e parassitiRuggine (foglie/fusti/rizomi), coleotteri nelle radici conservate
Difficoltà di coltivazioneFacile

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