18 46 concime

18 46 concime

La concimazione è una pratica colturale indispensabile per la nutrizione delle piante e del terreno. In agricoltura e nel giardinaggio esistono diverse tipologie di concimazione attuabili con sostanze di varia natura, sia chimiche che naturali. I concimi attualmente disponibili sono, infatti, organici e chimici. I primi derivano da sostanze esistenti in natura; i secondi, da reazioni chimiche o da procedimenti di lavorazione industriale. I concimi chimici possono, inoltre, essere semplici o complessi. Questi ultimi sono composti da diversi elementi nutritivi, quali azoto, fosforo e potassio. I concimi composti da tre elementi sono detti ternari, mentre quelli composti da due elementi sono detti binari. Tra i suddetti concimi rientra anche il concime 18 46, alias fosfato biammonico. Questo concime, come dicono anche i due numeri che lo contraddistinguono, è composto da due elementi: l’azoto e il fosforo. Il primo è presente in forma ammoniacale nella percentuale del 18%, mentre il secondo è presente in maggiore quantità, ovvero in una percentuale del 46%. Questo concime si presenta in forma solida granulare di colore marrone e con una capacità di decomposizione che si ha solo a una temperatura superiore ai 150 gradi. Il concime 18 -46 è anche inodore e nonostante la sua forma solida si presenta abbastanza solubile in acqua, pur rilasciando una certa quantità di sostanza insolubile.
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Usi

Il fosfato biammonico viene usato per concimare i cereali. In genere, questo prodotto si usa per la concimazione del suolo ( concimazione di fondo) che dovrà ospitare le colture. In alcune zone viene anche usato per una doppia concimazione: la prima di fondo e la seconda durante la levata della coltura. Con questo metodo si sfruttano i benefici dell’azoto in fase di impianto e quelli del fosforo ( ben più elevati vista l’alta percentuale di questo concime) per la levata delle colture. Nelle zone meridionali e in tutte le aree a temperatura elevata è meglio usare questo concime in un’unica soluzione, in fase di pre- impianto o pre-semina, perché la seconda concimazione aumenterebbe le necessità idriche delle colture già compromesse dalla siccità estiva. Anche se il fosfato biammonico è solubile in acqua, non va usato con la fertirrigazione, cioè con la concimazione contestuale all’annaffiatura, perché il composto rilascia al suolo anche diverse sostanze insolubili. La forma di questo concime lo fa rientrare tra quelli a lento rilascio; l’azoto, infatti, si trova in forma ammoniacale: una fase di ossidazione intermedia rispetto a quello nitrico. Lo ione ammonio viene poi metabolizzato dai batteri del suolo e trasformato in proteine. Anche l’eccesso di azoto ammoniacale è fonte di inquinamento ambientale al pari di quello nitrico. Le dosi del fosfato biammonico vanno dunque calibrate in base alla tipologia di coltura e alle caratteristiche del clima e del terreno.

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