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concimazione frumento

In questa pagina, informazioni, consigli e suggerimenti sulle tecniche di concimazione del frumento, specie di quella azotata: a cosa serve e quando effettuarla

di Redazione

03 maggio 2013

Concimazione frumento

La concimazione è una pratica colturale che consiste nel distribuire sostanze nutritive alle piante e al terreno. Questa pratica riveste un ‘importanza fondamentale in agricoltura, dove si assiste alla cura di immense coltivazioni. Le stesse coltivazioni, se ben curate e concimate, garantiscono un’elevata resa produttiva, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La concimazione è, dunque, una fase molto delicata del ciclo di vita di una pianta, specie se questa subisce gli effetti negativi delle condizioni climatiche o delle cattive condizioni del terreno. Particolare attenzione deve essere prestata alla concimazione del frumento, uno dei cereali più coltivati al mondo e con una resa produttiva che supera abbondantemente quella di altri cereali cosiddetti “minori”. Dal frumento si ricava, infatti, la farina per la panificazione e per la pasta e si ottengono alimenti indispensabili all’alimentazione umana. In base alla varietà si distinguono il grano tenero e il grano duro. Il primo si usa per preparare dolci, mentre il secondo, per ottenere la pasta e il pane. La resa produttiva del grano è essenzialmente legata alla concimazione, cioè alla somministrazione di elementi indispensabili allo sviluppo del cereale. Questi elementi sono l’azoto, il fosforo, il potassio e lo zolfo. Soprattutto la concimazione azotata riveste un ‘importanza fondamentale nella qualità del frumento, sia esso grano duro o tenero.

Caratteristiche

Il frumento, sia nella fase di pre- semina che della raccolta, necessita di un’adeguata concimazione a base di azoto. La concimazione azotata è una delle pratiche più complicate da effettuare per il frumento, perché non è semplice stabilire a priori la giusta quantità di azoto da distribuire al terreno e alla pianta. La concimazione azotata del frumento è soprattutto legata alle condizioni climatiche dell’area in cui il cereale viene coltivato e alle condizioni del terreno. L’azoto nitrico, ad esempio, subisce l’effetto di dilavamento del terreno e altri processi, come l’umificazione e la lisciviazione, che depauperano gran parte dell’azoto contenuto nel concime. Ecco perché nella concimazione del frumento conviene usare azoto ammoniacale o a lento rilascio. La trasformazione in azoto nitrico avviene in maniera più lenta e si consente alla pianta di assorbire la giusta quantità di azoto di cui ha bisogno. La quantità di azoto ideale va determinata anche in base alla piovosità del territorio. Nelle zone piovose, infatti, gran parte dell’azoto dei concimi viene dilavato e diventa quindi impossibile da far assorbire alle radici della pianta. Per evitare questo inconveniente, i ricercatori hanno messo a punto un concime azotato con un inibitore della nitrificazione. Questo concime stabilizza la molecola di azoto consentendone il rilascio alla pianta prima che avvenga la reazione chimica che porta alla formazione dei nitrati. Con questo concime, le perdite azotate risultano estremamente ridotte.

Quali concimi usare

La concimazione del frumento avviene usando concimi nitrici, ammoniacali, nitroammoniacali, organici, a lento rilascio e a rilascio controllato. I concimi nitrici sono quelli che registrano le perdite maggiori, quelli ammoniacali hanno un periodo più lungo di trasformazione in nitrati, quelli nitroammoniacali presentano una quota di azoto che viene immediatamente persa, mentre l’altra viene trasformata più lentamente. I concimi organici sono simili a quelli ammoniacali e non sono immediatamente disponibili per la pianta. I concimi a lento rilascio e a rilascio graduale sono insolubili in acqua e vengono rilasciati più lentamente rispetto all’azoto nitrico. Quest’utimo viene immediatamente assorbito dalle piante, anche se presenta il rischio del dilavamento e di maggiori perdite nel terreno. La concimazione azotata è importante in tutte le fasi di vita della pianta, ma in fase di pre-semina è meglio non eccedere, così come è necessario evitare le carenze. Una carenza di azoto causa una cattiva crescita della pianta, che si presenta molto scarsa di glutine e di proteine e con una colorazione anomala.

Come procedere

La concimazione azotata del frumento prevede tre fasi: dalla semina all’inizio della levata, dalla levata alla fioritura e dalla fioritura alla raccolta. Nella prima fase, il frumento assorbe pochissime sostanze nutritive ( azoto compreso) che ammontano a circa il 20% dell’intero concime somministrato. In questa fase, su 160 chili per ettaro di concime, vengono assorbiti solo 30 chili per ettaro di azoto. La concimazione azotata della prima fase, da effettuare tra l’autunno e l’inverno, va effettuata riducendo l’apporto di azoto, ma non eliminandolo del tutto, perché questo elemento stimola la crescita delle spighe. L’azoto va distribuito anche in pre-semina, ma in tal caso la quantità deve essere limitata solo a circa 30 chili di concime per ettaro. In questa fase vanno bene anche concimi ammoniacali o a lento rilascio. Il tipo di concime da somministrare dipenderà anche dalle condizioni climatiche. In caso di pioggia, si devono effettuare due concimazioni: metà a base di concimi ammoniacali e metà a base di concimi nitrici. La concimazione nitrica deve avvenire circa un mese dopo la levata. In caso di clima poco piovoso, si può effettuare un’unica concimazione azotata a base di concime ammoniacale.

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Domande frequenti

  • Quali sono le fasi principali della concimazione azotata del frumento?
    La concimazione azotata del frumento si articola in tre fasi fondamentali durante il ciclo vegetativo. La prima va dalla semina all'inizio della levata (autunno-inverno), dove l'assorbimento è limitato (circa il 20% del totale); in questa fase si consiglia un apporto ridotto, massimo 30 kg/ettaro in pre-semina, preferibilmente con azoto ammoniacale o a lento rilascio per stimolare la crescita delle spighe. La seconda fase copre il periodo dalla levata alla fioritura. Infine, la terza fase va dalla fioritura alla raccolta. È cruciale dosare l'azoto in base alle condizioni climatiche: in zone piovose si dividono gli interventi (metà ammoniacale, metà nitrico), mentre in aree aride può bastare un'unica somministrazione di concime ammoniacale.
  • Perché è sconsigliato l'uso esclusivo di azoto nitrico nel frumento?
    L'azoto nitrico presenta il rischio maggiore di perdite nel terreno a causa del fenomeno del dilavamento (lisciviazione), specialmente nelle zone piovose. Inoltre, subisce processi rapidi di umificazione che ne riducono la disponibilità per la pianta. Per questo motivo, nella concimazione del frumento si preferiscono forme di azoto ammoniacale, nitroammoniacali o a lento rilascio. Queste ultime permettono una trasformazione più graduale in azoto nitrico, garantendo un assorbimento costante da parte delle radici e riducendo drasticamente le perdite per dilavamento. L'uso di inibitori della nitrificazione può ulteriormente stabilizzare la molecola di azoto, ottimizzando l'efficienza del concime.
  • Quali conseguenze ha una carenza di azoto sulla pianta di frumento?
    Una carenza di azoto compromette gravemente lo sviluppo del frumento, portando a una pianta debole e scarsamente vigorosa. Gli effetti visibili includono una colorazione anomala, spesso con ingiallimento fogliare (clorosi), e una ridotta capacità produttiva. Dal punto di qualità, la carenza azotata determina contenuti inferiori di glutine e proteine nel chicco, influenzando negativamente le proprietà panificatorie o pastificarie. Un eccesso, al contrario, può causare allegagioni scarse e maggiore suscettibilità agli agenti patogeni. Pertanto, mantenere un equilibrio preciso è essenziale per garantire rese quantitative e qualitative elevate.
  • Come scegliere il tipo di concime in base alle condizioni meteorologiche?
    La scelta del concime dipende fortemente dalla piovosità locale. In aree caratterizzate da frequenti piogge, è fondamentale prevenire il dilavamento: si consiglia di suddividere l'intervento azotato, applicando metà del fertilizzante sotto forma di concime ammoniacale (che si trasforma più lentamente) e l'altra metà come concime nitrico, quest'ultimo da somministrare circa un mese dopo l'inizio della levata. Al contrario, in regioni con clima poco piovoso, il rischio di dilavamento è minimo, permettendo di effettuare un'unica concimazione azotata efficace a base di concime ammoniacale, semplificando la gestione colturale e riducendo i costi operativi.

Scheda Tecnica

FamigliaPoacee
Tipo di piantaCereale annuale
OrigineMediorientale / Asia Minore
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, drenante, profondo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza80-120 cm
ConcimazioneAzoto (nitrico, ammoniacale, lento rilascio), Fosforo, Potassio, Zolfo
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiRuggini, afidi, afide del grano, fusariosi
Difficoltà di coltivazioneMedia