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concime npk

In questa pagina, informazioni, consigli e suggerimenti sull'uso dei concimi ternari NPK: cosa sono, come e quando si somministrano.

di Redazione

24 aprile 2013

Concime npk

Le piante, per crescere sane e rigogliose, hanno bisogno di essere costantemente nutrite e irrigate. La loro nutrizione avviene attraverso i concimi, sostanze contenenti composti chimici od organici indispensabili per l’accrescimento vegetale. I concimi possono accompagnare tutte le fasi di crescita delle piante o solo alcune e in specifici periodi dell’anno. Ogni singola specie di pianta richiederà una specifica tipologia di concime. In genere, tutti i concimi sono composti da uno più elementi utili alla nutrizione vegetale. Questi elementi sono l’azoto, il fosforo e il potassio, detti “macroelementi”, e il ferro, il calcio, il boro, lo zinco , il manganese, ecc. detti “microelementi”. Sia i macro che i microelementi intervengono di diverse fasi di sviluppo della pianta: dalla prima messa a dimora, alla fioritura, fino alla fruttificazione. Per mantenere stabile il processo vegetativo e per non danneggiarlo o alterarlo, i vari elementi presenti nei concimi devono essere opportunamente bilanciati, devono, cioè, contenere una determinata percentuale di composti chimici od organici. Gli elementi dei concimi su cui si concentra la maggiore attenzione sono l’azoto, il fosforo e il potassio, che nelle etichette dei fertilizzanti sono indicati con la sigla NPK.

Caratteristiche

I concimi NPK sono dei fertilizzanti detti “ternari”, cioè composti da tre elementi, ovvero azoto, fosforo e potassio. La sigla NPK deriva dal simbolo chimico di questi elementi, dove N sta per azoto, P per fosforo e K per potassio. Questi elementi sono sicuramente fondamentali per tutte le piante e se mancassero, le stesse potrebbero accusare gravi sintomi di carenza. L’azoto favorisce lo sviluppo vegetativo iniziale ed è responsabile della colorazione fogliare, il fosforo rafforza le radici e migliora la fioritura, il potassio rende la pianta più resistente alle avversità e determina il sapore dei frutti. Alcuni di questi elementi, come il potassio, sono naturalmente presenti nel terreno e quindi non vanno somministrati in maniera eccessiva. In un terreno naturalmente o eccessivamente ricco di potassio, i concimi NPK vanno scelti con una percentuale, detta “titolo”, in cui il potassio è inferiore all’azoto o al fosforo. La percentuale dei vari elementi del concime si desume da una serie di numeri riportati nella confezione di acquisto. Un concime NPK 10 -10- 10, ad esempio, contiene il 10% di azoto, di fosforo e di potassio, mentre un concime NPK 10-0-6 contiene il 10 per cento di azoto, zero fosforo e il 6% di potassio. Il titolo dei concimi NPK permette di individuare la quantità di elementi necessari alla nutrizione delle piante.

Cosa sapere

Nei concimi NPK non bisogna valutare solo la percentuale dei vari elementi nutritivi, ma anche la formulazione. I concimi NPK, infatti, sono generalmente chimici o minerali, cioè sono ottenuti tramite processi di lavorazione industriale o reazione chimica. I concimi NPK possono essere liquidi, in polvere o granulari. I concimi liquidi vengono immediatamente assimilati dalle piante e quindi devono contenere un titolo più basso di azoto, fosforo e potassio, mentre quelli granulari rilasciano lentamente le sostanze nutritive e donano alla pianta una copertura nutritiva che può arrivare anche a 90 giorni. In questi concimi, per evitare fenomeni di carenza, le dosi di azoto, fosforo e potassio sono opportunamente aumentate. I concimi in polvere possono essere NPK, ma più frequentemente si tratta di concimi complessi, cioè contenenti anche i microelementi. Questi concimi si sciolgono in acqua e si usano per l’irrigazione fogliare nei casi di fenomeni da carenze nutrizionali.

Usi

I concimi liquidi NPK si possono usare nella fase iniziale dello sviluppo delle piante, specie degli ortaggi e delle piante a fiore coltivate in serra. Questi concimi sono caratterizzati da un’elevata capacità di assorbimento da parte delle piante e sono composti da un basso titolo di azoto, fosforo e potassio, nella percentuale di 14-6-5. I concimi liquidi NPK si possono usare anche nelle fasi finali di sviluppo delle piante orticole e a fiore in serra. In questo caso, il titolo di azoto, fosforo e potassio sarà 4-8-16, cioè azoto e fosforo saranno inferiori al potassio. I concimi ad alto titolo di azoto e potassio e con pochissimo fosforo, in forma granulare e a lento rilascio, si usano prima dell’estate e prima dell’inverno. Concimi con media dose di azoto e alte dosi di fosforo e poco potassio, nel titolo 18-24-5, si usano per concimare piante nate da poco o dopo aver steso le zolle del prato naturale. Non sempre i concimi NPK sono adatti a tutte le fasi di sviluppo delle piante. Nel caso del prato, ad esempio, e durante la concimazione primaverile, conviene usare prima nitrato ammonico o urea, che rinverdisce il manto erboso e lo difende dai danni invernali. L’effetto di questo concime dura circa 20 giorni. Dopo si può somministrare anche un concime NPK con titolo 20-10-10 che rinverdisce e rinfoltisce il tappeto erboso. In questa fase è meglio usare un concime a lenta cessione, che garantisce una copertura nutrizionale di circa tre mesi.

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Domande frequenti

  • Cosa significano i numeri sulla confezione di un concime NPK?
    I tre numeri indicano la percentuale in peso dei tre macroelementi principali espressi nell'ordine Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K). Ad esempio, un concime 10-10-10 contiene il 10% di ciascun elemento. Questa 'sigla' permette di capire il bilancio nutrizionale: un titolo come 4-8-16 indica un basso contenuto di azoto ma alto di potassio, ideale per la fruttificazione, mentre un 20-10-10 è ricco di azoto per favorire la crescita vegetativa e il rinverdimento.
  • Qual è la differenza tra concimi NPK liquidi e granulari?
    La differenza principale risiede nella velocità di assorbimento e durata. I concimi liquidi vengono assimilati immediatamente dalle piante, pertanto contengono titoli più bassi di nutrienti per evitare bruciature e richiedono applicazioni più frequenti. Al contrario, i concimi granulari agiscono a lento rilascio, fornendo nutrimento costante per periodi prolungati, fino a 90 giorni. Questo li rende ideali per coprire intere stagioni vegetative senza necessità di interventi continui.
  • Quando usare un concime NPK con alto titolo di azoto?
    Un concime con elevato contenuto di azoto (ad esempio 20-10-10 o 18-24-5) va utilizzato principalmente nelle fasi iniziali di sviluppo vegetativo. È indicato per piante giovani, dopo il trapianto o per stimolare la produzione di foglie e germogli. Nell'orto e nel giardino, l'azoto favorisce la colorazione verde intenso e la crescita rapida. Attenzione però: un eccesso di azoto può rendere la pianta più suscettibile a parassiti e ridurre la resistenza agli stress ambientali.
  • Come si scelgono i valori NPK per il prato?
    Per il prato, la scelta dipende dalla stagione e dall'obiettivo. In primavera, per rinverdire e difendere il manto erboso dai danni invernali residui, si consiglia inizialmente nitrato ammonico o urea, seguiti da un NPK come il 20-10-10 per rinfoltire. Per una copertura nutrizionale duratura (circa tre mesi), è preferibile usare formulazioni a lento rilascio. In estate o in fasi di riposo, si riduce l'azoto per favorire la resistenza allo stress termico e idrico.
  • È possibile usare gli stessi concimi NPK per ortaggi e fiori?
    No, non sempre. Ogni fase di sviluppo richiede un equilibrio diverso. Per gli ortaggi e le piante da fiore in serra, nelle fasi iniziali si usano liquidi con titolo equilibrato o leggermente azotato (es. 14-6-5). Nelle fasi finali, quando si punta a fiori o frutti, si passa a formule ricche di potassio e povere di azoto (es. 4-8-16). Utilizzare un concime sbagliato può bloccare la fioritura o causare una crescita vegetativa eccesspa a scapito della resa.