concimepollina

concime

concime pollina

In questa pagina, informazioni, consigli e suggerimenti sull'uso della pollina, concime organico derivato dagli allevamenti avicoli

di Redazione

30 maggio 2013

Concime pollina

La concimazione è una pratica colturale che si avvale di concimi chimici od organici. Di entrambe le tipologie di concimi abbiamo già parlato in diversi articoli della nostra sezione, anche se a onor del vero bisogna ammettere che i concimi organici oggi disponibili per l’agricoltura e il giardinaggio sono tantissimi. Questi concimi vengono anche detti biologici perché completamente naturali o ricavati da sostanze già esistenti in natura. Uno dei concimi organici di cui si parla di più in questo momento è quello derivato dagli escrementi di animali. Abbiamo già parlato dello stallatico, stavolta parliamo, invece, della pollina. Questo concime viene ricavato dagli escrementi degli allevamenti avicoli. Il composto viene poi lavorato industrialmente o sottoposto a compostaggio naturale per ricavare un prodotto essiccato o pellettato facilmente commercializzabile. La differenza tra la pollina e i liquami dei bovini sta nel livello di umidità della prima, molto più basso rispetto ai secondi. La pollina fresca ha un’umidità più bassa ( circa il 40%) rispetto a quella degli altri liquami. Con i procedimenti di lavorazione industriale o con il compostaggio, l’umidità del concime si riduce a circa il dieci o quindici per cento. La pollina è un concime che contiene principalmente azoto ureico e ammoniacale, oltre a una bassa percentuale di anidride fosforica e ossido di potassio. Il livello di azoto e degli altri composti può variare in base alle diverse tipologie di allevamento. La pollina è comunque un concime con una forte azione sul terreno e sulle piante, azione dovuta proprio alla presenza di azoto ureico. I sali di azoto, se somministrati in eccesso, aumentano la salinità del terreno e quindi ne peggiorano la condizione chimico –fisica, ecco perché la pollina viene considerata un concime a effetto fertilizzante e non ammendante. Il fertilizzante nutre le piante e il terreno, mentre l’ammendante modifica in meglio la composizione chimica del suolo.

Usi

Per le sue caratteristiche, la pollina non va usata in modo eccessivo. L’azoto ureico contenuto nel concime finirebbe, infatti, per bruciare le radici delle piante. In agricoltura, la pollina viene usata qualche giorno prima della semina, mentre nel giardinaggio la si usa sia per la messa a dimora delle piante ( sempre con qualche giorno di anticipo) che durante il rinvaso o trapianto. La pollina, inoltre, non è adatta ai terreni argillosi, perché l’azoto ureico tende ad essere completamente dilavato. I terreni migliori per somministrare la pollina sono quelli sabbiosi e leggeri, dove il concime viene facilmente assorbito ed è facilmente raggiungibile dalle radici.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra pollina e stallatico?
    La differenza sostanziale risiede nel livello di umidità. La pollina, derivata dagli escrementi avicoli, presenta un'umidità iniziale inferiore (circa il 40%) rispetto ai liquami bovini. Dopo i processi di lavorazione industriale o compostaggio, l'umidità scende ulteriormente al 10-15%, rendendo il prodotto più secco e facile da gestire rispetto agli altri letami.
  • Come agisce la pollina sul terreno: è un ammendante o un fertilizzante?
    La pollina è classificata come fertilizzante, non come ammendante. Contiene elevate quantità di azoto ureico e ammoniacale che nutrono direttamente le piante e il suolo. A differenza degli ammendanti che migliorano la struttura fisica del terreno, la pollina fornisce nutrienti immediati ma, se usata in eccesso, può aumentare la salinità del suolo, peggiorandone le condizioni chimico-fisiche.
  • In quali tipi di terreno è consigliato utilizzare la pollina?
    Il terreno ideale per la somministrazione della pollina è quello sabbioso o leggero. In questi substrati, il concime viene assorbito facilmente ed è rapidamente raggiungibile dalle radici. Al contrario, è sconsigliato nei terreni argillosi pesanti, poiché l'elevato tenore di azoto ureico tende a essere dilavato inefficientemente, riducendo l'efficacia della concimazione e rischiando di danneggiare l'ecosistema circostante.
  • Quando e come si deve applicare la pollina in giardino?
    La pollina va applicata con cautela per evitare di bruciare le radici a causa dell'azoto ureico concentrato. In giardino, si consiglia di usarla alcuni giorni prima della messa a dimora delle piante, oppure durante operazioni di rinvaso o trapianto. In agricoltura, l'applicazione avviene solitamente pochi giorni prima della semina, permettendo al concime di stabilizzarsi nel suolo.