Fertilizzante chimico

concime

Fertilizzanti organici

I fertilizzanti organici forniscono molti più elementi nutritivi rispetto a quelli chimici, i quali effettuano solo una concimazione più mirata.

di Redazione

16 gennaio 2017

Cos'è la fertilizzazione

La fertilizzazione è quell'operazione che viene effettuata durante una coltivazione. Si esegue per vari motivi: quello principale è di apportare tutti gli elementi nutritivi di cui necessita la pianta. Essa infatti non richiede solo acqua, aria e terreno. Ha bisogno di vari elementi nutritivi e sali minerali che possono essere ricavati solo dal suolo, e se il suolo ne è carente le piante possono incorrere in varie patologie, più o meno gravi. Questi squilibri si possono verificare soprattutto nelle foglie, nei frutti e in generale nella parte epigea della pianta. La carenza di questi elementi nutritivi determina la resa della produzione colturale in modo negativo e anche dal punto di vista ornamentale non è un aspetto da sottovalutare. Perciò è molto importante eseguire una giusta concimazione, in modo che apporti al suolo tutti gli elementi di cui ha bisogno, senza però eccedere e danneggiare così le piante.

La sua composizione

La definizione di fertilizzanti organici deriva dal fatto che siano completamente naturali e che siano di origine animale o vegetale. Contengono al loro interno elementi primari, chiamati macroelementi, che sono essenziali per la normale crescita vegetale: questi comprendono azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Questi elementi sono contenuti per la maggior parte delle volte anche dai fertilizzanti chimici, i quali sono generalmente specializzati su un elemento nutritivo. Seguono poi i microelementi, ovvero quegli elementi nutritivi che non sono normalmente considerati nei concimi chimici, ma che sono molto importanti per la salute generale delle piante: tra questi ci sono il ferro, lo zinco, il rame, il boro, il cloro e molti altri. Inoltre nei fertilizzanti organici si trovano percentuali variabili di altri componenti: acqua, materiale legnoso, cellulosa, materiale vegetale e materiale secco di varia natura.

Quali sono i concimi organici

Sono molti i concimi organici, i più comuni sono descritti di seguito. Il più conosciuto ed utilizzato è il letame, o stallatico: si tratta di un prodotto formato da escrementi animali assieme a lettiera e urina. Può essere di origine bovina, equina, suina e ovina. La percentuale degli elementi presenti all'interno può essere differente in base alla specie animale e alla quantità di fluidi. Vi è poi l'humus, un composto di residui vegetali e microfauna decomposta. È estremamente fertile e al suo interno si possono trovare moltissimi elementi nutritivi. I suoli ricchi di humus sono perfetti per colture di ogni tipo. Gli sfalci di monocolture prevedono l'utilizzo di colture che forniscono azoto come fertilizzante organico: esse vengono coltivate e poi una volta sfalciate vengono lasciate decomporre sul terreno. Un altro tipo di fertilizzante organico è il guano, un prodotto composto da deiezioni di uccelli, in particolare di uccelli marini. Questo può essere raccolto in giacimenti in America meridionale. Normalmente viene definito come concime NP, avendo questi due elementi in maggior quantità.

Come si utilizza

È importante saper distribuire bene il fertilizzante per non arrecare danno alle piante e per non alterare negativamente la composizione del suolo. Bisogna stare attenti alle reali necessità di una pianta e non eccedere con gli elementi nutritivi. È molto utile l'utilizzo del concime organico in presemina, ovvero nel periodo prima della semina. Se però il materiale per la concimazione è ancora fresco è consigliabile distribuirlo qualche mese prima e lasciarlo riposare in modo tale che si decomponga. Se si distribuisce quando è ancora fresco subito prima della semina può danneggiare l'apparato radicale delle piante. Inoltre bisogna tenere conto dell'avvicendamento delle colture: in questo modo si evita di apportare elementi di cui il terreno non ha bisogno, dato che la coltura precedente glielo ha già fornito. Ci sono vari metodi per distribuire il concime: può essere sparso in superficie, operazione manuale su piccoli appezzamenti generalmente in presemina, può essere somministrato a strisce, metodo utilizzato soprattutto nelle coltivazioni industriali, e infine può essere effettuata una concimazione mirata, eseguita quando serve apportare ulteriormente un elemento.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra fertilizzanti organici e chimici?
    I fertilizzanti organici sono prodotti di origine naturale, animale o vegetale, e forniscono un ampio spettro di nutrienti sia macroelementi (azoto, fosforo, potassio) che microelementi (ferro, zinco, rame, boro). Al contrario, i fertilizzanti chimici sono spesso specializzati su uno o pochi elementi specifici e agiscono in modo più mirato e immediato, ma senza arricchire il suolo di materia organica e microrganismi benefici presenti invece nei concimi naturali.
  • Come si utilizzano correttamente i fertilizzanti organici freschi?
    Non è mai consigliato distribuire fertilizzanti organici freschi immediatamente prima della semina o del trapianto, poiché potrebbero bruciare o danneggiare l'apparato radicale delle piante. È preferibile somministrarli alcuni mesi prima, lasciandoli decomporre nel terreno. L'ideale è effettuare la distribuzione in presemina, permettendo ai nutrienti di stabilizzarsi e diventare disponibili per le colture successive senza rischi di tossicità diretta.
  • Cosa sono gli sfalci di monocolture e come funzionano?
    Gli sfalci di monocolture sono una tecnica di fertilizzazione organica che prevede la coltivazione di piante specifiche, solitamente quelle capaci di fissare l'azoto nel suolo. Una volta raggiunta la maturità, queste piante vengono falciate e lasciate decomporre direttamente sulla terra. In questo modo, la biomassa vegetale si trasforma in nutrimento naturale per il terreno, arricchendolo di elementi essenziali per le colture successive.
  • Quali sono i principali tipi di fertilizzanti organici citati?
    I principali includono il letame (o stallatico), derivato da escrementi e urine di bovini, equini, suini o ovini misti a lettiera; l'humus, ricco di microfauna decomposta e residui vegetali; il guano, ottenuto dalle deiezioni di uccelli marini e particolarmente ricco di azoto e fosforo; e gli sfalci di colture azotofile lasciati decomporre sul campo. Ognuno ha caratteristiche nutrizionali specifiche.
  • Perché è importante rispettare l'avvicendamento delle colture nella concimazione?
    Rispettare l'avvicendamento delle colture permette di evitare l'eccesso di nutrienti nel suolo. Ogni pianta assorbe elementi specifici e ne lascia altri; se si coltiva sempre la stessa pianta o si concima indiscriminatamente, si rischia di saturare il terreno di certi elementi mentre altri mancano. Variare le colture aiuta a mantenere un equilibrio naturale, sfruttando i residui della coltura precedente e riducendo la necessità di aggiunte esterne.