concime

Urea fertilizzante

Approfondimento dedicato alle caratteristiche e agli usi dell'urea, fertilizzante a metà tra il concime organico e quello chimico.

di Redazione

24 maggio 2017

Urea fertilizzante

La concimazione è una pratica colturale che consente di migliorare le proprietà del terreno e di nutrire le piante. In tal senso si parla anche di fertilizzazione e concimazione ammendante, correttiva e nutritiva. In natura, le piante selvatiche assorbono autonomamente le sostanze nutritive del terreno, mentre in agricoltura e giardinaggio, per aumentare la resa estetica e produttiva delle colture, si ricorre all’uso di fertilizzanti organici o chimici. I primi derivano da composti già esistenti in natura, mentre i secondi, da reazioni chimiche di laboratorio o da processi di lavorazione industriale. La disponibilità di fertilizzanti creati dall’uomo è ormai alta, ma non sempre è facile scegliere quelli adatti alle proprie esigenze e a quelle delle piante. Ultimamente si parla molto di un concime molto particolare, ritenuto a metà chimico e a metà organico: l’urea. La sostanza è di derivazione organica, perché si tratta di una molecola composta da carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto. La formula chimica è CO(NH2)2, ovvero diammide dell’acido carbonico. L’urea viene anche prodotta con le urine e contiene lo scarto azotato del metabolismo renale. Questo composto, infatti, è molto ricco di azoto: ne contiene il 46%. Per la sua percentuale di azoto, l’urea viene frequentemente usata come fertilizzante.

Caratteristiche

L’urea, come si sarà capito leggendo il primo paragrafo, è un composto azotato spesso utilizzato come concime o fertilizzante. Il diammide dell’acido carbonico, la cui formula è indicata sempre nel paragrafo precedente, si ricava da moltissimi prodotti di scarto, tra cui le urine, ma anche attraverso reazioni chimiche. Ecco perché si tratta di un prodotto a metà tra l’organico e il biologico. L’urea come fertilizzante è largamente impiegata in agricoltura per la nutrizione del terreno. La sostanza, a ph neutro, si presenta come un sale cristallino di colore bianco. L’urea, quindi, non modifica le proprietà chimico fisiche del terreno, ma arricchisce quest’ultimo di azoto. La concimazione azotata è importante nella fase di accrescimento vegetale, mentre diventa meno necessaria dopo la crescita e lo sviluppo dei frutti. In genere, la concimazione con urea si pratica nei terreni poveri di azoto e per ottenere un rapido accrescimento delle colture. L’urea, per la sua elevatissima percentuale di azoto ( 46%), causa un velocissimo accrescimento delle piante. Il composto, solubile in acqua, è di facile assorbimento, perché entro pochissimi giorni si trasforma in azoto ammonico e poi in azoto nitrico. La sua elevata solubilità in acqua lo rende immediatamente assorbibile dal terreno e dalle piante, evitando il rischio di dispersione a causa del dilavamento.

Quando usarlo

Il fertilizzante a base di urea è un concime semplice, poiché contiene solo azoto e in percentuali molto elevate. Le piante, però, non hanno bisogno solo di azoto, ma anche di altre sostanze, quali fosforo, potassio e microelementi, come calcio, ferro, rame, zinco, magnesio, ecc. In giardino e nell’orto, in base alle piante coltivate, potrebbe essere più semplice usare concimi complessi e bilanciati, ovvero concimi contenenti tutti gli elementi indispensabili alla sopravvivenza della pianta. La percentuale di azoto, come quella di altre sostanze, va, infatti, calibrata in base alla specie coltivata e ai suoi ritmi di crescita. L’eccesso di azoto ureico tende a causare accumuli di sali nel terreno, ma anche sintomi da eccesso nelle piante, come blocco della crescita e sintomi fogliari. L’azoto, quindi, va dato, ma nella giusta misura. La fase in cui le piante hanno bisogno di consumare molto azoto è compresa tra la prima messa a dimora e le fasi iniziali di sviluppo. In questa fase si rafforzano le radici, la colorazione delle foglie e la percentuale di sostanze proteiche dei tessuti vegetali. Dopo l’allegagione e la comparsa dei frutti, le necessità di azoto diminuiscono progressivamente e somministrare urea alle piante significa, in un certo senso, “intossicarle” , rendendole meno resistenti a malattie ed avversità. L’eccesso di azoto, nelle piante destinate al consumo umano, non fa bene nemmeno alla salute dell’uomo, perché appesantisce la funzionalità renale. Il fertilizzante a base di urea va quindi usato solo nella concimazione del terreno, ma sempre in base alle condizioni del terreno stesso e al tipo di piante da coltivare.

Altri usi

L’urea viene usata nei cosmetici, come, ad esempio, nelle creme idratanti. Qualcuno usa l’urea anche come diserbante da spargere sul prato per combattere le erbe infestanti e gli insetti parassiti. Questo composto, in forma di sale, messo in acqua dà una sensazione di freddo, ma in realtà, se gettato in eccesso sulle piante e sul prato, rischia di bruciarli. L’effetto si verifica proprio per la reazione chimica con cui l’azoto solubile si trasforma in ammonio e nitrato. A volte, l’urea viene usata per concimare alberi da frutto come il melo e l’olivo. L’operazione avviene però solo alla ripresa vegetativa e con piccole quantità di fertilizzante ureico, il quale sembra avere la capacità di rinvigorire la colorazione delle foglie e la struttura dei rami. L’urea si acquista facilmente nei negozi che vendono prodotti per l’agricoltura. Il costo del prodotto è abbastanza accessibile e alla portata di tutte le tasche.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'urea e perché viene definita a metà tra organico e chimico?
    L'urea (CO(NH2)2) è un composto azotato puro al 46%, ottenuto sia da processi industriali che da derivati organici come le urine umane o animali. Viene considerata ibrida perché, pur essendo sintetizzata chimicamente per uso agricolo, deriva strutturalmente da molecole naturali. È un sale cristallino bianco, solubile in acqua e a pH neutro, che non altera le proprietà fisico-chimiche del suolo ma lo arricchisce rapidamente di azoto, fondamentale per la crescita vegetativa.
  • Quando è il momento giusto per applicare l'urea alle piante?
    L'urea deve essere somministrata esclusivamente durante la fase di accrescimento vegetativo, ovvero dalla messa a dimora fino allo sviluppo iniziale delle piante. In questo periodo, l'azoto favorisce il rafforzamento radicale, la colorazione verde delle foglie e la sintesi proteica. È sconsigliato dopo l'allegagione e la comparsa dei frutti, poiché l'eccesso di azoto riduce la resistenza delle piante a malattie e stress ambientali, oltre a compromettere la qualità alimentare dei raccolti.
  • Quali sono i rischi di un eccesso di azoto fornito dall'urea?
    Un dosaggio errato o eccessivo di urea provoca accumulo di sali nel terreno e sintomi tossici nelle piante, come il blocco della crescita e danni fogliari. Nelle piante commestibili, residui elevati di nitrati possono rendere il prodotto nocivo per la salute umana, affaticando la funzione renale. Inoltre, l'urea, se applicata in modo improprio o in eccesso sulle foglie e sul prato, può causare ustioni chimiche dovute alla rapida trasformazione in ammonio e nitrato.
  • Perché l'urea è efficace per la nutrizione delle piante?
    L'efficacia dell'urea risiede nella sua altissima concentrazione di azoto (46%) e nella rapida solubilità in acqua. Una volta nel terreno, si trasforma velocemente in azoto ammonico e poi nitrico, forme immediatamente assimilabili dalle radici. Questa velocità di azione garantisce un'accrescimento vegetativo rapido ed efficiente, rendendola ideale per terreni carenti di azoto o per colture che richiedono uno sviluppo vigoroso nelle prime fasi vitali, evitando inoltre dispersioni per dilavamento grazie alla rapida fissazione.