Esemplare pieris brassicae

parassiti delle piante

La cavolaia

La cavolaia è una farfalla che si è diffusa in ogni parte del mondo, la quale viene combattuta attraverso la lotta chimico-biologica.

di Redazione

10 gennaio 2017

Origini e caratteristiche

La cavolaia è un'insetto dell'ordine dei lepidotteri, appartenente alla famiglia delle Pieridi. È una farfalla che colpisce principalmente il cavolfiore e le altre Crucifere, ma può colpire anche le rape. Si tratta di uno dei lepidotteri più diffusi e comuni al mondo: si può trovare infatti in tutti i continenti, dal livello del mare fino i 2000 metri di quota. L'adulto può raggiungere un'apertura alare di 60 millimetri. Questa farfalla è caratterizzata da delle ali bianche, quelle anteriori sono ornate da una linea nera apicale. Si possono distinguere gli esemplari maschi dagli esemplari femminili per due macchie nere sulle ali anteriori e per una sfumatura più giallastra che possiedono solo le femmine. Le larve hanno una colorazione giallo-arancione, caratterizzate da una linea gialla sul dorso, da puntini neri sparsi lungo tutto il corpo e da setole chiare, e possono raggiungere una lunghezza di 30-40 millimetri. Ci sono due tipi principali di cavolaia: la cavolaia che colpisce i cavolfiori appartiene alla specie Pieris brassicae, mentre la cavolaia delle rape appartiene alla specie Pieris rapae.

Ciclo biologico

In base al clima, la cavolaia può compiere generalmente dalle 3 alle 4 generazioni all'anno. Gli adulti della cavolaia compaiono da aprile e lo sfarfallamento continua fino a maggio, dove avviene il primo volo. Questi adulti si accoppiano e depongono poi le uova a gruppi di 30 nelle pagine inferiori delle foglie del cavolfiore. Le larve nascono dopo circa 15 giorni e compongono la prima generazione, vivendo per un certo periodo in gruppo. Quando raggiungono la maturità sviluppano la crisalide, i nuovi adulti che compongono la seconda generazione compaiono a fine giugno-inizio luglio, effettuando il secondo volo. Dopo questa generazione ce ne possono essere delle altre. Se le temperature sono troppo basse la cavolaia, appena nata, si nasconde nel terreno e trascorre il periodo freddo sotto forma di pupa. Una volta che le temperature sono più alte, la pupa diventa larva e si trasferisce sulle piante colpite per nutrirsene.

Prevenzione

Gli attacchi della cavolaia si verificano soprattutto in primavera perché è un insetto che non resiste ai climi troppo rigidi o troppo elevati. Di conseguenza, il periodo più pericoloso per la pianta è proprio la primavera, in quanto le larve divorano le foglie. Si può evitare, però, che si verifichino gli attacchi o che diventino eccessivi attraverso dei metodi preventivi. Uno dei metodi più sicuri consiste nell'accostare la coltura colpita dalla cavolaia a delle piante che abbiano un effetto repellente. Una di queste piante è sicuramente la menta, in grado di allontanare non solo le larve ma anche gli adulti. Un altro metodo che previene l'attacco di quest'insetto è la sarchiatura: questa operazione prevede il rimescolamento del terreno superficiale, distruggendo le malerbe, utile a scovare ed eliminare le pupe nascoste nel suolo. Da non scartare è l'azione preventiva manuale, ovvero rimuovere a mano le uova dalle piante, le quali sono facilmente riconoscibili per via del loro colore giallo.

Come eliminarla

Per combattere la cavolaia si utilizzano insetticidi chimici o biologici. Sono maggiormente consigliati quelli biologici, in quanto non sono pericolosi per l'ambiente, e se usati correttamente possono avere effetto anche sulle larve della cavolaia. I prodotti biologici più utilizzati sono i macerati di pomodoro, di assenzio e di sambuco, e si ricorre a questi metodi quando non è possibile eliminare manualmente le uova. Si può utilizzare anche il piretro, un insetticida naturale ricavato dai fiori, ma questo non uccide soltanto la cavolaia ma anche tutti gli insetti utili. La lotta biologica avviene anche attraverso un batterio, il Bacillus thuringensis, che viene somministrato alle piante sotto forma di soluzione zuccherina. Per quanto riguarda la lotta che utilizza prodotti chimici è consigliata solo se gli attacchi sono massicci.

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Domande frequenti

  • Come posso riconoscere visivamente le uova e le larve della cavolaia sulle mie piante?
    Le uova della cavolaia sono facilmente identificabili per il loro colore giallo brillante e vengono deposte a gruppi di circa 30 sulla pagina inferiore delle foglie. Una volta schiuse, le larve presentano una colorazione giallo-arancione vivace, caratterizzate da una distinta linea gialla sul dorso, puntini neri sparsi lungo tutto il corpo e setole chiare. Possono crescere fino a raggiungere una lunghezza di 30-40 millimetri. Riconoscere questi segni distintivi è fondamentale per intervenire tempestivamente prima che le larve causino danni estensivi al fogliame delle crucifere.
  • Quali piante possono essere utilizzate come repellenti naturali contro la cavolaia?
    Un metodo preventivo efficace consiste nell'associare la coltivazione di cavoli e ortaggi simili a piante dotate di forte potere repellente. In particolare, la menta è indicata come alleata preziosa poiché il suo aroma intenso riesce ad allontanare sia le larve che gli adulti della farfalla. Piantare la menta vicino alle colture infestate aiuta a creare una barriera olfattiva naturale, riducendo significativamente il rischio di deposizione delle uova e di successivo attacco delle larve sulle foglie commestibili.
  • Cosa devo fare durante la sarchiatura per prevenire la cavolaia?
    La sarchiatura, ovvero il rimescolamento del terreno superficiale, svolge un ruolo cruciale nella prevenzione. Durante questa operazione, oltre a eliminare le malerbe, si disturba il suolo dove la cavolaia trascorre il periodo freddo sotto forma di pupa. Smuovere la terra permette di scovare e distruggere fisicamente queste pupe nascoste, interrompendo il ciclo biologico dell'insetto e impedendo che emergano nuove generazioni di adulti. È una pratica meccanica semplice ma molto efficace se eseguita regolarmente.
  • Il Bacillus thuringiensis è sicuro per gli insetti utili del giardino?
    Sì, il Bacillus thuringiensis è considerato un agente di lotta biologica altamente specifico e rispettoso dell'ecosistema. A differenza del piretro, che è un insetticida naturale ma indiscriminato e nocivo anche per gli insetti utili, il Bt agisce selettivamente contro le larve di Lepidotteri come la cavolaia. Viene somministrato sotto forma di soluzione zuccherina sulle piante e non compromette la presenza di api, coccinelle e altri predatori naturali, garantendo un controllo del parassita senza danneggiare la biodiversità del giardino.