Thaumetopoea pityocampa

parassiti delle piante

Processionarie

Una processione..poco religiosa. E' quella che caratterizza la Processionaria del pino, la Thaumetopoea pityocampa) un lepidottero della Famiglia delle Notodontidae. Sono chiamate così per la loro curiosa abitudine di muoversi una dietro l'altra, come in una processione, appunto.

di Redazione

05 dicembre 2014

Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)

Quest'insetto è una falena che appartiene all'Ordine dei lepidotteri e alla famiglia Thaumetopoeidae. E' presente in tutte le regioni che hanno un clima temperato dell'Europa meridionale, nell'Africa settentrionale e nel vicino Oriente. Predilige il pino nella sua dieta (soprattutto il nero e il silvestre) ma non disdegna i cedri e i larici. Questo insetto è presente in autunno e in primavera, in estate si trova allo stato di bozzolo, al sicuro nel sottosuolo. Esce dal suolo ad agosto e dopo pochi giorni si mette alla ricerca delle piante su cui dare inizio alla deposizione delle uova che verranno prodotte a mucchi, nel vero senso della parola: ognuno di questi agglomerati che viene attaccato sulle foglie ne può contenere fino a 300. Le larve impiegano circa 4 settimane a nascere.

Processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)

Siamo sempre nella famiglia delle Notodontidae e in presenza di una falena che sebbene sia originaria dell'Europa Centrale e Orientale, ormai si è diffusa anche in Europa Occidentale. Le sue uova si schiudono nella primavera, con la ripresa vegetativa delle piante e l'emissione delle prime foglioline, coincidenza che in alcune regioni, per gli elevati danni inferti alle querce, ha assunto i contorni della calamità. I nidi vengono posizionati sulla parte più soleggiata dei tronchi e nei boschi fitti. La ricerca del cibo avviene la notte, quando i bruchi danno vita a lunghe processioni che si muovono in cerca delle foglie per divorarle con voracità. La presenza delle infestazioni in atto è facilmente visibile per vie delle zone di alberi completamente spogli che si creano in primavera ed estate.

Il ciclo biologico

Le larve, anche se piccole, hanno un'apparato masticatore ben sviluppato con cui si cibano velocemente delle foglie di un ramo, per poi passare ad un altro, nel consueto modo "a processione". Le processionarie sono gregarie, si muovono fino ad ottobre, quando costruiscono un nido in un materiale simile alla seta, per svernare. In primavera riprendono a muoversi e alla fine di maggio,tessuto il bozzolo, si interrano ad una profondità di circa 15 cm, diventando una crisalide. L'evoluzione dura circa un mese e a luglio l'adulto esce dal bozzolo: è grigio con striature marroni e un'apertura alare di 3-4 cm, con le femmine leggermente più grosse dei maschi. Le femmine volano su alberi d'alto fusto per essere fecondate e depositare le uova, ma in fretta: la sopravvivenza non supera il 2° giorno.

La lotta alle processionarie

Le processionarie sono animali pericolosi per l'uomo e tutte le bestie a sangue caldo, poiché i peli di cui sono ricoperte le larve danno origine a diversi disturbi, come il forte prurito che si manifesta subito dopo il contatto; ma non basta: nelle ventiquattro ore successive insorgono anche dermatiti da contatto, con macchie rosse isolate, papule come quelle delle punture degli insetti o bolle da orticaria. Se i peli entrano in contatto con gli occhi ne provocano l'infiammazione e, conseguentemente, congiuntiviti; mentre le vie respiratorie superiori sono facile preda di infiammazioni causate dall'inalazione dei peli. La gravità dei sintomi, naturalmente, varia da persona a persona. Anche i cani sono esposti, per il rischio di inalazione dei peli quando annusano il terreno.

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Domande frequenti

  • Quali sono i rischi per la salute umana e animale derivanti dalle processionarie?
    Le larve delle processionarie possiedono peli urticanti che causano gravi problemi di salute. Nel contatto cutaneo provocano forte prurito immediato, dermatiti, papule rossastre e bolle simili all'orticaria entro 24 ore. Se i peli raggiungono gli occhi, possono causare infiammazioni e congiuntiviti severe. L'inalazione dei peli durante la respirazione può infiammare le vie respiratorie superiori. I cani sono particolarmente vulnerabili perché, annusando il terreno lungo le processioni, possono inalare i peli tossici o leccarli, causando gonfiore della bocca e grave intossicazione.
  • Come riconoscere la presenza di un'infestazione di processionarie sui nostri alberi?
    La presenza di processionarie è evidente grazie ai nidi setosi biancastri, spesso posizionati sui rami soleggiati o sui tronchi. Durante la giornata, specialmente in primavera ed estate, si osservano lunghe file di bruchi neri che si muovono in processione dai nidi verso il cibo. Un segnale inequivocabile di infestazione avanzata è la comparsa di alberi completamente spogli di foglie, poiché i bruchi divorano la vegetazione con grande voracità. In inverno, i nidi rimangono visibili sugli alberi anche dopo che le larve si sono interrate.
  • Quali specie arboree vengono colpite principalmente dalla processionaria del pino e da quella della quercia?
    Esistono due specie principali con preferenze alimentari distinte. La Thaumetopoea pityocampa, detta processionaria del pino, predilige i pini (specialmente il pino nero e silvestre), ma può attaccare anche cedri e larici. È diffusa in Europa meridionale e Nord Africa. La Thaumetopoea processionea, detta processionaria della quercia, colpisce prevalentemente le querce. Originaria dell'Europa centrale e orientale, si sta diffondendo anche in Europa occidentale, causando gravi defogliazioni durante la ripresa vegetativa primaverile.
  • Qual è il ciclo biologico delle processionarie e quando sono più attive?
    Il ciclo inizia in estate (agosto) quando le farfalle adulte depongono centinaia di uova sulle foglie. Dopo circa quattro settimane nascono le larve, che si nutrono e crescono formando nidi setosi per svernare. In primavera riprendono l'attività alimentare e la mobilità in processione fino a ottobre. A fine maggio, le larve mature tessono il bozzolo e si interrano a circa 15 cm di profondità per diventare crisalidi. Dopo un mese, a luglio, emergono le farfalle adulte grigie con striature marroni, che vivono solo due giorni per accoppiarsi e deporre nuove uova.

Scheda Tecnica

Thaumetopoea pityocampa / Thaumetopoea processionea

Nome scientificoThaumetopoea pityocampa / Thaumetopoea processionea
FamigliaNotodontidae (o Thaumetopoeidae)
Tipo di piantaFalena (Lepidottero)
OrigineEuropa meridionale, Africa settentrionale, Vicino Oriente, Europa centrale/orientale
EsposizioneNon applicabile (insetto fitofago)
Temperatura minimaClima temperato
TerrenoNon applicabile
IrrigazioneNon applicabile
FiorituraNon applicabile
AltezzaAdulto: apertura alare 3-4 cm
ConcimazioneNon applicabile
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneDeposizione uova da parte delle femmine adulte sugli alberi ospiti
Malattie e parassitiFitofago: attacca pini, cedri, larici (T. pityocampa) e querce (T. processionea)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede monitoraggio costante e interventi specifici per la salute pubblica)