Loropetalum

Piante da Giardino

Loropetalum

Cosa è utile sapere sulla cura del Loropetalum, arbustivo dalle foglie variegate e dalle graziose infiorescenze che non deve mancare in giardino.

di Redazione

03 febbraio 2017

Irrorazione e annaffiamento del loropetalum

Questo arbustivo trae origine esclusiva dall'est del continente asiatico e viene annoverato nel circoscritto raggruppamento familiare delle Hamamelidaceae. Esistono diverse specie del diffuso sempreverde, che si differenziano per dimensioni e versatilità: normalmente viene impiegato per ornare i giardini, formando siepi e pareti oppure ricoprendo fittamente il suolo. La tinta delle sue foglie può variare dal verdino al rosseggiante, laddove le esili infiorescenze sono candide e rosacee. Il Loropetalum andrà irrorato copiosamente e con costanza nel pieno della stagione estiva, a cadenze alquanto ravvicinate, mentre le bagnature saranno moderate nei periodi primaverile ed autunnale, ogni settimana all'incirca. Nell'inverno o in caso di clima rigido, gli annaffiamenti saranno opportunamente interrotti.

Coltivazione della pianta

Il Loropetalum viene abitualmente coltivato in luoghi all'aperto, ma è anche fattibile una sua sistemazione in vaso negli edifici. Di notevole crescita, può raggiungere varie grandezze in base alla specie: si va da esemplari di 40 - 50 cm sino ad arbusti di diversi metri di altezza. La terra di coltura dovrà essere lievemente acida, pregna di sostanze organiche ed efficacemente drenata, a mezzo di materiali torbacei e sabbiosi. A distanza di qualche anno, il sempreverde potrà essere sottoposto ad opere di potatura, finalizzate al modellamento delle forme. Si dovranno, in genere, rimuovere tutte le ramificazioni che sporgono in maniera confusa e disordinata e che compromettono l'estetica e il portamento della pianta. Operazioni di rinvaso, invece, si effettueranno soltanto quando le radici abbiano ormai saturato il vaso.

Fertilizzazione e concimazione

L'arbustivo ornamentale avrà moderate esigenze di essere concimato, al fine di assumere i necessari nutrienti. La fertilizzazione dovrà avvenire dagli inizi di primavera sino al termine della stagione autunnale, a frequenze mediamente bimestrali oppure trimestrali, con opportuna sospensione dell'opera nel periodo rigido. Sarà consigliabile l'impiego di fertilizzante organico di natura solida, contraddistinto dal rilascio graduale e programmato nel tempo, meglio se pellettato a base letamica. Il fertilizzante utilizzato sarà specifico per il Loropetalum e prevederà normalmente una discreta prevalenza della componente azotata rispetto alle altre macrocomponenti potassiche e fosforate, oltre al corredo dei necessari e dovuti microelementi. Tra questi ultimi, sarà utile la presenza in buona quantità di elementi ferrosi e magnesici.

Esposizione e patologie

Il sempreverde in esame andrà posizionato in un habitat sufficientemente luminoso e assolato, anche con diretta esposizione agli irraggiamenti del sole per parte della giornata, nondimeno si adeguerà ad ambienti moderatamente ombrosi. Rustico e resistente, non soffrirà più di tanto condizioni climatiche avverse: solo in caso di freddo gelido sarà preferibile ripararlo con teli o altri adeguati tessuti. Il Loropetalum, infine, raramente sarà attaccato da insetti e parassiti, mentre potrà essere soggetto a muffe e marciumi alle sue radici. La malattia fungina sarà quasi certamente dovuta alla sovrabbondanza delle irrorazioni, all'eccesso di umidità ambientale ovvero all'inefficace drenaggio della terra. Il contrasto dovrà avvenire attraverso l'impiego di anticrittogamici, il cui effetto sarà maggiore se l'intervento sarà rapido e immediato.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente il Loropetalum durante l'anno?
    Le esigenze idriche variano in base alla stagione. Durante l'estate, è fondamentale irrorare copiosamente e con frequenza ravvicinata per contrastare il caldo. In primavera e autunno, le annaffiature devono essere modeste, limitandosi a circa una volta a settimana. Nel periodo invernale, specialmente se il clima diventa rigido, è consigliabile interrompere completamente le irrigazioni per evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare l'apparato radicale.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il Loropetalum?
    Questa pianta richiede un substrato leggermente acido, ricco di sostanza organica e soprattutto ben drenato. È essenziale evitare terreni compatti o argillosi che trattengono troppa acqua. L'aggiunta di materiali torbosi e sabbiosi aiuta a garantire la corretta permeabilità. Un drenaggio efficace è cruciale per prevenire il marciume radicale, una patologia comune causata proprio dall'eccesso di umidità nel terreno.
  • Quando e come effettuare la potatura del Loropetalum?
    La potatura si esegue generalmente dopo alcuni anni dalla messa a dimora, con l'obiettivo di modellare la forma dell'arbusto. Bisogna rimuovere esclusivamente i rami che crescono in modo confuso, disordinato o che compromettono l'estetica complessiva della pianta. Non sono necessarie potature drastiche annuali; l'intervento serve principalmente a mantenere l'ordine strutturale e a favorire una crescita armoniosa, intervenendo solo sui getti indesiderati.
  • Quale concime usare per il Loropetalum e quando somministrarlo?
    È consigliato un fertilizzante organico solido a lento rilascio, preferibilmente pellettato a base letamica. La concimazione deve avvenire dalla primavera fino all'autunno, con intervalli bimestrali o trimestrali, sospendendo nel periodo invernale. Il prodotto dovrebbe avere una prevalenza azotata rispetto a potassio e fosforo, ed essere arricchito con microelementi specifici come ferro e magnesio, essenziali per mantenere la colorazione fogliare e la salute vegetativa.
  • Il Loropetalum teme il freddo e quali malattie può contrarre?
    Il Loropetalum è una pianta rustica e resistente, che tollera bene condizioni climatiche avverse, ma può soffrire il gelo intenso; in tali casi, è opportuno proteggerla con teli. Raramente subisce attacchi da insetti parassiti. Il rischio principale riguarda le muffe e i marciumi radicali, causati da eccessiva umidità o scarso drenaggio. In caso di infezioni fungine, intervenire tempestivamente con anticrittogamici specifici per contenere il danno.

Scheda Tecnica

FamigliaHamamelidaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineEst Asia
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoAcido, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneCopiosa d'estate, moderata primavera/autunno, sospesa d'inverno
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze bianche o rosacee)
AltezzaDa 40-50 cm a diversi metri
ConcimazioneOrganico granulare a lento rilascio, da primavera ad autunno (ogni 2-3 mesi)
PotaturaModellatrice, rimuovendo rami disordinati dopo alcuni anni
Malattie e parassitiRara attacco parassitario; rischio muffe/marciumi radicali per eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile

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