Pastore

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I Pastori

I pastori sono i personaggi spesso più numerosi di un presepe, grande è infatti il loro valore simbolico all'interno della rappresentazione della Natività.

di Redazione

13 ottobre 2010

Personaggi simbolici

In tutti i presepi ci sono dei personaggi che sono molto più simbolici di altri, sono personaggi che non vanno messi a caso nel presepe perché hanno un valore simbolico davvero molto forte che non può in nessun modo essere ignorato, stiamo parlando dei pastori. Ovviamente le figure cardine e centrali di ogni presepe sono quelle che compongono la Sacra Famiglia, tuttavia i pastori hanno la loro importantissima funzione e sono posti in tutti i presepi, addirittura anche nei presepi più piccoli che le persone sono solite costruire in casa non manca quasi mai la figura di un pastorello che si è recato in adorazione nella capanna o nella grotte oppure che sosta nei suoi pressi, sono loro infatti i primi ad essersi recati in adorazione da Gesù Bambino.

Cosa simboleggiano

In ogni presepio i pastori rappresentano lo strato sociale più povero del villaggio ma allo stesso tempo quello più puro. I poveri pastori infatti, gente che vive in modo semplice senza curarsi molto delle attività, spesso non positive, che si svolgono al villaggio, sono i primi a capire l'importanza dell'evento che sta avvenendo e si recano immediatamente nel luogo della nascita di Gesù. Saranno loro i primi “guardiani” che sorveglieranno il luogo dove il nascituro passerà i primi giorni di vita, e saranno sempre loro i primi ad adorarlo, anche prima dei Re Magi, che secondo tradizione arriveranno solamente in occasione dell'Epifania. Per i motivi elencati solitamente un manipolo di pastori con le loro pecore viene posto nei pressi della capanna o della grotta; ogni persona che crea il proprio presepe può collocare il numero di pastori che vuole ma deve curarsi di metterli comunque in una zona periferica rispetto al villaggio, ci sono infatti, come detto, quelli vicino al luogo della nascita, ma ve ne sono altri che ancora non sono stati avvertiti e sono intenti nelle loro mansioni, ossia portare il gregge al pascolo. Di pastori ve ne può essere anche soltanto uno, che dovrà essere però simbolicamente posto nei pressi della grotta o della capanna perché si sta recando ad adorare Gesù Bambino. Anche per sottolineare le umili origini di Gesù, la figura di San Giuseppe nel tempo ha assunto i connotati di quella di un pastore, vestiti marroni e comodi, un grosso bastone da cammino usato per la lunghissima camminata, così viene rappresentato San Giuseppe nonostante egli sia in realtà un sempre umile falegname. Sempre per lo stesso intento e con la chiara intenzione di mostrare come la classe povera della popolazione non sia però priva di forti sentimenti religiosi, tradizione che si è andata consolidando nei secoli nel presepe (ricordiamoci che il presepe ha origini popolari ed antiche, San Francesco ed il suo ordine per primi inscenarono un presepe vivente), anche i suonatori sono dei pastori, che tirano fuori i loro strumenti per festeggiare la nascita di Gesù Bambino

Dove metterli

Una maggiore attenzione va posta sulla collocazione nel presepe di questi personaggi, ne abbiamo già parlato nelle righe sopra tuttavia è il caso di approfondire la questione sottolineando una simbologia particolare. Questo povero strato sociale è la contrapposizione degli strati sociali più ricchi che abitano il villaggio e non si rendono conto di quanto sta accadendo, in particolare sono in contrapposizione con i personaggi dell'Osteria, che sopratutto nella tradizione del presepe napoletano sono la che bevono e festeggiano ignari di quanto accade e sono il simbolo dei mali del mondo. Per questo motivo i pastori sono fuori dal villaggio e come dicevo sono o nei pressi del luogo della nascita, o intenti a far pascolare le loro pecore.

Ogni regione il suo pastorello

Ogni regione italiana con il passare del tempo ha sviluppato una sua traduzione nel presepe, e spesso nelle diverse regioni d'Italia possiamo trovare personaggi tipici, questi personaggi di solito sono proprio pastori che hanno però una particolare funzione. Nella tradizione siciliana è proprio un pastorello ad avvistare per primo la stella cometa, così come nella tradizione secolare del presepe napoletano Benino, il personaggio addormentato, è anche lui un pastorello. Ugualmente questo personaggio è presente in altre tradizioni con il nome di dormiglione, mentre in Toscana Festoso è il nome di un pastorello che si rallegra della nascita di Gesù Bambino.

I demoni

Tra i pastori vi sono però anche dei demoni, sebbene non tutte le tradizioni accettino questi personaggi alcuni sono soliti mischiare dei demoni tra i pastori. I demoni assumono le sembianze di questa povera gente e sono rappresentati con delle facce estremamente brutte ulteriormente sfigurate dalla tristezza per la nascita di Gesù.

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Domande frequenti

  • Qual è il significato simbolico dei pastori nel presepe?
    I pastori rappresentano lo strato sociale più povero ma anche il più puro del villaggio. Simboleggiano la semplicità e la capacità di cogliere subito l'importanza della Natività, a differenza degli abitanti del villaggio o dell'Osteria che rimangono indifferenti ai miracoli. Sono i primi "guardiani" del luogo sacro e i primi ad adorare Gesù Bambino, arrivando persino prima dei Re Magi. La loro presenza sottolinea le umili origini di Cristo e la vicinanza divina alle classi meno abbienti.
  • Dove bisogna posizionare i pastori all'interno della composizione del presepe?
    I pastori devono essere collocati in zone periferiche rispetto al villaggio, mai al centro. Possono essere posizionati in due aree principali: vicino alla grotta o alla capanna, dove si recano in adorazione, oppure più lontano, intenti a condurre il gregge al pascolo. Questa disposizione evidenzia la contrapposizione tra la povertà spirituale vicina al divino e la vita mondana del villaggio, creando un contrasto narrativo fondamentale nella scena della Natività.
  • Come viene tradizionalmente raffigurato San Giuseppe nel presepe?
    Nel corso dei secoli, la figura di San Giuseppe ha assunto i connotati visivi di un pastore, pur essendo storicamente un falegname. Viene spesso rappresentato con abiti marroni e comodi, adatti alla semplicità della vita, e con un grosso bastone da cammino. Questo bastone simboleggia la lunga traversata verso Betlemme. L'associazione con il mondo pastorale serve a enfatizzare l'umiltà della Sacra Famiglia e la natura popolare e antica delle origini del presepe.
  • Esistono differenze regionali nell'uso dei pastori nel presepe italiano?
    Sì, ogni regione italiana ha sviluppato tradizioni specifiche per i pastori. In Sicilia, un pastorello è colui che scorge per primo la stella cometa. A Napoli, Benino è il famoso pastorello addormentato, un personaggio ricorrente anche altrove sotto nomi come "dormiglione". In Toscana, invece, troviamo Festoso, un pastore che esprime gioia per la nascita. Inoltre, i musicisti nel presepe sono spesso identificati come pastori che suonano per celebrare l'evento.
  • Perché alcuni pastori nel presepe sono raffigurati come demoni?
    In alcune tradizioni, specialmente quelle più antiche o locali, vengono inseriti dei demoni tra i pastori. Questi non sono angeli, ma figure umane dalle fattezze brutte e sfigurate. La loro deformità fisica riflette la tristezza e il dolore interiore causati dalla nascita di Gesù, che segna la sconfitta del male. Non tutte le tradizioni accettano questa rappresentazione, ma quando presente, aggiunge un livello drammatico e teologico alla scena, mostrando il conflitto spirituale.

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