aquilegia

fitoterapia

aquilegia

L’aquilegia vulgaris fa parte della famiglia delle Ranuncolacee ed è sempre stata una pianta particolarmente diffusa e sfruttata per le sue notevoli proprietà a livello terapeutico.

di Redazione

30 giugno 2011

Caratteristiche

L’aquilegia vulgaris fa parte della famiglia delle Ranuncolacee ed è sempre stata una pianta particolarmente diffusa e sfruttata per le sue notevoli proprietà a livello terapeutico. La principale caratteristica di questa pianta, infatti, è rappresentata dal fatto che i suoi fiori, che di solito cominciano ad apparire sulla pianta nel corso della stagione primaverile, sono caratterizzati da ben cinque sepali che circondano altrettanti petali e ognuno forma uno sperone particolarmente lungo ed uncinato. I fiori possono vantare, inoltre, degli steli piuttosto lunghi e presentano una colorazione azzurro-turchese, nonostante in natura esistano davvero tantissimi ibridi, che sono in grado di apportare alla pianta, di volta in volta, un elevato numero di colorazioni. Il nome dell’aquilegia deriva da una parola latina, ovvero “aquilegium”, che significa serbatoio d’acqua e sta essenzialmente a rappresentare l’elevato numero di goccioline di rugiada che si formano sulle foglie e si possono facilmente raccogliere. Ad ogni modo, la specie dell’aquilegia comprende più di settanta diverse piante erbacee, rustiche e perenni.

Coltivazione

Le piante di aquilegia si caratterizzano per essere estremamente adatte a tutte quelle posizioni particolarmente soleggiate, ma stanno molto bene anche nelle zone di mezz’ombra. Inoltre, è sempre meglio fare molta attenzione ai colpi di sole, dato che possono provocare una veloce disidratazione delle piante di aquilegia. Il terreno deve sempre risultare umido e fresco, ottimamente drenato e anche piuttosto ricco di sostanza organica, magari aggiungendo anche un buon terriccio formato prevalentemente da foglie. Si tratta di una specie che si semina piuttosto facilmente, soprattutto nel corso della stagione primaverile, mentre la fioritura ha inizio a partire dal secondo anno di vita . Questa pianta si può moltiplicare per talea o anche per via algamica, provvedendo alla divisione dei cespi. Bisogna prestare davvero molta attenzione alla ruggine, che si può verificare nel corso della stagione primaverile, con la manifestazione di macchie brune nella parte più in basso delle foglie: in questi casi esistono in commercio dei prodotti specifici che possono combattere adeguatamente e con efficacia la rugiada. Un altro pericolo per la pianta dell’aquilegia è sicuramente rappresentato dalle larve dei minatori delle foglie, che sono in grado di danneggiare notevolmente la pianta, visto che riescono a scavare delle gallerie all’interno dei tessuti fogliari: anche in questo caso, tutto ciò che si può fare è acquistare dei prodotti specifici, in maniera tale da poter combattere efficacemente queste larve.

Curiosità

La pianta di aquilegia presenta un ruolo piuttosto importante nella magia, dato che già i nativi americani la impiegavano sotto forma di infuso per tantissime cure, partendo dal mal di cuore fino alla febbre e come rimedio per combattere il veleno. I nativi americani provvedevano, nella maggior parte dei casi, a polverizzare i semi e ne strofinavano la farina sulle mani, in maniera tale da impiegarla come una sorte di profumo. Anche in Italia ci sono diverse leggende che accompagnano la storia di questa pianta: infatti sembra che uno stregone che aveva fissa dimora vicino al lago di Como diede vita alla pianta di aquilegia, mentre secondo altre leggende la pianta nacque da una difficile storia d’amore tra la principessa Teodagne e il principe di origini longobarde Rutibando. L’aquilegia è anche estremamente correlata alla sfera dell’amore, dal momento che veniva impiegata essenzialmente per realizzare o distruggere legami d’amore.

Proprietà

La tossicità della pianta di aquilegia è particolarmente elevata e si tratta di una pianta estremamente velenosa, dato che il suo contenuto in glicosidi cardioattivo è davvero molto elevato e stiamo parlando di sostanze che sono in grado di danneggiare, in modo particolare, il cuore e di provocare crampi, numerose difficoltà e disturbi a livello respiratorio e aritmie. In realtà, al giorno d’oggi, questa pianta è davvero poco utilizzata, soprattutto dal momento in cui si è scoperto che tutte le sue parti rappresentano delle sostanze tossiche per l’organismo umano. I naturalisti del passato, invece, per via della somiglianza tra il fiore dell’aquilegia e le aquile, conferivano a questa pianta, ovviamente in modo erroneo, delle particolari capacità magiche, come ad esempio quella di rendere la vista ancora più acuta rispetto a quella di un’aquila. In passato l’aquilegia veniva sfruttata per diverse proprietà: ad esempio, veniva utilizzata per curare diversi disturbi del sistema nervoso, ma anche come antisettico, astringente, calmante e detergente. Si tratta di una pianta che veniva sfruttata anche per combattere lo scorbuto. Nel passato venivano utilizzate, in pratica, tutte le parti della pianta di aquilegia, ovvero semi, fiori , radici e le foglie; i fiori di Aquilegia vulgaris, inoltre, veniva consumati in piccole quantità da parte dei nativi americani, che li impiegavano come condimento insieme ad altre verdure fresche.

Domande frequenti

  • L'aquilegia è una pianta velenosa?
    Sì, l'Aquilegia vulgaris è considerata una pianta altamente tossica. Contiene glicosidi cardioattivi che possono causare gravi danni al cuore, crampi, disturbi respiratori e aritmie. Tutte le parti della pianta sono velenose per l'uomo e gli animali domestici. Nonostante anticamente venisse usata in erboristeria, oggi il suo utilizzo interno è fortemente sconsigliato e pericoloso. È fondamentale tenerla fuori dalla portata di bambini e pets.
  • Come coltivare l'aquilegia nel giardino?
    L'aquilegia predilige posizioni soleggiate o di mezz'ombra, evitando però i colpi di sole diretti che potrebbero disidratarla rapidamente. Il terreno ideale deve essere fresco, umido, ben drenato e arricchito con sostanza organica, come terriccio a base di foglie. La pianta si semina facilmente in primavera e richiede annaffiature regolari per mantenere l'umidità del suolo senza creare ristagni idrici che potrebbero favorire marciumi radicali.
  • Quali problemi fitosanitari colpiscono l'aquilegia?
    I principali nemici dell'aquilegia sono la ruggine e i minatori delle foglie. La ruggine si manifesta in primavera con macchie brune sulla parte inferiore delle foglie. I minatori sono larve che scavano gallerie all'interno dei tessuti fogliari, danneggiando gravemente la pianta. Per contrastarli è necessario intervenire tempestivamente con prodotti specifici autorizzati, rimuovendo eventualmente le parti vegetali più colpite per evitare la propagazione.
  • Quando fiorisce l'aquilegia e quanto dura?
    La fioritura dell'aquilegia inizia generalmente a partire dal secondo anno di vita della pianta, dopo la semina primaverile. I fiori compaiono durante la primavera inoltrata e persistono fino all'estate. La pianta produce fiori caratteristici con cinque sepali e cinque petali dotati di lunghi speroni uncinati. Esistono molte varietà ibride disponibili in commercio che offrono una vasta gamma di colori, dall'azzurro al rosso, bianco e viola.
  • Si può moltiplicare l'aquilegia per talea?
    Sì, l'aquilegia può essere moltiplicata sia per seme (seminalmente) che per via vegetativa. Oltre alla semina primaverile, è possibile effettuare talee o procedere con la divisione dei ceschi. La divisione dei cespi è un metodo efficace per rinnovare le piante vecchie e ottenere nuove esemplari, garantendo che mantino le stesse caratteristiche cromatiche e morfologiche della pianta madre, a differenza della semina che può dare risultati variabili.

Scheda Tecnica

Aquilegia vulgaris

Nome scientificoAquilegia vulgaris
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaEracea perenne e rustica
OrigineEurasia
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra (evitare colpi di sole)
TerrenoFresco, umido, ben drenato e ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare per mantenere il substrato umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (inizia dal secondo anno)
Altezza60-90 cm
ConcimazioneTerriccio ricco di foglie o materia organica alla messa a dimora
PotaturaAsportare i fiori appassiti per prolungare la fioritura; tagliare la pianta a terra dopo la fioritura se ingiallisce
MoltiplicazioneSemina primaverile, talea o divisione dei cespi
Malattie e parassitiRuggine (macchie brune), minatori delle foglie (gallerie nei tessuti)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione a ruggine e minatori)