Pianta di ricino

fitoterapia

Ricino

Nonostante i semi interi siano tossici, l'olio di ricino è diffuso come efficace lassativo

di Redazione

11 settembre 2011

Caratteristiche

Il ricino è una pianta estremamente diffusa e nota in fitoterapia, ma il suo utilizzo è legato a precise norme e regole. La diffusione e l'utilizzo dei semi interi del ricino, infatti, è proibita, proprio perché i semi se utilizzati nella loro interezza possono risultare tossici e perfino mortali. Nonostante ciò, in fitoterapia viene utilizzato l’olio di ricino estratto dai semi stessi, che non provoca danni per l'uomo. Nonostante si tratti di una pianta di origine africana, più precisamente dell'aria tropicale, attualmente il ricino è diffuso in molte parti del mondo, dove il clima permette la sua crescita e il suo sviluppo. La pianta del ricino può raggiungere anche notevole altezza e presenta foglie spalmate e caduche, divise in cinque o sette lobi dei bordi dentati, tra le quali si sviluppano le capsule acuminate contenenti ciascuna tre semi, dal colore marmorizzato rosso o nero. All'interno dei semi si trova invece l'olio che costituisce una preziosa risorsa fitoterapica. Diverse sono le applicazioni dell'olio di ricino, noto innanzitutto come potente lassativo, ma sempre più frequentemente diffuso anche per la cura dei capelli e per prodotti di bellezza. Per via delle pericolose controindicazioni, l'olio di ricino e prodotti derivanti dalla pianta di ricino vanno assunte con attenzione e con la certezza dell'affidabilità del prodotto. La pianta del ricino è diffusa anche a scopo decorativo, in quanto alcune varietà possono presentare parte delle foglie e dei piccioli di un caratteristico colore rosso.

Principi attivi e benefici

L'efficacia dell'olio di ricino è legata alla forte presenza di acido ricinoleico una sostanza in grado di alterare la mucosa intestinale dell'uomo e provocare grosse perdite di acqua ed elettroliti. In questo modo i sali minerali nel corpo vengono eliminati, dunque l'azione svolta dall'olio di ricino è molto potente ed irritante per l'intestino. Esso si rivela, tuttavia, benefico e salutare in caso di forte stitichezza o necessità di depurare il corpo. Al contrario, i semi interi contengono abbondanti dosi di ricina, una sostanza tossica che può provocare gravi intossicazioni e portare l'essere umano anche alla morte. Date le caratteristiche dell'olio di ricino, è bene accertarsi prima dell'assunzione che non vi sia presente un'eccessiva intolleranza ad alcuni dei suoi componenti, poiché essa potrebbe provocare gravi problemi. L'assunzione dell'olio di ricino deve inoltre essere regolata anche in base agli altri medicinali che si stanno assumendo, poiché non sempre la combinazione può essere salutare.

Coltivazione

Nonostante i rischi legati all'assunzione, il ricino è una coltivazione diffusa anche a scopo decorativo, per via degli accesi colori delle foglie e delle bacche contenenti i semi. Nonostante si tratti di una pianta di origine tropicale, il ricino si adatta infatti facilmente anche ai climi e ai suoli italiani. Le condizioni necessarie affinché la pianta di ricino si sviluppi in modo sano e rigoglioso sono principalmente temperature elevate, possibilità di esposizioni al sole per svariate ore della giornata, abbondanti innaffiature, nonostante la pianta sia in grado comunque di sopportare anche periodi di siccità. Dal punto di vista del terreno, è richiesto un suolo ricco di azoto e potassio. Prima di dare vita alla coltivazione è bene, nel periodo autunnale, provvedere alla preparazione del terreno, con arature e concimazioni. La propagazione avviene per semina, da effettuare invece nel periodo primaverile, assicurandosi che venga mantenuta abbastanza distanza tra i vari semi per evitare che crescendo le piante si soffochino a vicenda. La raccolta delle capsule per l'estrazione dell'olio dei semi avviene a partire da agosto e può proseguire fino a ottobre. Dal momento che si tratta di una pianta a maturazione scalare, la potatura riveste un ruolo particolarmente importante, e deve essere realizzata in modo tale da non eliminare troppi rami produttivi lasciando soltanto quelli troppo giovani per fruttificare.

Prodotti in commercio

Per dare vita ad una propria coltivazione di piante di ricino è possibile acquistare direttamente delle piantine già germogliate da posizionare in vaso o in terra. In caso contrario, è possibile partire direttamente dai semi, con un lavoro forse più impegnativo ma anche, per gli appassionati, più soddisfacente. Ad ogni modo, dal punto di vista fitoterapico i prodotti in commercio riguardano solamente l'olio di semi, poiché come già visto i semi interi sono tossici. L'olio di ricino può venire acquistato come potente lassativo, da utilizzare solamente sotto controllo medico evitando la commistione con altri medicinali. L’olio di ricino può inoltre essere trovato come base per prodotti specifici di varia natura, dalla cura della pelle alla cura dei capelli. Le quantità sono in questo caso ridotte e possono richiedere sia un consumo interno sia esterno: occorre comunque sempre accertarsi di seguire le corrette modalità e i corretti dosaggi, per evitare effetti collaterali. È inoltre altrettanto importante informarsi riguardo alla propria tolleranza nei confronti degli elementi principali presenti nell'olio di ricino, per evitare spiacevoli disturbi e controindicazioni.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tossicologica tra i semi interi di ricino e l'olio di ricino?
    La distinzione fondamentale risiede nei principi attivi contenuti. I semi interi del ricino contengono elevate dosi di ricina, una tossina vegetale estremamente pericolosa capace di causare gravi intossicazioni e persino il decesso umano. Al contrario, l'olio di ricino viene estratto dai semi mediante processi industriali che rimuovono la tossina. L'olio ottenuto conserva l'acido ricinoleico, responsabile delle sue proprietà lassative e cosmetiche, ma è sicuro per l'uso esterno e, solo sotto stretto controllo medico, per quello interno. Pertanto, mentre l'ingestione dei semi è vietata e letale, l'olio purificato rappresenta una risorsa fitoterapica affidabile.
  • Come agisce l'olio di ricino sull'apparato digerente e quando è indicato?
    L'olio di ricino esercita un'azione lassativa potente grazie all'acido ricinoleico, che stimola la mucosa intestinale. Questo composto induce un aumento delle perdite di acqua ed elettroliti nell'intestino, accelerando il transito e facilitando l'evacuazione. Per questa ragione, l'olio è indicato principalmente per contrastare forme forti di stitichezza o per effettuare depurazioni corporee mirate. Tuttavia, trattandosi di un effetto irritante e drastico, non va assunto quotidianamente né senza valutazione medica, specialmente se si assumono altri farmaci, per prevenire squilibri elettrolitici o interferenze terapeutiche.
  • Quali sono le condizioni ideali per coltivare il ricino in giardino?
    Nonostante l'origine tropicale, il ricino si adatta bene ai climi italiani purché soddisfatti alcuni requisiti chiave. La pianta richiede esposizione a pieno sole per diverse ore al giorno e temperature elevate per uno sviluppo ottimale. Il terreno ideale deve essere ricco di azoto e potassio; pertanto, è consigliabile preparare il suolo in autunno tramite arature e concimazioni. Per l'irrigazione, servono apporti abbondanti, sebbene la pianta mostri una certa resistenza alla siccità una volta stabilita. La semina avviene in primavera, garantendo sufficiente distanza tra i semi per evitare competizione radicale e fogliare durante la crescita rapida.
  • Quali precauzioni bisogna adottare durante la coltivazione e la raccolta?
    La coltivazione del ricino richiede cautela dovuta alla tossicità dei semi. Durante la raccolta delle capsule, che avviene da agosto a ottobre, è essenziale manipolare i semi con guanti e evitare il contatto diretto o l'inalazione di polvere. Poiché la maturazione è scalare, la potatura gioca un ruolo cruciale: bisogna rimuovere solo i rami secchi o malati, preservando quelli giovani destinati a fruttificare, per non compromettere il raccolto. Inoltre, dato che la pianta può raggiungere altezze considerevoli, è opportuno posizionarla in zone dove non ostacoli passaggi o strutture, considerando anche il suo aspetto decorativo con foglie lobate e colorate.
  • In quali ambiti esterni all'alimentazione si utilizza l'olio di ricino?
    Oltre all'impiego fitoterapico come lassativo, l'olio di ricino è ampiamente diffuso nel settore cosmetico e della cura personale. Viene spesso utilizzato come base per prodotti dedicati alla cura dei capelli, favorendone la crescita e la lucentezza, e per la pelle, grazie alle sue proprietà emollienti e idratanti. Si trova in commercio in formulazioni varie, dalle creme ai sieri. L'uso esterno è generalmente sicuro, ma è sempre necessario verificare la propria tolleranza individuale ai componenti dell'olio per evitare reazioni cutanee indesiderate. Seguire sempre le indicazioni di dosaggio riportate sui prodotti specifici per massimizzare i benefici estetici.

Scheda Tecnica

Ricinus communis

Nome scientificoRicinus communis
FamigliaEuforbiacee
Tipo di piantaErba annuale o arbusto perenne
OrigineAfrica tropicale
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSensibile al freddo (clima tropicale)
TerrenoRicco di azoto e potassio, ben drenato
IrrigazioneAbbondante, tollera brevi periodi di siccità
FiorituraEstiva (capsule acuminate)
AltezzaVariabile, può raggiungere notevoli dimensioni
ConcimazioneAutunnale (arature e concimazioni pre-impianto)
PotaturaSelezione rami produttivi, evitare eliminazione troppi rami giovani
MoltiplicazioneSemina primaverile
Difficoltà di coltivazioneFacile adattabilità ai climi italiani