valeriana

tintura madre

Tintura madre valeriana

La Valeriana officinalis rappresenta una pianta di origine europea ma che viene coltivata un po' in tutto il mondo,per le proprietà delle sue radici.

di Redazione

30 maggio 2016

Valeriana

La Valeriana officinalis rappresenta una pianta dalla spiccata provenienza europeo che, al giorno d'oggi, viene coltivata un po' in tutto il mondo, compreso il Giappone e gli Stati Uniti. La parte della pianta che viene impiegata per la realizzazione di prodotti terapeutici e medicinali corrisponde indubbiamente alla radice. All'interno della pianta di valeriana possiamo trovare un'elevata concentrazione di principi attivi, come ad esempio l'acido valerianico e il borneolo, ma anche tannini, zucchero e acido malico.

Quando si usa

La tintura madre di valeriana si può utilizzare in maniera efficace nel momento in cui si sta attraversando un periodo particolarmente costellato da stati d'ansia frequenti, che impediscono anche all'organismo di godere di un minimo senso di relax durante la giornata. Le proprietà benefiche della tintura madre di valeriana si possono certamente sfruttare anche per contrastare degli stati di nervosismo eccessivo, ipereccitabilità e insonnia, così come disturbi che, nella maggior parte dei casi, sono legati allo stato di menopausa oppure degli spasmi che provocano dolori particolarmente forti. La tintura madre di valeriana si può utilmente impiegare per curare anche le palpitazioni che derivano indubbiamente da un particolare stato nervoso.

Come si usa

La tintura madre di valeriana deve essere assunta seguendo e rispettando importanti precauzioni: ad ogni modo, un quantitativo di circa venti-trenta gocce di tintura madre, da assumere al massimo tre volte nel corso della giornata (rigorosamente prima di ogni pasto o in una soluzione prima di andare a dormire), cercando sempre di evitare l'assunzione di dosaggi eccessivamente alti. Ricordiamo anche che si può arrivare, in alcuni casi, fino ad un massimo di cinquanta gocce (non oltre chiaramente) da assumere due volte al giorno, oppure ottanta gocce in un'unica soluzione ad assumere prima di dormire. La tintura madre di valeriana si può tranquillamente acquistare in erboristeria e presenta un prezzo compreso tra un minimo di sette-otto euro ed una soglia massima che può arrivare anche fino a venti euro.

Effetti

La valeriana si caratterizza per essere impiegata piuttosto di frequente per il trattamento di numerosi stati ansiosi e per la cura di tutti quei disturbi che vanno a minare il sonno e, ad ogni modo, non possono essere ricollegati ad alcun tipo di disturbo a livello mentale. Pare che la valeriana abbia anche delle proprietà spasmolitiche e di contrasto alle convulsioni, nonostante non ci siano ancora degli studi clinici che supportino tali ipotesi. La valeriana si caratterizza per essere presente all'interno di un elevatissimo numero di farmacopee che si possono ricondurre ad altrettanti paesi: la concentrazione di valeriana si ha sia nei prodotti farmaceutici che in quelli erboristici. La tintura madre di valeriana si caratterizza anche per diminuire l'iperattività a livello mentale e l'eccitabilità derivante da uno stato di nervosismo. Si tratta di una soluzione particolarmente utile per la cura di tutti quei disturbi che sono tendenzialmente legati allo stress, dal momento che permette di svolgere un'azione rilassante nei confronti dei muscoli che risultano contratti in modo eccessivo. Stiamo parlando di un rimedio davvero molto prezioso per chi ha intenzione di curare i sintomi d'ansia, inclusi anche i tremori, palpitazioni o tipiche sudorazioni, nei cui confronti la tintura madre di valeriana riesce a svolgere un'azione lenitiva, alleviandoli.

Effetti collaterali

Assumere valeriana può anche comportare una leggera diminuzione della capacità di concentrazione e della soglia di attenzione. Tutti quei pazienti che assumono costantemente valeriana (per periodi anche piuttosto lunghi), possono essere colpiti da cefalea, ma anche da diversi disturbi di natura gastrointestinale, senso di vivacità eccessivo e sonnolenza che si può verificare anche durante la giornata. In alcuni casi, invece, l'uso continuativo di valeriana potrebbe produrre qualche lieve difficoltà al risveglio ogni mattina e un possibile senso di dipendenza.

curiosità

L'utilizzo della valeriana risulta essere ipnoinducente: si tratta di una caratteristica che era già stata sottolineata addirittura da Ippocrate, ovvero colui che ha dato i natali alla medicina moderna. La valeriana viene frequentemente chiamata con il termine di erba dei gatti, sopratutto per via del fatto che presenta un profumo che attira questi animali, che sentono l'imprescindibile necessità di strofinarsi su di essa, praticamente distruggendola. La valeriana era conosciuta, come abbiamo già detto, fin dai tempi antichi e pare che nel Medioevo Fabio Colonna, un noto scienziato vissuto nel 1500, sia riuscito a trattare e a guarire numerosi casi di epilessia proprio per merito delle proprietà benefiche della valeriana. La valeriana non viene mai impiegata in cucina e, piuttosto frequentemente, la si confonde con la valerianella, che appartiene alla medesima famiglia, ma che viene, al contrario, consumata in tavola come un'insalata, spesso venduta all'interno di buste precedentemente sigillate.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici della tintura madre di valeriana?
    La tintura madre di valeriana è principalmente utilizzata per le sue proprietà sedative e ansiolitiche. È efficace nel contrastare stati d'ansia, nervosismo, ipereccitabilità e insonnia, favorendo il rilassamento generale. Inoltre, aiuta a ridurre le palpitazioni legate allo stress e agisce come antispasmodico, alleviando dolori causati da contrazioni muscolari. Viene spesso impiegata anche per mitigare i disturbi tipici della menopausa e per calmare l'iperattività mentale, offrendo un'azione lenitiva sui sintomi fisici dello stress come tremori e sudorazioni.
  • Come si assume correttamente la tintura madre di valeriana?
    Il dosaggio standard prevede l'assunzione di 20-30 gocce, fino a un massimo di tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti o prima di coricarsi. In casi specifici, la dose può essere aumentata fino a 50 gocce due volte al giorno, oppure 80 gocce in un'unica somministrazione serale. È fondamentale non superare queste quantità per evitare effetti indesiderati. L'assunzione va sempre monitorata e, sebbene il prodotto sia reperibile in erboristeria, è consigliabile seguire le indicazioni specifiche fornite dal professionista sanitario o dal foglietto illustrativo.
  • Esistono effetti collaterali o controindicazioni nell'uso della valeriana?
    Sì, l'assunzione prolungata o ad alte dosi può causare effetti collaterali come leggera diminuzione della concentrazione, cefalea, disturbi gastrointestinali, sonnolenza diurna e sensazione di vivacità anomala. Alcuni utenti riportano difficoltà al risveglio mattutino. Un uso continuativo nel lungo periodo potrebbe inoltre portare a una lieve dipendenza psicologica. Non vi sono sufficienti studi clinici che confermino pienamente tutte le proprietà spasmolitiche menzionate, quindi l'uso dovrebbe essere consapevole e, in caso di patologie pregresse, sempre sotto supervisione medica.
  • Perché la valeriana è chiamata 'erba dei gatti'?
    La valeriana è comunemente nota come 'erba dei gatti' a causa del suo forte odore caratteristico, dovuto alla presenza di composti volatili come l'acido valerianico e il borneolo. Questo profumo attira fortemente i felini, che hanno un impulso irresistibile a strofinarsi sulla pianta, annusarla e talvolta masticarla, comportandosi in modo simile a quanto avviene con la nepeta cataria (erba gatta). Questa attrazione biologica ha reso la valeriana famosa non solo in ambito erboristico umano, ma anche come stimolatore naturale per i gatti domestici.
  • C'è differenza tra valeriana e valerianella?
    Sì, sono piante distinte anche se appartenenti alla stessa famiglia. La Valeriana officinalis è una pianta selvatica dalle radici usate in fitoterapia per le proprietà sedative; non si usa in cucina. La Valerianella, invece, è un'erbacea annuale le cui foglie tenere vengono consumate come insalata, nota commercialmente come 'valerianella' o 'nervosa'. Spesso c'è confusione tra i due nomi comuni, ma mentre la valeriana è un rimedio medicinale, la valerianella è un ortaggio commestibile ricco di nutrienti, venduto spesso già lavato e confezionato.

Scheda Tecnica

Valeriana officinalis

Nome scientificoValeriana officinalis
FamigliaCaprifoliaceae
Tipo di piantaPerenne erbacea
OrigineEuropa, Asia e Nord Africa
EsposizioneSemiombreggiata o soleggiata (preferisce zone fresche)
TerrenoFresco, umifero, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, mantenendo il terreno costantemente umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (da maggio a luglio)
Altezza80-120 cm
ConcimazioneMedia, con concime organico maturo in primavera
PotaturaAsportazione delle parti secche dopo la fioritura
MoltiplicazioneSemina (autunno/primavera) o divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente attaccata; attenzione a muffe se troppo umida
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, adatta ai giardini naturali

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