Tarassaco soffione lanuginoso

tintura madre

Trassaco controindicazioni

Le proprietà curative del tarassaco, sono note dai tempi antichi. Benché lo stesso nome tarassaco in greco significhi io guarisco, è bene ricordare che l’utilizzo di questa pianta sotto forma di tisane, decotti o anche crudo, può però presentare delle controindicazioni.

di Redazione

16 febbraio 2015

Tarassaco

Il Tarassaco è una specie erbacea perenne molto comune in tantissime zone d’Italia. Il suo habitat naturale sono i prati, i campi e le zone montane fino ai 2000 – 2500 metri, ma non disdegna di crescere un po’ ovunque, perfino ai bordi delle strade. È conosciuto ai più sotto il nome di Dente di Leone o Stella gialla e si presenta con un fiore di colore giallo intenso che ha la particolarità di chiudersi al tramonto per poi riaprirsi alle prime luci dell’alba. Una volta terminata l’inflorescenza si genera in cima allo stelo, una sfera lanuginosa di colore bianco, detta soffione. Questa è costituita dagli acheni, ovvero i frutti della pianta che contengono alla base il pericarpo con il seme. Gli acheni sono muniti di pappo, ovvero la tipica corona peluginosa che viene soffiata dal vento o per gioco da adulti e bambini, creando uno sciame di acheni che favorisce la disseminazione.

Tarassaco proprietà

I principi attivi contenuti nella pianta, prima fra tutti la taraxacina, stimolano la secrezione delle ghiandole dell’apparato digerente. In particolare viene stimolata la produzione di saliva e dei succhi gastrici e pancreatici, nonché la produzione di bile che facilita lo svuotamento della cistifellea. La maggior produzione di secrezioni, favorisce la diuresi e l’allontanamento delle tossine dall’organismo, riducendo l’affaticamento e l’usura di organi quali il fegato e i reni. Come conseguenza dell’aumento del flusso di bile, inoltre, si ottiene un aumento della peristalsi e una blanda azione lassativa che ha effetti anche su disturbi digestivi e flatulenza. La capacità dei principi attivi del Tarassaco di stimolare i processi di disintossicazione dell’organismo, fanno sì che questa pianta venga spesso impiegata nella fabbricazione di preparati tonici per la prevenzione e la protezione delle allergie primaverili.

Tarassaco controindicazioni

Nonostante gli innegabili benefici, i principi attivi del Tarassaco non sono però esenti da controindicazioni. Lo stimolo delle secrezioni ghiandolari che interessano l’apparato digerente, possono causare problemi di iperacidità, reflusso gastroesofageo e infiammazioni epatiche e delle vie biliari. È sconsigliabile assumere gli estratti di Tarassaco in concomitanza con alcuni farmaci, in particolare quelli facenti parte della categoria dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei). Alla classe dei FANS appartengono farmaci molto comuni usati abitualmente come analgesici e antidolorifici la cui azione, già di per sé dannosa nei confronti della mucosa gastrica, può essere accentuata dall’assunzione del Tarassaco. Gli estratti di Tarassaco, inoltre, sono ricchi di potassio. L’uso smodato potrebbe portare a un eccesso di questo minerale e generare iperkalemia, una sindrome che crea squilibri di pressione, crampi muscolari, tachicardia e, nei casi più gravi, arresto cardiaco.

Utilizzo tarassaco

La pianta si presta a essere assunta in diverse maniere. Il metodo classico consiste nel preparare un decotto partendo dall’estratto secco della pianta e lasciandolo in infusione in acqua calda per qualche minuto. Al termine è sufficiente filtrare la sospensione per ottenere un infuso da bere. Il Tarassaco, però, può essere utilizzato anche crudo nelle insalate, o sbollentato e impiegato come base per frittate e torte salate. Gli estratti possono essere preparati anche a partire da una sola parte della pianta. Questo viene fatto per sfruttare al massimo le potenzialità dei principi attivi presenti, in quanto, ad esempio, le radici possiedono un’azione più marcata nei confronti di fegato e intestino, mentre le foglie agiscono principalmente a livello renale. Inoltre, per i suoi profumi particolari, il Tarassaco viene spesso utilizzato dagli apicoltori per la fabbricazione di un miele molto cremoso dall’odore intenso e dal sapore molto persistente.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali controindicazioni all'assunzione del tarassaco?
    L'assunzione del tarassaco può causare iperacidità, reflusso gastroesofageo e infiammazioni epatiche o delle vie biliari a causa dello stimolo delle secrezioni digestive. È sconsigliato l'uso concomitante con Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS), poiché il tarassaco può accentuare i danni alla mucosa gastrica già provocati da questi medicinali. Inoltre, essendo ricco di potassio, un uso eccessivo può portare a iperkalemia, una condizione caratterizzata da squilibri pressori, crampi muscolari, tachicardia e, nei casi gravi, rischio di arresto cardiaco.
  • Come agisce il tarassaco sull'apparato digerente e urinario?
    I principi attivi, come la taraxacina, stimolano la produzione di saliva, succhi gastrici, pancreatici e soprattutto bile. Questo favorisce lo svuotamento della cistifellea, aumenta la diuresi e aiuta l'eliminazione delle tossine, riducendo l'affaticamento di fegato e reni. L'aumento del flusso biliare migliora anche la peristalsi intestinale, esercitando un'azione blanda lassativa utile contro disturbi digestivi e flatulenza. La sua capacità di supportare la disintossicazione lo rende utile anche nella prevenzione delle allergie primaverili.
  • In quali forme si può assumere il tarassaco?
    Il tarassaco è versatile e può essere assunto in diversi modi. Classicamente si prepara un decotto o infuso utilizzando l'estratto secco della pianta lasciato in infusione in acqua calda, successivamente filtrato. Le foglie possono essere consumate crude in insalate o sbollentate per frittate e torte salate. È possibile utilizzare estratti specifici di singole parti: le radici hanno un'azione più marcata su fegato e intestino, mentre le foglie agiscono prevalentemente a livello renale. Esiste anche il miele di tarassaco, ottenuto grazie all'attività degli apicoltori.
  • Dove cresce naturalmente il tarassaco e quando fiorisce?
    Il tarassaco è una pianta erbacea perenne molto comune in Italia, diffusa in prati, campi, zone montane fino a 2500 metri e persino ai bordi delle strade. Fiorisce dalla primavera all'estate, producendo fiori gialli intensi che si chiudono al tramonto e si riaprono all'alba. Dopo la fioritura, sulla sommità dello stelo si forma il tipico soffione bianco, composto da acheni dotati di pappo lanuginoso. Questi frutti vengono dispersi dal vento, facilitando la riproduzione della pianta in nuovi ambienti.

Scheda Tecnica

Taraxacum officinale

Nome scientificoTaraxacum officinale
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa, Asia e Nord Africa
EsposizioneSoleggiata, mezz'ombra
TerrenoFertile, drenante, umifero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (gennaio-luglio)
Altezza10-30 cm
ConcimazioneLeggera, organica in primavera
PotaturaAsportazione fiori appassiti
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente colpito, attenzione a muffe
Difficoltà di coltivazioneFacile

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