azotopiante

botanica

azoto piante

Ciclo biologico dell'azoto e suo utilizzo ai fini della concimazione delle piante.

di Redazione

02 maggio 2012

Azoto piante

L’azoto è un componente fondamentale per la nutrizione delle piante. Questo composto chimico, presente nell’atmosfera in forma gassosa, è un elemento che rientra nel ciclo biologico degli esseri viventi, sia animali che vegetali. Nelle piante, l’azoto contribuisce alla formazione della clorofilla, delle proteine, degli acidi nucleici e degli aminoacidi. L’assorbimento dell’azoto da parte delle piante, sia spontanee che coltivate, avviene dal terreno, dove le radici vegetali assorbono la quota di azoto mineralizzata. Questo elemento, infatti, prima di diventare un “minerale”, è un gas presente nell’aria, mentre la sua fissazione sul terreno avviene per opera di processi naturali o industriali.

Disponibilità per le piante

L’azoto utilizzabile dalle piante è solo quello in forma mineralizzata, cioè nella forma solida o liquida ottenuta da processi di trasformazione organica o industriale. Per essere assorbito dalle nostre piante, l’azoto deve, infatti, essere disponibile sul terreno o deve esservi aggiunto tramite utilizzo di concimi appositamente studiati e prodotti per la coltivazione delle piante agricole e da giardino. La disponibilità di azoto sul terreno è variabile e dipende dalle condizioni climatiche, dal tipo di terreno e dalle trasformazioni di materia organica che avvengono in esso. Il meccanismo che porta l’azoto ad accumularsi sul terreno si chiama “azotofissazione”. Contribuiscono all’azotofissazione, piogge, temporali e l’azione di alcuni batteri.

Tipi di azoto per piante

Dai processi di trasformazione dell’azoto gassoso in azoto minerale si ottengono diverse tipologie di molecole di azoto, ovvero azoto ureico, azoto nitrico e azoto ammoniacale. L’azoto ureico è quasi esclusivamente presente nei concimi organici e permette una immediata trasformazione dell’azoto in ammoniaca, con un facile assorbimento del terreno e senza rischio di dispersione a causa del dilavamento. Per questa caratteristica l’azoto ureico viene usato nella concimazione che prepara il terreno alla coltivazione delle piante ( concimazione di fondo). L’azoto ammoniacale si ricava sia da processi industriali, che danno vita a concimi chimici( solfato di ammonio, soluzione ammoniacale), e sia da processi naturali( decomposizione di sostanze organiche nel terreno che danno vita all’humus) . L’azoto ammoniacale non subisce l’effetto del dilavamento del terreno e viene assorbito gradualmente dalle piante. L’azoto nitrico, ottenuto sia da composti organici ( letame ) che da procedimenti chimici (nitrato di calcio e nitrato di sodio,) è immediatamente assorbibile dalle piante, solo che, a causa del dilavamento, tende a disperdersi negli strati più profondi del terreno, divenendo non assorbibile dalle radici delle piante. Per questo motivo i nitrati di azoto vengono somministrati tramite concimi. I nitrati di sodio sono utili per la crescita delle parti della pianta colorate di verde, mentre quelli di calcio vanno somministrati come correttivi dei terreni acidi.

Carenza ed eccesso

L’azoto va somministrato alle piante secondo le dosi indicate nella confezione del concime. Una carenza e un eccesso di azoto possono, infatti, avere conseguenze nefaste sullo sviluppo vegetale. La carenza di azoto si manifesta con clorosi delle foglie e loro caduta precoce o con arresto della crescita della pianta, mentre l’eccesso di azoto provoca, tra l’altro, l’indebolimento della struttura vegetale rendendola più esposta agli attacchi di parassiti e malattie.

Naviga per:

Domande frequenti

  • In quali forme chimiche le piante riescono ad assorbire l'azoto?
    Le piante possono assorbire l'azoto esclusivamente quando questo si trova in forma mineralizzata, ovvero sottoforma solida o liquida derivante da processi di trasformazione organica o industriale. L'azoto gassoso presente nell'atmosfera non è direttamente utilizzabile dalle radici; deve quindi subire un processo di fissazione nel suolo, reso possibile dall'azione di batteri specifici o da fenomeni atmosferici come i temporali, prima di diventare un nutriente accessibile.
  • Quali sono le differenze tra azoto ureico, ammoniacale e nitrico?
    L'azoto ureico, tipico dei concimi organici, si trasforma rapidamente in ammoniaca ed è ideale per la concimazione di fondo grazie alla scarsa dispersione. L'azoto ammoniacale, presente in fertilizzanti chimici o humus, viene assorbito gradualmente e resiste al dilavamento. L'azoto nitrico, contenuto in nitrati di calcio o sodio, è immediatamente assorbibile ma soggetto a dilavamento, perdendosi negli strati profondi del terreno se non gestito correttamente.
  • Come riconoscere una carenza di azoto nelle piante?
    La carenza di azoto si manifesta visibilmente attraverso la clorosi fogliare, ovvero l'imbrunimento o ingiallimento delle foglie, che spesso cadono prematuramente. Inoltre, si osserva un marcato arresto della crescita vegetativa generale della pianta. Poiché l'azoto è essenziale per la sintesi di clorofilla e proteine, la sua mancanza compromette direttamente lo sviluppo strutturale e la vitalità della pianta.
  • Quali effetti negativi produce un eccesso di azoto?
    Un apporto eccessivo di azoto indebolisce la struttura fisica della pianta, rendendola più fragile e suscettibile agli stress ambientali. Questa debolezza fisiologica aumenta significativamente la vulnerabilità agli attacchi di parassiti e all'insorgenza di malattie fungine o batteriche. È fondamentale rispettare rigorosamente le dosi indicate sulle confezioni dei concimi per evitare squilibri nutrizionali dannosi.
  • Quando è preferibile usare il nitrato di sodio rispetto al nitrato di calcio?
    Il nitrato di sodio è indicato principalmente per favorire la crescita della vegetazione verde, stimolando la produzione di clorofilla. Al contrario, il nitrato di calcio ha una duplice funzione: fornisce azoto utile allo sviluppo, ma agisce anche come correttivo per terreni acidi, aiutando a neutralizzare l'eccesso di acidità del suolo e migliorandone la struttura chimica complessiva.