dorifora1

parassiti delle piante

dorifora

In questa pagina, tutte le tecniche e i metodi di lotta per combattere la dorifora delle solanacee

di Redazione

21 febbraio 2013

Dorifora

Se avete un orto coltivato con patata e melanzane e notate delle parti defogliate, potreste avere a che fare con un fastidioso parassita delle solanacee: la dorifora. Questo insetto appartiene all’ ordine dei coleotteri ed è un fitofago che si nutre solo ed esclusivamente di piante appartenenti alla famiglia delle solanacee. Il parassita è molto fastidioso per queste piante, perché ne induce l’arresto dello sviluppo e la morte precoce. La dorifora, se non trattata e individuata per tempo, può compromettere la resa di intere coltivazioni. Nell’orto, si può assistere agli stessi danni e a un peggioramento della resa estetica delle piante ospiti o colpite. La dorifora si riproduce con precise condizioni ambientali e di temperatura e può essere combattuta con la lotta chimica o biologica.

Caratteristiche

La dorifora, come già detto al precedente paragrafo, è un insetto parassita appartenente all’ordine dei coleotteri, cioè a quella vasta specie di insetti comunemente ed erroneamente conosciuti anche come “scarafaggi”. La dorifora, però, è un coleottero molto particolare perché ama nutrirsi solo di piante appartenenti alle solanacee. Le maggiori infestazioni si registrano sulle patate e a volte sulle melanzane. Rari, invece, sono gli attacchi sul pomodoro. Talvolta, la dorifora può attaccare anche le solanacee che crescono spontaneamente. L’insetto può dare origine a tre nuove generazioni, poiché la femmina è in grado di deporre fino a 1000 uova all’anno. Lo svernamento dell’adulto si ha sul terreno. Questo si sviluppa dalle pupe, fasi giovanili dell’insetto che vivono all’interno di celle nel terreno. Se la temperatura lo consente e se sale almeno intorno ai 15 gradi, la pupa matura e si trasforma nell’insetto adulto che costituisce la fase mobile della dorifora assieme a quella delle larve. Queste fuoriescono dalle uova deposte sulla pagina inferiore delle foglie e le divorano. Ottimo divoratore di foglie di solanacee è anche la dorifora adulta. Le larve misurano circa dieci millimetri, hanno capo e zampe nere e corpo di colore giallo, così come le uova. Le pupe hanno lo stesso aspetto delle larve, mentre l’insetto adulto, lungo sempre 12 millimetri, ha il corpo ovale, di colore giallo arancio, capo e zampe con macchie e linee nere e antenne chiare attraversate longitudinalmente da altre linee nere.

Infestazione e sintomi

La dorifora si manifesta prevalentemente in primavera, mentre in inverno, le pupe e gli esemplari adulti si nascondono nel terreno, a una profondità compresa tra 15 e 40 centimetri. L’aumento delle temperature primaverili, che devono almeno arrivare ai 16 gradi, spinge l’insetto a uscire dalla sua tana facendolo risalire sulle foglie della pianta ospite. Dopo lo svernamento inizia anche l’accoppiamento e la deposizione delle uova sulla pagina inferiore delle foglie. Su queste le femmine possono depositare anche fino a quaranta uova. L’insetto adulto e le larve, forme mobili della dorifora, risalgono l’apparato fogliare della pianta divorandolo completamente. Il principale sintomo dell’attacco di dorifora è proprio il defogliamento della pianta, la quale, non potendo più compiere la fotosintesi clorofilliana, si secca e muore prematuramente. Un altro sintomo della presenza della dorifora è lo sviluppo di germogli laterali e la diminuzione dei bulbi della pianta ospite. L’apparato radicale, infatti, non ricevendo energia dal metabolismo fogliare, tende ad arrestare il suo sviluppo.

Lotta e prevenzione

La lotta alla dorifora si può effettuare con metodi chimici e biologici. I rimedi chimici sono a base di insetticidi selettivi contro questo insetto. Per una bassa tossicità è meglio usare i piretroidi, notoriamente ricavati da alcune specie di fiori. In caso di infestazione eccessiva, si può ricorrere ai neonicotinoidi, insetticidi chimici ad elevata tossicità contro alcuni insetti parassiti, tra cui anche la dorifora. Gli insetticidi ai applicano tramite irrorazioni fogliari, ma le applicazioni devono essere effettuate lontano dal periodo di fioritura. Meno dannosa per l’ambiente è la lotta biologica. La dorifora si può combattere con degli imenotteri che depongono le uova all’interno dell’uovo della dorifora. Questo rimedio viene usato solo per colture protette o in serra. Altri rimedi biologici contro la dorifora sono dei batteri in grado di paralizzare l’intestino dell’insetto. Contro la dorifiroa si usano il bacillus thuringiensis e quello tenebrionis, più specifico per la lotta a questo insetto parassita. La dorifora può essere prevenuta attraverso delle corrette operazioni colturali, tra cui la concimazione e la pacciamatura. Ulteriori infestazioni di dorifora possono essere prevenute usando varietà di solanacee più resistenti alle avversità e ai parassiti. In genere, i fertilizzanti organici contrastano la diffusione della dorifora. Anche una buona pacciamatura protegge il suolo dall’arrivo della dorifora. Per evitare infestazioni eccessive è anche utile individuare per tempo le uova e rimuoverle manualmente. In caso di infestazioni sul pomodoro e sui peperoni, i metodi di lotta alla dorifora sono indentici a quelli che abbiamo appena elencato.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali piante vengono attaccate dalla dorifora?
    La dorifora è un parassita altamente specializzato che attacca esclusivamente le piante della famiglia delle Solanacee. Le colture più colpite sono indubbiamente la patata e la melanzana, dove si registrano le infestazioni maggiori. È meno comune vedere attacchi sul pomodoro, sebbene l'insetto possa nutrirsi anche di questa pianta. Inoltre, la dorifora non disdegna le solanacee spontanee che crescono nei pressi degli orti, utilizzandole spesso come riserva alimentare prima di passare alle colture principali. Questa stretta selezione alimentare rende cruciale monitorare attentamente tutte le piante affini.
  • Come riconoscere i danni causati dalla dorifora sulle foglie?
    Il sintomo principale e più evidente dell'attacco della dorifora è il defogliamento rapido della pianta. Sia le larve che gli adulti divorano il tessuto fogliare, lasciando spesso solo le nervature centrali. Man mano che la pianta perde le sue foglie, non può più effettuare la fotosintesi clorofilliana necessaria per produrre energia. Di conseguenza, la pianta si secca, mostra uno sviluppo stentato dei germogli laterali e subisce un arresto nello sviluppo dell'apparato radicale. Se non intervenuto tempestivamente, il danno porta inevitabilmente alla morte prematura della pianta ospite.
  • Quando appare la dorifora e qual è il suo ciclo vitale?
    La dorifora sverna nel terreno, nascosta a una profondità di 15-40 cm, sia come adulto che come pupa. Con l'aumento delle temperature primaverili, superando i 15-16 gradi Celsius, gli adulti emergono dal suolo e iniziano ad alimentarsi sulle foglie. Segue l'accoppiamento e la deposizione delle uova, fino a 40 per volta, sulla pagina inferiore delle foglie. Da queste schiudono le larve, che dopo aver mangiato le foglie si interrano per trasformarsi in pupe. In condizioni favorevoli, la dorifora può generare fino a tre nuove generazioni nella stessa stagione vegetativa.
  • Esistono rimedi biologici efficaci contro la dorifora?
    Sì, la lotta biologica offre soluzioni valide e meno impattanti rispetto ai prodotti chimici. Un metodo consiste nell'utilizzare specifici imenotteri parassitoidi che depongono le uova all'interno di quelle della dorifora, limitandone la riproduzione; questa tecnica è adatta principalmente per colture protette o in serra. Un'altra soluzione efficace è l'impiego di batteri come il Bacillus thuringiensis var. tenrionis, specifico per questo insetto, che paralizza l'intestino della larva al momento dell'ingestione. Questi metodi riducono drasticamente l'impatto ambientale rispetto agli insetticidi sintetici.
  • Come prevenire l'infestazione della dorifora nell'orto?
    La prevenzione si basa su corrette pratiche colturali e monitoraggio costante. È fondamentale rimuovere manualmente le uova e le larve appena individate sulle foglie per ridurre la popolazione. Utilizzare varietà di solanacee geneticamente più resistenti alle avversità aiuta a contenere i danni. La pacciamatura del suolo è essenziale perché crea una barriera fisica che ostacola l'emergenza degli adulti dal terreno durante la primavera. Inoltre, una corretta concimazione con fertilizzanti organici rafforza la vitalità delle piante, rendendole meno vulnerabili agli attacchi parassitari e migliorando la loro capacità di recupero.