Microscopio nematode

parassiti delle piante

Nematodi

I nematodi sono parassiti estremamente dannosi per alcuni tipi di colture, poiché incidono sulla crescita della pianta rendendola stentata.

di Redazione

11 gennaio 2017

Caratteristiche principali

I nematodi sono tristemente famosi per essere dei parassiti diffusi un po' ovunque, infestano infatti specie tra loro molto diverse, come piante, animali e in alcuni casi anche l'uomo. Sono chiamati così perché hanno una forma cilindrica e una sezione trasversale, sono estremamente numerosi in natura, basti pensare che ne esistono circa 20.000 specie conosciute. Alcune di esse non sono parassiti ma riescono a vivere liberamente cibandosi a volte di funghi, altre di batteri o erbe. I nematodi hanno diversi habitat in cui riescono a vivere, tra questi terreni, fondali acquatici e addirittura sorgenti termali. Possono infettare l'uomo a livello dell' apparato digerente, espandendosi in alcuni casi anche a quello circolatorio, sfruttando il quale riescono a posizionarsi come cisti polmonari.

Come agiscono

Essendo vermi dotati di una cuticola molto spessa e pluristratificata, i nematodi hanno la possibilità di vivere in ambienti estremamente diversificati fra loro. Questo vuol dire che riescono a infestare le piante sfruttando condizioni particolari di terreno e clima, ma soprattutto che riescono a sopravvivere alle stesse, rendendo la loro eliminazione veramente un' impresa difficile. La loro azione si esplica in modo molto semplice, sono attirati da terreni definiti "stanchi", cioè quelli non sottoposti alla pratica della rotazione delle colture e impoveriti a livello di sostanze nutritive. Questi piccoli vermi, si annidano nelle radici delle piante, pungendo i loro tessuti e succhiandoli. In questo modo le piante non riescono ad avere una crescita corretta, e tendono a mostrare un aspetto avvizzito a livello fogliare.

Quali piante vengono colpite

Le piante che vengono colpite da questi piccoli vermi lunghi fino a 6 cm sono quelle da orto. Patate, melanzane, pomodori subiscono l'infestazione quando la temperatura del terreno tende a salire nella stagione primaverile. Ciò accade spesso in piante coltivate in regime di monocoltura e in modo intensivo, condizioni che favoriscono quindi l'insorgere della parassitosi. Come già detto, i nematodi rendono la crescita delle piante estremamente difficoltosa, e anche la loro eradicazione non è una cosa semplice da ottenere. La migliore arma in questo caso è la prevenzione, con lo studio del terreno nel quale si andrà a porre a dimora la pianta. Vi sono anche piante soprannominate trappola che li attirano e li bloccano al loro interno, non sempre però efficaci. Ugualmente poco incisivi risultano essere altri metodi quali la sterilizzazione del terreno, infusi di vario tipo e funghi e batteri antagonisti dei vermi.

Come si combattono

I nematodi sono duri da eliminare, ma non gradiscono nella maniera più assoluta i terreni ricchi di sostanze organiche e in particolare di azoto. È opportuno utilizzare fertilizzanti che ripristinino la componente organica del terreno, in questo modo infatti sarà più facile, per la flora batterica che si forma successivamente, bloccare e contenere lo sviluppo dei nematodi, normalmente veloce. Essenziale rimane comunque l'applicazione di un piano di rotazione delle colture, favorendo l'inserimento delle leguminose, che impediscono lo sviluppo dei parassiti. A tale pratica si può accompagnare anche la coltivazione di specie tossiche per i nematodi, quali il rafano, il tagete e la senape bianca, nematocidi naturali e privi di effetti collaterali. In alternativa vi sono dei nematocidi di sintesi, fertilizzanti specifici, che vanno applicati sul terreno prima del suo utilizzo.

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Domande frequenti

  • Come posso riconoscere che le mie piante sono infestate dai nematodi?
    L'infestazione da nematodi si manifesta principalmente con uno stentato accrescimento delle piante, che appaiono deboli e avvizzite a livello fogliare pur ricevendo acqua e nutrienti sufficienti. Poiché questi parassiti vivono nel suolo e si nutrono delle radici, i sintomi esterni sono spesso gli unici indicatori visibili. Le piante colpite mostrano una crescita ridotta e un aspetto generale di sofferenza, tipico di un sistema radicale compromesso nell'assorbimento. Non ci sono segni evidenti sui fusti o sulle foglie direttamente causati dal verme, ma il declino vegetativo è la spia principale.
  • Quali colture sono più soggette all'attacco dei nematodi?
    I nematodi colpiscono prevalentemente le orticole, in particolare patate, melanzane e pomodori. L'infestazione tende a peggiorare durante la primavera, quando la temperatura del terreno aumenta, creando condizioni ideali per la riproduzione e l'attività di questi parassiti. Le piante coltivate in regime di monocoltura intensiva sono le più vulnerabili, poiché il terreno diventa 'stanco', impoverito di nutrienti e privo della biodiversità necessaria per contrastare naturalmente il parassita. Altre piante possono essere colpite, ma queste ortache sono le più comuni vittime nei giardini domestici.
  • È possibile eliminare completamente i nematodi dal terreno?
    Eliminare totalmente i nematodi è un'impresa molto difficile a causa della loro resistenza e della capacità di sopravvivere in condizioni ambientali svariate. La sterilizzazione del terreno può ridurre drasticamente la popolazione, ma spesso non è sufficiente per una risoluzione definitiva. Metodi alternativi come infusi naturali o l'uso di funghi e batteri antagonisti mostrano risultati variabili e spesso poco incisivi. Pertanto, l'obiettivo principale dovrebbe essere il controllo e la gestione della popolazione piuttosto che l'eradicazione totale, concentrandosi sulla prevenzione e sull'equilibrio biologico del suolo.
  • Come prevenire l'arrivo dei nematodi nel mio orto?
    La prevenzione è l'arma più efficace contro i nematodi. Il metodo principale è la rotazione delle colture, evitando di piantare le stesse famiglie vegetative nello stesso appezzamento anno dopo anno. È fondamentale arricchire il terreno con sostanza organica e azoto, favorendo una flora batterica sana che contrasti il parassita. Inoltre, si possono coltivare piante 'nematocidi' naturali come rafano, tagete e senape bianca, che rilasciano sostanze tossiche per i nematodi nel suolo, disinfettandolo biologicamente e proteggendo le colture successive.
  • Posso usare prodotti chimici sintetici per combattere i nematodi?
    Sì, esistono nematocidi di sintesi e fertilizzanti specifici progettati per agire contro questi parassiti. Tuttavia, il loro utilizzo va valutato attentamente. Generalmente, si consiglia di applicare tali prodotti sul terreno prima della messa a dimora delle colture sensibili, per creare una barriera protettiva iniziale. Prima di ricorrere alla chimica di sintesi, è preferibile tentare approcci biologici come la concimazione organica e la rotazione, che migliorano la salute generale del suolo. L'uso di prodotti sintetici deve essere mirato e rispettoso delle normative locali per minimizzare l'impatto ambientale.