Crisantemo giapponese

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Crisantemo giapponese

In Giappone è il fiore nazionale, simbolo della vita. In Asia è molto amato e le sue ligule, una volta fritte, sono reputate una prelibatezza. In Inghilterra si regala in occasione di nuove nascite. In Italia simboleggia il dolore ed è il fiore dei morti. Mai fiore fu più controverso del crisantemo.

di Redazione

12 aprile 2016

Il crisantemo giapponese: generalità

Il crisantemo giapponese, chiamato anche crisantemo del Pacifico o mimosa d'oro, appartiene alla famiglia delle Composite ed è un arbusto sempreverde, originario dell'Asia, dove cresce spontaneamente e viene coltivato da millenni a scopo ornamentale. Possiede una struttura cespugliosa, di dimensioni medio-piccole e raggiunge un'altezza massima di 70 cm; l'infiorescenza è situata all'apice dello stelo e le sue foglie sono lobate, di colore verde scuro con i bordi argentati; la pagina inferiore della foglia è grigio-argento. Alla fine dell'estate, il crisantemo giapponese produce dei boccioli color giallo oro, riuniti ad ombrello; da essi, in autunno, sbocceranno piccoli fiori simili a margherite. Alcune varietà di crisantemo, invece, possono presentare fiori bianchi e rosati.

Il crisantemo giapponese: coltivazione

Il crisantemo giapponese predilige i terreni alcalini, soffici e ben drenati, ma si sviluppa bene su qualsiasi suolo; può essere coltivato in vaso, anche se in questo caso le sue dimensioni saranno ridotte e necessiterà di maggiori cure, soprattutto per quanto riguarda le innaffiature. Il crisantemo giapponese ama le posizioni soleggiate o, al massimo, in mezzombra; questo arbusto non teme il freddo, ma in zone dove l'estate risulta particolarmente calda dovrebbe essere protetto dalla luce solare diretta. Per ciò che riguarda l'irrigazione, in generale il crisantemo giapponese si accontenta dell'acqua piovana; comunque, ben sopporta brevi siccità e deve essere innaffiato solo quando il terreno è asciutto. Circa ogni 25 giorni è necessaria la somministrazione di concime per piante da fiori.

Il crisantemo giapponese: moltiplicazione

La moltiplicazione del crisantemo giapponese avviene per semina o per talea. Semina: in primavera, piantare i semi in un contenitore con un misto di torba e sabbia, che andrà mantenuto a una temperatura intorno ai 18°C. Una volta che le piantine saranno cresciute a sufficienza, spostarle in vasi singoli e collocarle in posizione luminosa, ma al riparo da luce solare diretta. Talea: in primavera-estate, prelevare dalla pianta talee semi-legnose, che andranno poste a radicare in un miscuglio di torba e sabbia, anche in contenitori singoli; le nuove piantine di crisantemo giapponese così ottenute andranno poi messe a dimora la primavera successiva. In caso di coltivazione in vaso, ogni 2-3 anni sarà necessario rinvasare il crisantemo giapponese in un contenitore di dimensioni maggiori.

Il crisantemo giapponese: parassiti e malattie

Come molte piante, il crisantemo giapponese può essere colpito dal marciume radicale, patologia causata da un fungo, l'armillaria mellea, che si sviluppa e attacca la pianta in presenza di ristagni idrici. Nel caso in cui il crisantemo giapponese sia colpito in modo lieve, tagliare le parti interessate e disinfettare con prodotti specifici il colletto del tronco. In presenza di una compromissione seria, invece, la pianta andrà estirpata, per evitare che il fungo si diffonda su quelle vicine, e il terreno dovrà essere trattato con prodotti a base di zolfo. Inoltre, il crisantemo giapponese può essere attaccato dagli afidi, piccoli insetti verdi che si annidano sulla parte inferiore delle foglie; in questo caso, sottoporre la pianta a un trattamento con prodotti specifici.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del crisantemo giapponese?
    Il crisantemo giapponese, noto anche come mimosa d'oro, è un arbusto sempreverde della famiglia delle Composite, originario dell'Asia. Raggiunge un'altezza massima di 70 cm e presenta una struttura cespugliosa. Le foglie sono lobate, di colore verde scuro con bordi argentati e pagina inferiore grigio-argento. Produce infiorescenze ad ombrello con piccoli fiori simili a margherite, prevalentemente gialli oro in autunno, sebbene esistano varietà bianche e rosate. È un simbolo culturale importante in molti paesi asiatici.
  • Come va coltivato il crisantemo giapponese in termini di esposizione e terreno?
    Questa pianta predilige terreni alcalini, soffici e ben drenati, ma si adatta bene a diversi tipi di suolo. L'esposizione ideale è soleggiata o al massimo in mezzombra. In zone con estati particolarmente calde, è consigliabile proteggere la pianta dalla luce solare diretta per evitare stress termici. Se coltivato in vaso, le dimensioni della pianta saranno ridotte rispetto alla messa a dimora in piena terra e richiederà cure più attentive, specialmente riguardo alle irrigazioni.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare e concimare il crisantemo giapponese?
    Il crisantemo giapponese sopporta bene brevi periodi di siccità e generalmente si accontenta dell'acqua piovana. Le annaffiature devono avvenire solo quando il terreno è completamente asciutto, evitando assolutamente i ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. Per la concimazione, è sufficiente somministrare un fertilizzante specifico per piante da fiori circa ogni 25 giorni durante il periodo vegetativo, garantendo così una fioritura abbondante e sana.
  • Come si moltiplica il crisantemo giapponese?
    La moltiplicazione può avvenire tramite semina o talea. La semina si effettua in primavera, utilizzando un mix di torba e sabbia mantenuto a circa 18°C; le piantine vanno trapiantate in vasi singoli quando sufficientemente sviluppate. La talea si esegue in primavera-estate prelevando rametti semi-legnosi da radicare nello stesso substrato. Le nuove piante ottenute per talea vanno messe a dimora la primavera successiva. In vaso, il rinvaso è consigliato ogni 2-3 anni.
  • Quali malattie e parassiti colpiscono il crisantemo giapponese?
    Le minacce principali sono il marciume radicale causato dal fungo Armillaria mellea, favorito dai ristagni idrici, e gli afidi. In caso di attacco lieve del fungo, è possibile tagliare le parti colpite e disinfettare il colletto; se il danno è grave, la pianta va estirpata e il terreno trattato con zolfo. Per gli afidi, piccoli insetti verdi che si nascondono sotto le foglie, è necessario intervenire con prodotti specifici adeguati per eliminare l'infestazione e prevenire danni ulteriori alla salute della pianta.

Scheda Tecnica

FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia
EsposizioneSoleggiata o mezzombra
Temperatura minimaNon teme il freddo
TerrenoAlcalino, soffice, ben drenato
IrrigazioneAcqua piovana, solo quando il terreno è asciutto
FiorituraAutunno
AltezzaMax 70 cm
ConcimazioneOgni 25 giorni con concime per piante da fiori
MoltiplicazioneSemina (primavera) o talea (primavera-estate)
Malattie e parassitiMarciume radicale (Armillaria mellea) da ristagni, Afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile

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