Gramigna

Piante Perenni

Gramigna

Erba infestante o efficace diuretico? Alla scoperta della Gramigna, pianta dalla fama ambivalente ma dai molti utilizzi. Tutto in questa pagina di giardinaggio.net

di Redazione

25 luglio 2010

Storia e presentazione

È Plinio il Vecchio, noto scrittore e naturalista dell’Antica Roma, a occuparsi per primo di alcune delle virtù della gramigna: la Naturalis Historia parla infatti in maniera approfondita dell’utilizzo di questa pianta per ottenere qualche sollievo e rimedio medico dai calcoli e da altre infezioni renali. Sin da allora, però, la gramigna ha visto riversare su sé stessa due giudizi discordanti tra di loro. Il nome volgare di Gramigna, appunto, è quello che viene attribuito solitamente a diverse specie delle Graminacee (l’importante famiglia che comprende 660 generi e oltre novemila specie distribuite in tutto il mondo), soprattutto quelle di tipo infestante e, in maniera ancora più particolare, al Cynodon Dactylon e all’Agropyrum Repens.

Le due specie più diffuse

Analizziamo subito nel dettaglio queste due specie appena citate. Il Cynodon Dactylon, vale a dire la pianta che conosciamo come Gramigna propriamente detta, è un’erba perenne con rizoma (il rigonfiamento del fusto) piuttosto ramoso, lungamente strisciante e che è in grado di produrre dei germogli davvero acuminati dalla spiccata forma conica (è proprio per questo motivo che il genere in questione ha assunto questo nome, visto che la traduzione letterale dal greco significa “denti di cane”, dato che i germogli stessi presentano una somiglianza con la dentatura canina). Per quel che concerne i fusti, c’è da dire che essi sono ascendenti, ramosi alla base e dotati di un’altezza compresa tra i dieci e i trenta centimetri. Le foglie sono invece piane e lineari e marcatamente cigliate. Un ciuffo di peli sostituisce poi la consueta ligula, donando alla pianta quel suo caratteristico aspetto. Anche i fiori presentano delle peculiarità interessanti: la disposizione avviene lungo delle spighe terminali che possono essere in un numero compreso tra tre e sette, patenti e lineari. Ogni spighetta comprende un fiore ermafrodito inferiore e uno abortito superiore (ovviamente un fiore ermafrodita è quello che presenta sia parti maschili che femminili). Le glume, la consistenza cartacea che avvolge ogni specie delle Graminacee, sono di tipo mutico, ovvero non vi sono in alcun modo setole o spine.

I danni ai campi e le proprietà diuretiche

La notorietà della Gramigna è piuttosto consistente, dato che ci troviamo di fronte a una pianta diffusa praticamente in tutto il mondo, molto comune nel nostro paese, sia nelle zone marine che submontane, ma dalla fama oscura; in effetti, la Gramigna è solita invadere in maniera devastante le colture, provocando quindi danni ingenti, ma neanche i prati ne sono immuni, perché la loro costituzione viene severamente peggiorata proprio da tale pianta, una delle peggiori foraggere. È da qui che nasce la fama ambivalente della Gramigna: i contadini e gli agricoltori ne parlano come del peggior morbo esistente sul globo, a causa dei danni appena elencati, ma i rizomi della pianta sono anche ricchi di amido, di mucillagine e di diversi tipi di zuccheri, una caratteristica che permette di ricavarne degli apprezzati decotti diuretici, così come consigliava Plinio duemila anni fa.

L'Agropyrum Repens

Un’altra specie molto diffusa, come era già stato anticipato, è l’Agropyrum Repens, meglio conosciuto come Caprinella o anche Dente di cane (anche in questo caso per via della forma dei germogli acuminati): tale Gramigna presenta un rizoma frusciante e di tipo cespuglioso, i fusti sono eretti o ginocchiati, con un’altezza che può andare dai trenta centimetri fino a un metro. Per quel che concerne i fiori dell’Agropyrum, poi, bisogna sottolineare come essi siano in spiga e tenaci, con delle spighette che comprendono da quattro fino a nove fiori. La Caprinella è molto comune nei luoghi erbosi e nei campi, ma non vi sono distinzioni tra il mare e le zone montane; l’effetto infestante è proprio persino di questa specie, ma l’opinione non è del tutto negativa in qualità di pianta foraggera.

Le differenze con la Sanguinella e le altre specie

Un errore molto frequente è quello di confondere la Gramigna con la cosiddetta Sanguinella o Sanguinaria (si tratta del Panicum Sanguinale o Digitaria Sanguinalis), anch’essa erba annua, infestante e comune nelle zone di montagna. Le altre specie di Gramigna meritano comunque un cenno: la Gramigna acquatica, quella bionda, la Gramigna delle vie e dei prati, quella di Parnasso e la Gramigna stellata, tutte appartenenti alla vasta famiglia delle Graminacee, dotate di un poter infestante notevole o comunque tra le più cattive foraggere presenti in natura.

Consigli per la coltura

I consigli più utili in questo senso sono presto detti. Anzitutto, va ricordato in maniera precisa che alcune delle Gramigne più comuni possono essere utilizzate per formare in modo agevole dei tappeti erbosi, un risultato che sarà davvero impressionante, visto che si otterranno dei campi floridi e resistenti a qualsiasi cosa, persino al calpestamento più violento. Tra l’altro, non si deve dimenticare nemmeno la Festuca Ovina, pianta che viene a essere coltivata nella maggior parte dei casi come ornamento caratteristico per il fogliame.

Estirpazione

Una conclusione ideale per questa trattazione riguarda la lotta contro la Gramigna: senza dubbio è un contrasto molto difficile e arduo da realizzare, ma il miglior comportamento da adottare in tale ipotesi è quello di agire in maniera metodica, applicando una decisa estirpazione e approntando le dovute e appropriate tecniche che si adattano meglio alla coltura.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Cynodon dactylon e Agropyron repens?
    Il Cynodon dactylon, o gramigna vera, è un'erba perenne con rizomi striscianti e fusti bassi (10-30 cm), adatta a tappeti erbosi resistenti. L'Agropyron repens, nota come caprinella, ha rizomi fruscenti e fusti eretti o ginocchiati che possono raggiungere il metro di altezza. Entrambe sono infestanti aggressive, ma differiscono per struttura vegetativa e portamento.
  • La gramigna ha proprietà medicinali riconosciute?
    Sì, storicamente utilizzata fin dall'antica Roma. I rizomi sono ricchi di amido, mucillagine e zuccheri, conferendo alla pianta spiccate proprietà diuretiche. Viene impiegata tradizionalmente sotto forma di decotto per alleviare problemi renali, come la presenza di calcoli e altre infezioni urinarie, sfruttando la sua azione depurativa naturale.
  • Come si combatte efficacemente la gramigna nel prato?
    L'estirpazione è difficile ma necessaria. Bisogna agire in modo metodico rimuovendo sistematicamente i rizomi dal terreno, poiché questi permettono alla pianta di rigenerarsi. È fondamentale abbinare la rimozione fisica a tecniche colturali appropriate per la specifica coltura circostante, evitando di lasciare frammenti di rizomo nel suolo che potrebbero riattivare la crescita.
  • Si può usare la gramigna per creare un prato?
    Certamente, alcune specie comuni di gramigna, come il Cynodon dactylon, sono eccellenti per formare tappeti erbosi densi e robusti. Questi prati risultano estremamente resistenti al calpestio intenso e alle condizioni ambientali avverse. Tuttavia, richiedono manutenzione costante per evitare che diventino invasive rispetto ad altre piante ornamentali circostanti.
  • Come distinguere la gramigna dalla sanguinella?
    La confusione è frequente ma errata: la gramigna (es. Cynodon o Agropyron) è generalmente perenne con rizomi striscianti, mentre la sanguinella (Panicum digitale o simili) è un'erba annuale infestante. La sanguinella cresce spesso in zone di montagna e ha una ciclo vitale breve, diversamente dalla persistenza radicale delle vere gramigne perenni.

Scheda Tecnica

Cynodon dactylon / Agropyron repens

Nome scientificoCynodon dactylon / Agropyron repens
FamigliaPoaceae (Graminacee)
Tipo di piantaErba perenne infestante
OrigineDiffusa globalmente, comune in Italia
EsposizionePieno sole
TerrenoAdattabile, preferibilmente drenato
IrrigazioneModerata, resistente alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza10-30 cm (Cynodon); 30-100 cm (Agropyron)
ConcimazioneNon richiesta per infestanti
PotaturaTaglio regolare del prato
MoltiplicazioneRizomi, semi
Malattie e parassitiResistente, ma compete aggressivamente
Difficoltà di coltivazioneAlta da eradicare definitamente

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