Aloe vera

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Aloe barbadensis

L’aloe barbadensis, il cui nome comune è Aloe vera, appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Questa famiglia preferisce i climi caldi e tendenzialmente secchi. Si tratta di una pianta carnosa, di tipo perenne e arbustivo. Può arrivare a toccare un metro di altezza.

di Redazione

09 dicembre 2014

Descrizione della pianta

Le foglie assumono una disposizione a ciuffo, dipartendosi da un centro comune, un po’ come i petali di una rosa. Sono semplici e la loro lunghezza va dai 40 ai 60 centimetri. Hanno forma lanceolata, dalla punta appuntita. Sono carnose, presentano una cuticola piuttosto spessa. Ai lati di ogni foglia sono disposte diverse spine. Se si tagliano le foglie, si può notare subito una sorta di cicatrizzazione, questo perché l’aloe barbadensis genera un essudato che protegge e impedisce la fuoriuscita della linfa. Il fiore si erge dal centro della foglia, nella caratteristica forma di grappolo, ed è solitamente giallo, rosso o arancione e con sfumature molto intense. Sono fiori particolarmente aromatici, tanto che in commercio si possono trovare tè estratti da questi fiori. Essendo una pianta auto sterile, si riproduce solo con l’impollinazione incrociata perché i fiori femminili e maschili della medesima pianta non s’incrociano tra loro.

Origini e storia dell’aloe barbadensis

L’aloe barbadensis è una pianta originaria dell’Africa centrale, ma cresce in ambienti piuttosto variegati. La si può trovare, infatti, nel bacino del Mediterraneo, nelle isole dell’Oceano indiano, negli Stati Uniti e in Oceania. Appartengono a questa famiglia numerose specie, se ne contano circa 250. Cresce spontaneamente sui terreni secchi e ricchi di calcare, ma la si può anche coltivare in giardino, terrazza o balcone. L’importante è sempre creare l’ambiente adatto alla sua crescita. È nota da millenni per le sue variegate proprietà e anticamente veniva usata con gli stessi scopi con cui è usata ancora adesso, tanto in Oriente quanto in Occidente. Il suo nome può derivare sia dall’arabo "alua" sia dall’ebraico "halat", ed entrambi i termini significano "amaro", chiaramente per via del suo sapore. Pare che gli egizi piantassero l’aloe barbadensis all’ingresso di una nuova casa, perché si credeva potesse assicurare una vita lunga e felice.

Proprietà curative dell’aloe barbadensis

Dalle foglie della pianta si possono ricavare due tipi di estratti: il succo condensato e il gel. Entrambi gli estratti sono utilizzati come sostanze terapeutiche per via dei vari costituenti chimici che possiedono. Il succo condensato ha proprietà soprattutto lassative e dunque è utilizzato soprattutto contro la stipsi. Se ne prende un cucchiaio lontano dai pasti e per un periodo di tempo breve. Può essere utilizzato, allo stesso modo, per chi desidera ottenere un effetto depurativo per l’organismo. Il gel, che si trova all’interno delle foglie dell’aloe, può essere applicato sulla pelle per curare infiammazioni, dermatiti o scottature. Possiede inoltre ottime proprietà cicatrizzanti, rendendo più veloce la rimarginazione delle ferite. Protegge, inoltre, la pelle dai raggi ultra violetti e può essere anche un ottimo prodotto antiage.

La coltivazione

L’aloe barbadensis sopporta bene i climi secchi ed è adatta, quindi, alla coltivazione in zone aride. Difficilmente resiste a temperature che siano inferiori a 0°. Il terreno più adatto alla sua coltivazione è quello sabbioso, magari composto da tre parti di sabbia e una di comune terriccio da giardino. Sul fondo del vaso va posto uno strato d’argilla che possa consentire un drenaggio adeguato. Se la pianta viene coltivata in appartamento, dunque al chiuso, ha bisogno di un ambiente luminoso e di una temperatura costante. È opportuno bagnare molto la pianta durante l’estate e la primavera. Non sviluppa radici profonde, è dunque consigliabile porla in un vaso più largo che profondo. La malattia a cui bisogna stare attenti, quando si coltiva l’aloe barbadensis, è il "mal bianco", a causa del quale la pianta viene coperta da una patina bianca che va eliminata con lo zolfo ramato.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il succo condensato e il gel dell'aloe vera?
    Dal taglio delle foglie si ricavano due estratti principali con usi distinti. Il succo condensato, ottenuto dalla parte esterna verde della foglia, ha forti proprietà lassative ed è indicato per contrastare la stitichezza o come depurativo, da assumere a piccoli dosaggi e per brevi periodi lontani dai pasti. Il gel, invece, è contenuto all'interno della foglia ed è utilizzato prevalentemente per uso topico: lenisce scottature, dermatiti e infiammazioni cutanee, accelerando la cicatrizzazione delle ferite e offrendo protezione dai raggi UV grazie alle sue proprietà idratanti e rigeneranti.
  • Come si coltiva l'aloe barbadensis in vaso?
    L'aloe barbadensis richiede un vaso largo e poco profondo poiché non sviluppa radici profonde. Il substrato ideale deve essere molto drenante: si consiglia una miscela composta da tre parti di sabbia e una di terriccio comune, aggiungendo sul fondo del vaso uno strato drenante come argilla espansa. La pianta ama la luce e le temperature costanti se tenuta in appartamento. Durante primavera ed estate va annaffiata abbondantemente, facendo però attenzione a non lasciare ristagni d'acqua che potrebbero causare marciumi radicali, mentre in inverno le irrigazioni vanno drasticamente ridotte.
  • Quali sono le condizioni ideali di temperatura e luce?
    Essendo una pianta originaria di climi caldi e secchi, l'aloe barbadensis necessita di pieno sole o almeno di molta luce diretta per crescere vigorosamente. Sopporta bene il caldo, ma soffre il freddo: teme le temperature inferiori a 0°C, pertanto in inverno nei climi temperati va spostata in ambienti chiusi o protetta. Se coltivata in interno, posizionarla vicino a finestre molto luminose è essenziale per evitare che la pianta diventi debole o allunghi eccessivamente cercando la luce.
  • Come si moltiplica l'Aloe vera?
    La riproduzione avviene principalmente tramite polloni laterali (propaggini) che si formano alla base della pianta madre, separabili e rinvasabili facilmente. In alternativa, è possibile usare i semi, ma c'è un dettaglio importante: l'aloe barbadensis è autosterile, meaning che i fiori della stessa pianta non possono fecondarsi tra loro. Per produrre semi fertili è necessaria l'impollinazione incrociata tra piante diverse, operata da insetti o manualmente, altrimenti i fiori non daranno frutto.
  • Cosa fare se appare una patina bianca sulle foglie?
    Una patina biancastra sulle foglie indica spesso la presenza dell'oidio, comunemente chiamato 'mal bianco', una malattia fungina favorita da umidità elevata e scarsa circolazione dell'aria. Per eliminarlo, si può intervenire trattando la pianta con zolfo ramato, seguendo attentamente le indicazioni del prodotto. Inoltre, è fondamentale correggere le condizioni ambientali: migliorare il drenaggio del terreno, ridurre le annaffiature se il clima è fresco e garantire una buona ventilazione per prevenire il ritorno del fungo.

Scheda Tecnica

Aloe barbadensis Miller

Nome scientificoAloe barbadensis Miller
FamigliaAsphodelaceae (ex Liliaceae)
Tipo di piantaPerenne, erbacea, carnosa, arbustiva
OrigineAfrica centrale
EsposizionePieno sole, luce intensa
Temperatura minima0°C
TerrenoSabbioso, ben drenato, povero
IrrigazioneModerata, abbondante in estate/primavera, scarsa in inverno
FiorituraPrimaverile-estiva, grappoli gialli/arancio/rossi
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazioneLeggera, durante il periodo vegetativo
PotaturaNessuna, eliminare solo foglie secche/danneggiate
MoltiplicazionePropaggini laterali (polloni), semi (impollinazione incrociata necessaria)
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso d'acqua), cocciniglia, oidio (mal bianco)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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