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succhi di pianta fresca

Estratti acquosi

La fitoterapia utilizza due tipologie di estratti di piante: quelli alcoolici e quelli acquosi. Tra questi gli estratti acquosi sono i più conosciuti e i più facili da preparare anche in casa. Per imparare a conoscere meglio gli estratti acquosi e scoprire come si preparano, leggete questa guida.

di Redazione

20 febbraio 2015

Estratti acquosi: caratteristiche e tipologie

Gli estratti acquosi sono fitocomposti che si ottengono utilizzando le parti aeree della pianta essiccata, e un solvente che in questo casso è l'acqua. Questi composti non sono in ogni caso in grado di sintetizzare alcune sostanze o principi attivi della pianta, ma hanno l'enorme vantaggio di poter essere facilmente preparati a casa. Una preparazione casalinga di estratti acquosi richiede una certa dose di pazienza, ma fornisce in cambio la sicurezza di benefici per il nostro organismo uniti a un dispendio economico davvero irrilevanti. Tra le diverse tipologie di estratti acquosi annoveriamo: le tisane e gli infusi di cui andranno esplicitate le differenze, i decotti e i macerati e le soluzioni idro-glicerinati. Tali estratti per quanto utilizzino la stessa base hanno caratteristiche e modalità di preparazione differenti.

Estratti acquosi: tisana e infuso

Tutti quanti conoscono e sono in grado di preparare una tisana, molti invece non sanno che cos'è un infuso, o meglio tendono a credere che si tratti del medesimo composto e che si ottenga con la medesima preparazione. In realtà tisane e infuso sono due estratti acquosi che presentano delle sottili ma decisive differenze. Una prima differenza sta nelle parti della pianta da utilizzare. Per quanto riguarda la tisana, infatti, si possono usare indifferentemente sia le parti più dure e cioè quelle legnose, sia le parti tenere che comprendono piante e fiori. L'infuso invece viene preparato essenzialmente con le parti tenere della pianta. Un'altra differenza sta nel fatto che per la tisana si possono utilizzare una o più piante, mentre in un infuso se ne usa in genere una soltanto. Infine nella preparazione della tisana si versa la droga in acqua bollente e poi si filtra, nel'infuso avviene il contrario e si lascia riposare il composto prima di filtrarlo.

Estratti acquosi: decotto

Alla tipologia degli estratti acquosi appartiene anche il decotto, che si diversifica dalle tisane e dagli infusi per diversi aspetti. In primo luogo si tratta di un fitocomposto che può essere impiegato sia per utilizzi interni che esterni: lo si può infatti assumere sotto forma di bevanda, oppure preparare degli impacchi. In secondo luogo si tratta di un estratto che prevede tempi di macerazione più lunghi, per fare in modo che i principi della pianta si disperdano in acqua. Proprio per questo è preferibile nel caso si voglia utilizzare la parte legnosa oppure i semi. La pianta, in genere fresca, viene immersa nell'acqua e portata con essa all'ebollizione. A questo punto la sostanza ottenuta deve essere lasciata a sobbollire per circa un quarto d'ora, prima di poter essere filtrata e fatta raffreddare.

Estratti acquosi: macerati o idro-glicerinati

Tra gli estratti acquosi considerati finora quelli forse meno noti e meno facili da preparare sono i macerati o estratti idro-glicerinati. Come il nome stesso suggerisce, oltre all'acqua in questo tipo di fitocomposti si utilizza anche un'altra sostanza: la glicerina. La glicerina è una sostanza piuttosto delicata, perfetta per trattare le parti più molli e fragili di una pianta, come boccioli, foglie e fiori. Per ottenere il macerato la pianta deve essere tagliuzzata in pezzettini piccolissimi ed essere posta in un contenitore, possibilmente di vetro. A questo punto dopo aver miscelato acqua (circa 25 g) e glicerina (circa 50 g) si versa la soluzione nel contenitore di vetro. A questo punto sigillare il boccale e lasciar riposare il tutto all'incirca per tre settimane. Trascorso questo periodo filtrare bene il tutto.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra tisana e infuso?
    La differenza fondamentale risiede nelle parti della pianta utilizzate e nella procedura di estrazione. La tisana può essere preparata sia con parti legnose (rami, cortecce) che tenere (foglie, fiori), spesso mescolando più piante. Si versa la droga direttamente nell'acqua bollente e si filtra subito. L'infuso, invece, utilizza esclusivamente le parti tenere della pianta (generalmente una sola specie) e prevede di versare l'acqua bollente sulle erbe, lasciando riposare il composto per alcuni minuti prima di filtrarlo.
  • Quando è preferibile preparare un decotto rispetto ad altri estratti?
    Il decotto è indicato quando si vogliono estrarre principi attivi da parti vegetali dure e resistenti, come radici, cortecce, rami legnosi o semi. A differenza di infusi e tisane, il decotto richiede una cottura prolungata: la pianta viene immersa in acqua fredda, portata a ebollizione e lasciata sobbollire per circa quindici minuti. Questo processo intenso permette di rilasciare composti difficili da estrarre con semplici infusioni ed è adatto sia per uso interno che esterno (impacchi).
  • Come si preparano correttamente i macerati o estratti idro-glicerinati?
    I macerati idro-glicerinati richiedono una miscela di acqua e glicerina (solitamente 25g di acqua e 50g di glicerina) e vengono utilizzati per preservare le proprietà di parti delicate della pianta come boccioli, foglie tenere e fiori freschi. La pianta va tagliuzzata finemente, inserita in un contenitore di vetro insieme alla soluzione liquida, e chiusa ermeticamente. Il composto deve riposare al buio per circa tre settimane, periodo necessario affinché la glicerina estragga efficacemente i principi attivi, prima di essere filtrato.
  • Posso usare qualsiasi parte della pianta per preparare questi estratti?
    No, la scelta della parte della pianta dipende dal tipo di estratto desiderato. Per tisane e infusi si usano generalmente le parti aeree tenere (foglie, fiori), mentre le tisane permettono anche l'uso di parti legnose. I decotti sono specifici per le strutture più robuste e lignificate (radici, cortecce, semi) grazie alla cottura. I macerati idro-glicerinati sono ideali per le componenti più fragili e morbide (boccioli, germogli) che necessitano di un solvente delicato come la glicerina per non degradarsi durante la lunga macerazione.

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