Piante alkekengi

piante da frutto

Alkekengi

Alkekengi, frutti racchiusi in un involucro detto calice, richiamano l'attenzione, rievocando sensazioni suggestive delle "lanterne cinesi".

di Redazione

22 dicembre 2016

L'annaffiatura giusta

L'alkekengi è una pianta perenne, questa resiste tutto l'anno se posizionata in zone calde, che non scendano sotto i 16°; in caso contrario sarà necessaria una risemina annua da effettuare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Appartiene alla famiglia delle Solanacee e cresce spontanea nei sottoboschi da oriente ad occidente, pertanto si adatta bene in tutti i luoghi con buona percentuale d'umidità. Se coltivata in vaso o in aperta campagna, quindi con perenne esposizione al sole, esige innaffiature giornaliere non troppo abbondanti, perché teme le stagnazioni delle acque, che indurrebbero i rizomi a marciumi, specialmente nei mesi più caldi da giugno a metà settembre; mentre con l'arrivo delle prime precipitazioni e delle basse temperature è essenziale diminuire fino ad eliminare totalmente le innaffiature.

Come effettuare raccolto e pulizia

Queste piante perenni hanno radici che si sviluppano in profondità nel terreno, tendono ad essere invasive, per cui si consiglia la manutenzione durante la crescita. Resistono tutto l'anno, fioriscono con piccoli boccioli bianchi nei periodi che vanno dalla seconda metà di giugno a fine agosto, questo dipende molto dalle temperature e dalle zone in cui dimorano. I piccoli fiori si trasformano in bacche di colore giallo-aranciato, e raggiungono maturazione nei seguenti mesi di settembre e ottobre, in cui sarà possibile effettuarne la raccolta. L'alkekengi non richiede particolari attenzioni di potatura, tranne che per l'eliminazione dei fusti e del fogliame secco subito dopo la fine dei periodi invernali, momento in cui avviene l'infoltimento delle foglie e si rigenerano i fusti che hanno superato i freddi.

Tipo di concimazione

La "solanacea", come tutte le altre piante appartenenti alla stessa famiglia, predilige un tipico terreno medio, con ph tendenzialmente neutro, anche se tollera bene suoli acidi e alcalini, l'essenziale è che il terreno sia ben drenato e molto ricco di sostanze nutrienti. Tra i primi accorgimenti per l'impianto o per la semina della pianta,è importante sistemare il fondo con letame maturo, ovviamente questa procedura è valida sia nel caso di coltivazione in vaso, sia in profondità della buca per trapianto. L'alkekengi ha inoltre bisogno di interventi di concimazione liquida a base d'azoto per aumentare e rafforzare la crescita del fusto e delle foglie; e di potassio per arricchire e migliorare la produzione di fiori e di conseguenza procurare frutti più ricchi e gustosi. Questa operazione va effettuata nei periodi estivi (ogni 15 giorni).

Come combattere i marciumi e i parassiti

L'alkekengi è un tipo di pianta che incorre spesso in marciumi delle radici a causa degli habitat umidi in cui cresce, o anche nel caso in cui si esageri con le innaffiature. In questi casi ci si accorge del troppo apporto d'acqua, tramite l'ingiallimento fogliare, pertanto si potrà intervenire per tempo diminuendo le irrigazioni e arricchendo la terra con prodotti antimarciumi sistemici, a base di fosetil alluminio o propamocarb. In alternativa, per colture biologiche si può ricorrere a prodotti organici che arricchiscono il terreno attraverso microflora, questo tende a sviluppare e fortificare velocemente l'apparato radicale. La pianta è soggetta ad attacchi di Aleurodide, conosciuta anche col nome di "mosca bianca", il parassita si nutre dalle foglie provocando macchie bianche e ingiallimenti, è possibile combatterlo con i piteroidi, insetticidi da contatto o ingestione.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'alkekengi per evitare problemi?
    L'alkekengi richiede annaffiature giornaliere ma non troppo abbondanti, poiché teme fortemente i ristagni idrici che causano marciumi ai rizomi, specialmente da giugno a settembre. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio del terreno. Con l'arrivo delle piogge autunnali e delle basse temperature, è essenziale ridurre gradualmente le irrigazioni fino a eliminarle completamente durante l'inverno, permettendo alla pianta di entrare in riposo vegetativo senza soffrire per l'eccesso di umidità nel substrato.
  • Quando e come si raccolgono i frutti dell'alkekengi?
    I frutti, riconoscibili per il caratteristico involucro cartaceo color arancione, raggiungono la maturazione tra settembre e ottobre. A questo punto è possibile procedere alla raccolta. Prima di raccogliere, assicurati che le bacche siano mature e che l'involucro abbia assunto il tipico colore vivace. La raccolta tardiva rispetto alla fioritura (giugno-agosto) garantisce frutti pien sviluppati. Una volta raccolti, possono essere conservati grazie alla protezione offerta dal calice essiccato.
  • Quali cure richiedono la potatura e la pulizia della pianta?
    L'alkekengi non richiede potature complesse. L'intervento principale consiste nell'eliminare i fusti secchi e il fogliame morto immediatamente dopo la fine del periodo invernale. Questo intervento favorisce l'infoltimento delle nuove foglie e stimola la rigenerazione dei fusti che sono sopravvissuti alle gelate. Poiché le radici sono profonde e tendono a espandersi, una leggera manutenzione durante la crescita aiuta a contenere la natura potenzialmente invasiva della pianta senza danneggiarla.
  • Che tipo di concime è necessario per l'alkekengi?
    Il terreno ideale deve essere ricco di sostanza organica; all'impianto o semina, aggiungi letame maturo sul fondo della buca o del vaso. Durante la stagione vegetativa, somministra concimi liquidi specifici: quelli a base di azoto rinforzano la crescita di fusti e foglie, mentre quelli al potassio migliorano la produzione floreale e la qualità dei frutti. Queste applicazioni vanno effettuate ogni quindici giorni durante l'estate per sostenere la forte richiesta nutritiva della pianta.
  • Come si combattono i marciumi e gli afidi sull'alkekengi?
    I marciumi radicali sono causati da eccesso d'acqua o terreni umidi; i sintomi includono ingiallimento fogliare. Intervieni riducendo le irrigazioni e usando prodotti sistemici a base di fosetil alluminio o propamocarb, oppure bio-stimolanti radicali per colture biologiche. Per la mosca bianca (Aleurodide), che crea macchie bianche sulle foglie, utilizza insetticidi piretroidi da contatto o ingestione. Monitora regolarmente la pianta per intervenire tempestivamente e prevenire danni diffusi.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaPerenne (in climi miti); annuale (in climi freddi)
OrigineSpontanea dall'Oriente all'Occidente
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente solo sopra i 16°C; altrimenti necessita risemina annuale
TerrenoMedio, ben drenato, ricco di nutrienti, pH neutro (tollera acidi/alcalini)
IrrigazioneGiornaliera ma non eccessiva; evitare ristagni idrici. Ridurre/eliminare in autunno/inverno.
FiorituraDa metà giugno a fine agosto (fiori bianchi)
ConcimazioneLetame maturo a fondo buca; concimi liquidi azotati e potassici ogni 15 giorni in estate.
PotaturaEliminare fusti e fogliame secco dopo l'inverno per ringiovanire la pianta
MoltiplicazioneSemina da fine inverno a inizio primavera
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da eccesso acqua), Aleurodide/Mosca bianca
Difficoltà di coltivazioneMedia

Potrebbe interessarti anche