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Uva biologica

Quando si parla di uva biologica, non è così semplice dare un’esatta definizione di tale varietà, visto che c'è confusione sia nella normativa italiana che in quella europea.

di Redazione

08 gennaio 2014

Definizione

Quando si parla di uva biologica, è importante sottolineare come non sia così semplice dare un’esatta definizione di tale varietà, soprattutto in virtù del fatto che la normativa italiana, ma anche e in modo particolare quella europea, non sono poi così precise, visto che ne parlano generalmente come un prodotto che presenta una certificazione biologica. Al tempo stesso, proprio per tale ragione, è ancora più difficile dare un’ esatta definizione del vino biologico, dal momento che non si può trovare nemmeno una normativa, sia a livello nazionale che a livello europeo, che regoli tale prodotto e, per tale ragione, si preferisce definirlo come un vino abbastanza generico, che viene ricavato a partire da delle uve ad agricoltura biologica, accantonando la certificazione biologica solamente per le uve. Ad ogni modo, ci sono degli organismi di controllo che sono preposti proprio a controllare il procedimento con cui le aziende provvedano alla vinificazione in biologico, cercando di prestare particolare attenzione soprattutto alla cantina, ma anche all’imbottigliamento. Quindi , il metodo principale per tenere sotto controllo le uve biologiche è sicuramente quello di fare affidamento alle etichette poste sulla confezione, nonché alla certificazione, anche se mancano in realtà delle indicazioni ben precise a riguardo dal punto di vista normativo.

Esiste il vino biologico?

Paradossalmente, a livello normativo, il vino biologico non ha una definizione e sembra non esistere, ma ci sono tantissimi documenti, ma anche guide, che ne fanno riferimento come se fosse una definizione ormai adottata nell’enologia contemporanea. E’ meglio sottolineare, però, come il vino biologico si può riscontrare soprattutto in virtù del fatto che sono le aziende stesse a mettere in evidenza tale procedimento di derivazione, così come ad alcuni particolari disciplinari che si caratterizzano proprio per fare riferimento al vino biologico, anche se quest’ultimo, dal punto di vista legale, non esiste. Una situazione paradossale, come dicevamo in precedenza, che però non viene certamente aiutata dalla posizione del Ministero delle politiche agricole, che ha riconosciuto diversi disciplinari in cui si fa riferimento al vino biologico, anche se in realtà manca una base legale che ne permetta il riconoscimento. Quindi, la struttura basica del vino biologico è sicuramente riferibile alle norme ed alle leggi in tema di agricoltura biologica, contenuto all’interno del regolamento della CEE 2092/91. Ad ogni modo, nonostante non ci sia un riferimento normativo vero e proprio, è importante mettere in evidenza come ci siano diversi disciplinari che vanno ad indicare quali siano i procedimenti suggeriti per poter ottenere il miglior vino biologico, così come quali siano le pratiche autorizzate e quali invece non possano essere messe in atto.

Vinificazione biologica

Nel momento in cui si fa riferimento alla vinificazione legata all’agricoltura biologica, quindi, il tema è sempre complicato ed intricato e, per tale ragione, ciascuna regione deve provvedere a disciplinare in maniera adeguata questa situazione. Le regioni che sono più accorte per quanto riguarda la vinificazione biologica, hanno inserito all’interno dei loro disciplinari delle particolari normative, piuttosto approfondite, in cui viene utilizzata una maggiore precisione per fare riferimento al tipo di coltura ed al procedimento di vinificazione, mentre le regioni meno attente, da questo punto di vista, preferiscono garantire una maggiore libertà di movimento alle aziende vinicole, lasciando agli organi privati preposti al controllo un compito decisamente più arduo, che spesso va a collidere con l’aspetto della trasparenza, che dovrebbe essere, invece, messo sempre in primo piano.

La situazione attuale

Al tempo stesso, la situazione rimane decisamente confusionaria, per via del fatto che i vecchi disciplinari non hanno ricevuto un congruo aggiornamento e, per tale ragione, non comprendono tutte quelle innovazioni che hanno coinvolto l’enologia nel corso dell’ultimo ventennio, in cui i problemi strettamente legati all’ambiente e la grande e rinnovata attenzione verso l’agricoltura biologica hanno certamente rappresentato nuovi filoni portanti dell’attuale società. Giusto per fare qualche esempio concreto, dobbiamo mettere in evidenza come questi disciplinari che abbiamo da poco citato non riferiscono molto per quanto riguarda l’impiego di sostanze che vengono impiegate al posto dei solfiti. Le aziende che hanno un grande interesse verso l’agricoltura biologica e il vino biologico, però, hanno comunque la facoltà di richiedere l’intervento di gruppi ed organismi preposti al controllo, in modo tale da autorizzare l’impiego di nuove pratiche che non sono ancora comprese all’interno dei disciplinari. C’è anche da dire, come al solito, che i tempi della burocrazia italiana risultano essere essenzialmente lenti ed è proprio questa la ragione per cui ci troviamo decisamente indietro in confronto ad altre nazioni, come ad esempio la Francia, in cui la vinificazione biologica è una realtà piuttosto affermata e ben delimitata.

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Domande frequenti

  • Esiste una definizione normativa ufficiale del vino biologico in Italia e Europa?
    Attualmente, dal punto di vista strettamente legale, non esiste una definizione unica e precisa di 'vino biologico' né a livello nazionale che europeo. Il termine è utilizzato in modo generico per indicare vini ottenuti da uve certificate biologiche, ma manca una normativa specifica che regolamenti esclusivamente la fase di vinificazione. La base giuridica si rifà principalmente ai regolamenti sull'agricoltura biologica (come il CEE 2092/91), lasciando molti aspetti pratici e di elaborazione lasciati all'interpretazione o a disciplinari regionali.
  • Come si riconosce un vino biologico acquistandolo?
    Poiché la normativa è frammentata, il metodo principale per identificare un vino biologico è verificare la presenza di certificazioni e controlli specifici sulle etichette. È fondamentale affidarsi agli organismi di controllo autorizzati che supervisionano l'intero processo, dalla coltivazione dell'uva fino alla cantina e all'imbottigliamento. L'etichetta dovrebbe riportare i marchi di questi enti certificatori, garantendo che siano stati rispettati i criteri di produzione biologica durante tutta la catena di lavorazione.
  • Qual è la differenza tra viticoltura biologica e vinificazione biologica?
    La viticoltura biologica riguarda la coltivazione dell'uva secondo principi ecologici, mentre la vinificazione biologica si riferisce al trattamento del mosto e del vino in cantina. Spesso si tende a usare il termine 'vino biologico' genericamente, ma la distinzione è importante: alcune aziende potrebbero produrre uve biologiche ma non seguire rigorosamente le pratiche di vinificazione biologica. I disciplinari regionali cercano di definire queste procedure, ma la mancanza di una legge quadro rende la distinzione a volte sfumata e dipendente dalle scelte specifiche del produttore e dai controlli esterni.
  • Perché la situazione normativa del vino biologico è considerata confusionaria?
    La confusione nasce dal fatto che i vecchi disciplinari regionali non sono stati aggiornati sufficientemente per includere le moderne innovazioni enologiche e ambientali. Inoltre, la burocrazia italiana risulta lenta rispetto ad altri paesi europei come la Francia, dove il settore è più strutturato. Questo porta a una sovrapposizione di norme, alla necessità di deroghe per nuove pratiche (come l'uso di alternative ai solfiti) e a una minore trasparenza per il consumatore finale, che fatica a comprendere appieno lo standard di qualità biologica del prodotto acquistato.