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botanica

foglie composte

Articolo dedicato alle caratteristiche e alle funzioni delle principali tipologie di foglie composte

di Redazione

24 gennaio 2013

Foglie composte

Le foglie sono l’elemento vegetale che consente di distinguere e classificare le varie specie di piante. Dal loro colore, dalla forma e dai margini, si possono ricavare preziose informazioni sullo stato di salute delle specie verdi, ma anche sulle loro peculiarità botaniche. Resta, invece, difficile stabilire perché le foglie abbiano assunto forme diverse nelle varie piante. E’ però semplice capire perché certe foglie siano grandi o piccole. In molte specie, la grandezza della superficie fogliare permette di compiere al meglio le funzioni necessarie alla sopravvivenza delle piante, come la fotosintesi clorofilliana. Per quanto riguarda proprio la forma delle foglie, la botanica individua le cosiddette foglie composte. Si tratta di strutture fogliari in cui la foglia si è evoluta in un rametto portante diverse foglioline.

Caratteristiche

La principale classificazione delle foglie è tra singole e composte. Le prime comprendono una sola foglia, le seconde, più foglie. Nella rosa, ad esempio, troviamo foglie singole distribuite lungo lo stelo, mentre nell’edera troviamo foglie composte. Le foglie composte possono essere a loro volta, portate singolarmente da un rametto che si erge dallo stelo, o dividersi in due o più parti attraverso una profonda nervatura che attraversa la foglia in tutta la sua parte mediana. Anche all’interno delle foglie composte esiste un’ulteriore classificazione che individua il numero delle foglioline presenti sul rametto. In tal caso si parla di struttura unifogliata, bifogliata, trifogliata e plurifogliata. Le forme unifogliate comprendono rametti con una sola fogliolina, quelle bifogliate rametti con due foglioline, quelle trifogliate, rametti con tre foglioline e quelle plurifogliate, rametti con più di tre foglie. In base al numero e alla forma delle foglie composte, esiste anche un’altra classificazione botanica che individua foglie pennate e palmate. Nel primo caso le foglie hanno la forma di una piuma, nel secondo, del palmo di una mano.

Classificazione

La classificazione botanica delle foglie composte non si esaurisce con quelle pennate e palmate. All’interno delle foglie pennate esistono anche specie con foglie paripennate e imparipennate. Le prime sono piante in cui le foglie sono distribuite sul rametto in un numero pari, le seconde sono piante in cui le foglie sono in un numero dispari.

Importanza

Certamente le foglie composte rivestono una certa importanza botanica non ancora del tutto chiarita. La loro evoluzione in strutture e composte da più foglioline ha certamente un senso da collocare nei grandi meccanismi evolutivi che fanno capo agli organismi viventi. La differenziazione delle foglie ha subito una profonda trasformazione nel corso delle varie ere geologiche, probabilmente per far fronte alle esigenze di adattamento delle piante. Queste ultime, infatti, per sopravvivere, hanno dovuto sfoggiare tutta la loro capacità di sopravvivenza, modificando, nel tempo, anche strutture vegetali importanti come le foglie.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una foglia semplice e una composta?
    La distinzione fondamentale risiede nella struttura morfologica. Una foglia semplice è costituita da una singola lamina fogliare attaccata allo stelo tramite un picciolo. Al contrario, una foglia composta presenta una struttura più complessa in cui la lamina si è evoluta in un rametto portante (rachide) che sostiene multiple unità più piccole chiamate foglioline. Entrambe le strutture svolgono la stessa funzione biologica primaria, ovvero la fotosintesi clorofilliana, ma la composizione fisica è nettamente diversa.
  • Come si classificano le foglie composte in base al numero di foglioline?
    La classificazione interna alle foglie composte si basa sulla quantità di foglioline presenti sul rametto portante. Si distinguono quattro categorie principali: unifogliate, quando il rametto porta una sola fogliolina; bifogliate, con due foglioline; trifogliate, caratterizzate da tre foglioline (come nel caso classico del trifoglio); e plurifogliate, che includono tutte le strutture con più di tre foglioline disposte lungo il rachide. Questa suddivisione aiuta gli esperti a identificare rapidamente specifiche famiglie vegetali.
  • Cosa distingue le foglie pennate da quelle palmate?
    La differenza sta nell'assetto geometrico delle foglioline rispetto al punto di inserzione sul picciolo. Nelle foglie pennate, le foglioline sono disposte lateralmente lungo il rachide centrale, ricordando la struttura asimmetrica di una piuma d'uccello. Nelle foglie palmate, invece, tutte le foglioline partono dallo stesso punto terminale del picciolo, irradiandosi verso l'esterno come le dita di una mano aperta. Questa disposizione influenza notevolmente la resistenza meccanica e l'esposizione alla luce della pianta.
  • Qual è la differenza tra foglie paripennate e imparipennate?
    Questa sottoclassificazione riguarda esclusivamente le foglie pennate e si basa sulla parità del numero di foglioline. Le foglie paripennate presentano un numero pari di foglioline disposte ai lati del rachide, lasciando la punta finale libera senza fogliolina apicale. Le foglie imparipennate, invece, hanno un numero dispari di foglioline, poiché è presente una fogliolina terminale unica che chiude la struttura in alto. Questo dettaglio è cruciale per la corretta identificazione tassonomica di molte specie arboree e arbustive.
  • Perché alcune piante hanno evoluto foglie composte invece di semplici?
    L'evoluzione verso foglie composte risponde a precise esigenze adattative ambientali. Sebbene il testo non specifichi tutti i dettagli fisiologici, la frammentazione della lamina in foglioline riduce la resistenza al vento, limitando i danni meccanici, e può ottimizzare lo scambio gassoso e termico in climi specifici. Questa diversificazione strutturale è il risultato di processi evolutivi avvenuti nelle varie ere geologiche, permettendo alle piante di sopravvivere modificando le proprie strutture vegetali per affrontare cambiamenti climatici e competitività ecologica.