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Stallatico concime

In questa pagina, informazioni sulle proprietà e sugli utilizzi dello stallatico, uno dei concimi organici più usati in agricoltura e nel giardinaggio

di Redazione

09 maggio 2017

Stallatico concime

Ha un odore non proprio invitante, ma le sue proprietà nutritive sono eccezionali. Stiamo parlando dello stallatico, uno dei concimi organici più usati in agricoltura e nel giardinaggio e versione essiccata del famoso letame fresco. Lo stallatico è tornato in auge dopo un periodo di assoluta fedeltà ai concimi chimici o artificiali. Concimi dalle buone proprietà nutritive, ma in grado di impoverire seriamente i terreni coltivabili. Se le piante per anni hanno tratto enormi benefici produttivi e qualitativi dalla concimazione chimica, non è stato così per i terreni, che man mano hanno iniziato a perdere le buone qualità fornite loro da Madre Natura, rischiando persino l’infertilità, cioè una mancata capacità di far germogliare e radicare le piante. Tutto questo è accaduto perché, a fronte di un eccesso di nutrienti chimici, i terreni hanno iniziato a perdere le sostante nutritive che naturalmente contengono, subendo anche delle evidenti alterazioni della loro composizione chimico-fisica. In pratica, i concimi artificiali non hanno mostrato delle eccellenti proprietà ammendanti, cioè di miglioramento delle caratteristiche del terreno. Queste proprietà sono, invece, possedute dallo stallatico, concime naturale ottenuto dalle deiezioni di vari animali da allevamento.

Lavorazione

Come detto al paragrafo precedente, lo stallatico è un concime naturale ottenuto dalle deiezioni degli animali da allevamento, ovvero ovini, bovini ed equini. Alla vista si presenta come un prodotto essiccato simile al pellet. Questa caratteristica dipende dalla lavorazione subita da questo concime, inizialmente ricavato dal letame fresco. Vista la difficoltà di reperimento del letame, si preferisce lavorarlo, essiccarlo e metterlo in commercio sotto forma di granaglie solide e conservate in comodi sacchi facilmente trasportabili. Il letame, dunque, viene lavorato e sottoposto a processi di essiccazione e umificazione. Entrambi i processi arricchiscono il concime di preziose sostanze nutritive. In particolare, l’umificazione, che precede l’essiccazione, consiste in un processo di digestione del letame da parte dei batteri. Questo processo arricchisce lo stallatico di tutti i nutrienti essenziali al miglioramento del terreno e alla nutrizione delle piante.

Proprietà dello stallatico

Dal meccanismo di umificazione si ottiene anche l’humus, ne consegue che lo stallatico è uno tra i concimi più ricchi di sostanza organica. Dopo la digestione da parte dei batteri, lo stallatico viene essiccato e trasformato in una miscela solida simile al pellet. Questa miscela può essere ridotta in parti ancora più sottili, presentandosi simile alla polvere.Con queste formulazioni ( polvere o pellet) lo stallatico viene facilmente commercializzato in sacchi di carta o cartone. Le miscele di stallatico comprendono concimi con diverse quantità di nutrienti. Lo stallatico lavorato può infatti essere un concime NPK, cioè un concime contenente azoto, fosforo e potassio, ma anche NK o NP, cioè contenente solo azoto e potassio o solo azoto e fosforo. Nella qualità dello stallatico conta anche il rapporto della miscela di sostanza organica contenuta, cioè carbonio a azoto. Questo rapporto non deve essere né troppo alto e nemmeno troppo basso. Il valore ideale è pari a 10 e consente di modificare in meglio le proprietà chimico-fisiche del terreno.

Usi

Lo stallatico si può usare per concimare qualsiasi tipo di pianta: dagli alberi da frutto, alle piante ornamentali e da orto. Spesso, questo concime viene usato in fase di presemina del prato o delle piante da orto e per migliorare la qualità del terreno. Altri interventi di concimazione preventiva si possono effettuare prima dell’impianto di diverse specie vegetali. Se la miscela di stallatico acquistata comprende una bassa quantità di azoto, la si può usare per concimare le piante ornamentali in vaso, spargendo il concime in pellet sulla parte superficiale del contenitore. L’operazione va effettuata prima dell’annaffiatura, in modo da ottenere un parziale effetto fertilizzante. Le miscele di stallatico più ricche di azoto si usano, invece, come ammendanti del terreno nelle fasi pre-semina e pre –impianto. L’alta percentuale di questo elemento favorisce infatti la radicazione delle nuove piante. La concimazione periodica con piante adulte si può effettuare a fine inverno per gli ortaggi, interrando superficialmente lo stallatico in polvere o in pellet, e alla ripresa vegetativa per le altre specie vegetali.

Cosa sapere

Anche se più pratico del letame fresco (ormai difficilmente reperibile), lo stallatico usato per concimare le piante ornamentali in vaso, e quindi il concime sparso sulla parte superficiale del vaso, emette un odore sgradevole. L’odore non è nauseabondo come quello del letame fresco, ma per chi non è abituato, può risultare un po’ fastidioso. La “puzza” di escrementi secchi di animali durerà comunque solo per pochissimi giorni, per poi lasciare spazio alle eccellenti proprietà nutritive e ammendanti dello stallatico. Eccessive quantità di prodotto, anche se di origine naturale, possono però avere un effetto inquinante, perché anche le deiezioni degli animali tendono a penetrare nelle falde acquifere. Per una maggiore ecosostenibilità si consiglia, dunque, di acquistare stallatico certificato secondo specifiche norme antinquinamento.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra stallatico e letame fresco?
    Lo stallatico è la versione essiccata e lavorata del letame fresco, ottenuta attraverso processi di umificazione (digestione batterica) ed essiccazione. A differenza del letame fresco, difficile da reperire e gestire, lo stallatico si presenta come pellet o polvere, è più facile da conservare e trasportare in sacchi. Entrambi derivano dalle deiezioni di animali da allevamento (bovini, ovini, equini), ma lo stallatico offre una formula più concentrata e igienizzata, mantenendo intatte le proprietà ammendanti e nutritive essenziali per il suolo.
  • Cosa significa quando lo stallatico è definito NPK o NK?
    Queste sigle indicano la presenza di nutrienti specifici nello stallatico lavorato. NPK indica un concime completo contenente Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K). NK contiene solo Azoto e Potassio, mentre NP contiene solo Azoto e Fosforo. La scelta dipende dall'uso: le formule ricche di Azoto sono ideali per favorire la radicazione e la crescita vegetativa iniziale, mentre quelle complete supportano la fioritura e la fruttificazione. È importante verificare l'etichetta per capire quale nutriente prevale in base alle esigenze delle proprie piante.
  • Quando e come si applica correttamente lo stallatico?
    L'applicazione varia in base allo stadio di crescita. Per le piante da orto e da frutto, si usa spesso in fase pre-semina o pre-impianto per preparare il terreno, oppure a fine inverno interrandolo superficialmente. Per le piante ornamentali in vaso, si sparge il pellet sulla superficie del terriccio prima dell'annaffiatura, sfruttando l'acqua per rilasciare gradualmente i nutrienti. Le formule ad alto contenuto di azoto sono preferibili nella fase di radicazione, mentre quelle più equilibrate vanno bene per la manutenzione periodica durante la stagione vegetativa.
  • Lo stallatico ha un cattivo odore? Quanto dura?
    Sì, lo stallatico emana un odore sgradevole tipico degli escrementi secchi, sebbene sia meno intenso e nauseabondo rispetto al letame fresco. Questo aroma è particolarmente evidente quando si concimano piante ornamentali in vaso all'interno o vicino a spazi abitati. Fortunatamente, l'odore persiste solo per pochi giorni dopo l'applicazione, prima di svanire completamente. Una volta assorbito dal terreno o lavato via dalle piogge, non rimane alcun residuo olfattivo fastidioso, lasciando spazio ai benefici per le piante.
  • È necessario acquistare stallatico certificato per motivi ambientali?
    Assolutamente sì, soprattutto per garantire la massima ecosostenibilità. L'eccesso di nutrienti, incluso quelli naturali dello stallatico, può filtrare nel suolo e raggiungere le falde acquifere, causando inquinamento. Acquistare prodotti certificati secondo norme antinquinamento assicura che il concime sia stato trattato e dosato correttamente per minimizzare questi rischi ambientali. Inoltre, la certificazione garantisce spesso una migliore qualità del prodotto finale, privo di contaminanti indesiderati e con un rapporto carbonio/azoto ottimale per il terreno.