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Poltiglia bordolese

Aggiornato il 15 novembre 20164 capitoli4 domande frequenti
solfato di rame

La poltiglia bordolese

La poltiglia bordolese è un preparato che si ottiene dalla miscela tra solfato di rame e calce idrata; questo tipo di azione permette di rendere meno acido il composto finale, per poterlo utilizzare come anticrittogamico su diverse piante. Sono circa 120 anni che la poltiglia bordolese viene usata in tutto il mondo occidentale per la sua attività contro i funghi, anche se negli ultimi decenni se ne sfrutta soprattutto l'azione preventiva. Il solfato di rame, se usato da solo, non solo ucciderebbe le crittogame che si annidano su foglie e rami delle piante, ma risulterebbe anche fitotossico per le piante stesse. Nonostante la preparazione della poltiglia bordolese diminuisca la fitotossicità del composto finale, a dosi elevate questo tipo di prodotto può rovinare le coltivazioni in modo evidente, soprattutto nel caso di germogli, frutticini e boccioli floreali. Per questo motivo la preparazione e l'utilizzo devono essere effettuati con grande cautela, seguendo le indicazioni presenti sulla confezione del prodotto acquistato, e nei modi e nei tempi consigliati.

Come utilizzare la poltiglia bordolese

La poltiglia bordolese è un potente anticrittogamico, soprattutto se utilizzata come prevenzione contro alcune delle più temibili malattie fungine delle piante, in agricoltura, floricoltura e giardinaggio. In particolare la sua azione è efficace contro lo sviluppo di peronospora, marciume scuro, cancro rameale, ticchiolatura di foglie e frutti, alternaria, vaiolatura, e contro molte altre malattie particolarmente dannose e diffuse. Il rame contenuto nella poltiglia bordolese è attivo anche contro la botrite, l'oidio e la monilia, non perché il contatto della sostanza produca alcun effetto sulle spore dei funghi, ma perché contribuisce a rendere più spessa la superficie esterna delle cellule vegetali, impedendo alle crittogame di insediarsi e di prosperare. Questo tipo di prodotto sembra avere una buona attività preventiva anche contro alcune malattie batteriche, come ad esempio il colpo di fuoco.

Come si utilizza la poltiglia bordolese

Generalmente la poltiglia bordolese è venduta sotto forma di polvere, che va disciolta in acqua per poter essere utilizzata, in quanto il liquido attiva l'azione del rame contro le malattie fungine. Non esiste una singola tipologia di poltiglia bordolese, perché molto dipende dall'azienda che produce la polvere, che può contenere diverse percentuali di principi attivi. Per questo motivo non è possibile indicare la quantità di prodotto da disciogliere in un litro di acqua per l'utilizzo, tale dato deve essere letto direttamente sulla confezione acquistata, da valutare caso per caso. Inoltre esistono alcune formulazioni particolarmente adatte per alcune coltivazioni; si ha così una poltiglia bordolese per le pomacee, una che svolge al meglio la sua azione nell'orto, una per la vite e così via. Quando si utilizzano questo tipo di prodotti è sempre bene fare molta attenzione ad effettuare le corrette diluizioni, evitando di disperdere la polvere nell'ambiente inutilmente.

La poltiglia bordolese in agricoltura biologica

La poltiglia bordolese è un prodotto il cui utilizzo è ammesso anche in agricoltura biologica, trattandosi di un anticrittogamico non di sintesi, il cui uso è molto diffuso e che, se utilizzato in modo corretto, permette di colpire solo le malattie fungine contro cui si impiega. Conviene però ricordare che un uso improprio del prodotto può nuocere gravemente all'ambiente e anche, direttamente, alle piante. La poltiglia bordolese infatti può provocare delle vistose bruciature sugli organi da poco sviluppati, come piccoli frutti o boccioli floreali. La poltiglia bordolese viene in genere utilizzata come preventivo, per scongiurare la diffusione di alcune malattie in un frutteto o su una vigna. A tale scopo i trattamenti devono essere effettuati a fine autunno o a fine inverno, prima che le piante attivino la ripresa vegetativa primaverile; ulteriori trattamenti, ripetuti spesso a cadenza quindicinale, si effettuano da aprile-maggio, fino all'estate, ma solo quando le fioriture sono terminate e le piante presentano già i frutti ben formati. Alcune piante sopportano l'uso di tale prodotto anche dopo la fioritura, conviene quindi verificare caso per caso.

Domande frequenti

  • Cos'è la poltiglia bordolese e quali malattie previene?
    La poltiglia bordolese è un fungicida ottenuto dalla miscela di solfato di rame e calce idrata. È un potente anticrittogamico utilizzato principalmente come preventivo contro malattie fungine come peronospora, ticchiolatura, alternaria, oidio e botrite. Grazie alla presenza di rame, rinforza la superficie cellulare delle piante, impedendo alle spore fungine di insediarsi. Offre inoltre una certa protezione preventiva contro alcune malattie batteriche, come il colpo di fuoco batterico.
  • Come si prepara e si applica correttamente?
    Viene venduta solitamente in polvere e deve essere disciolta in acqua per attivare l'azione del rame. Le dosi variano in base al produttore e alla destinazione d'uso (vite, ortaggi, frutteti), quindi è fondamentale seguire le istruzioni specifiche sulla confezione. Si consiglia di evitare dispersioni ambientali inutili e di usare guanti e mascherina durante la manipolazione per prevenire irritazioni cutanee o respiratorie.
  • Quando è il momento giusto per applicare la poltiglia bordolese?
    L'applicazione principale avviene a fine autunno o fine inverno, prima della ripresa vegetativa, per disinfettare le piante. Successivamente, i trattamenti possono ripetersi ogni quindici giorni da aprile/maggio fino all'estate, ma solo dopo la fioritura e quando i frutti sono ben formati. Attenzione: l'applicazione sui germogli teneri, sui boccioli floreali o sui piccoli frutti freschi può causare gravi bruciature fitotossiche.
  • È consentito l'uso in agricoltura biologica?
    Sì, la poltiglia bordolese è ammessa in agricoltura biologica poiché non è un prodotto di sintesi chimica. Tuttavia, il suo utilizzo richiede grande prudenza. Un impiego scorretto o eccessivo può risultare fitotossico per le piante e dannoso per l'ambiente, accumulando rame nel suolo. Va quindi impiegato solo quando strettamente necessario e rispettando rigorosamente i limiti di dose e le tempistiche indicate.

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