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innesto a gemma

Informazioni utili sull'innesto a gemma: su quali piante praticarlo e come eseguire quelli a gemma dormiente e vegetante.

di Redazione

09 maggio 2012

Innesto a gemma

Gli innesti a gemma sono delle pratiche di propagazione delle piante praticate sia per gli alberi da frutto che per le specie ornamentali. A differenza di quelli a marza, che usano porzioni di rami con una o più gemme, gli innesti di cui parliamo in questo articolo usano porzioni legnose abitate da una sola gemma. Quest’ultima sembra garantire maggiori possibilità di attecchimento rispetto alle marze. Gli innesti a gemma, come quelli a marza, seguono inizialmente lo stesso principio, ovvero unire due parti di pianta affini per creare una nuova varietà o per ricreare la stessa pianta, ma più bella o più resistente di quella originaria. La parte della pianta a cui verrà innestata la gemma si chiama portainnesto, mentre la pianta da cui è stata prelevata la gemma, si chiama nesto.

Obiettivi

Gli innesti a gemma sostanzialmente perseguono obiettivi simili a quelli a marza. Con la pratica dell’unione di nesto e portainnesto si tende, infatti, a creare una nuova varietà di pianta o una pianta più resistente a parassiti, malattie o avversità climatiche o una pianta con frutti qualitativamente più gustosi. Gli innesti a gemma sono anche necessari quando la struttura della pianta è talmente debole da non permettere una sana crescita tramite la propagazione per seme o per talea, o quando la specie vegetale coltivata non è assolutamente in grado di riprodursi naturalmente o con altri metodi.

Come si esegue

L’innesto a gemma, come già detto al primo paragrafo, usa una gemma prelevata dalla porzione legnosa di un ramo e la inserisce nella corteccia del portainnesto su cui è stato praticato un taglio specifico o una ferita. La gemma si preleva effettuando un taglio longitudinale alla porzione di un ramo, da cui si stacca un cerchio legnoso con una gemma appuntita, dura e di colore uniforme. Questa porzione viene chiamata anche occhio o scudetto, tanto da originare il nome di innesto a occhio o a scudetto. A circa 10, 15 centimetri da terra, per le specie giovani, e a metà di un ramo, per quelle adulte, si pratica un taglio a forma di T, lungo non più di tre centimetri. La T può essere anche capovolta, facendo attenzione a incidere solo la corteccia, che va sollevata ai bordi tramite la lama del coltello usato per il taglio. Nella fenditura si andrà a inserire la gemma precedentemente prelevata dal nesto. Gli innesti a gemma non si coprono con il mastice, ma si legano con speciali corde o elastici in gomma fotolabile. La legatura deve essere stretta per fermare la gemma e garantirne così l’attecchimento.

Piante per innesti a gemma

Gli innesti a gemma si possono effettuare sugli alberi da frutto e sulle piante a fiore. Gli alberi da frutto maggiormente adatti all’innesto a gemma sono il pero e il melo, mentre per le piante a fiore ricordiamo la rosa. Per questo fiore, i migliori risultati si ottengono con portainnesti formati da rose selvatiche, che si adattano a qualsiasi tipo di terreno e alla coltivazione delle piante in vaso. Per gli innesti a gemma del pero e del melo è opportuno ricordare che il primo non va innestato sul secondo, ma solo su cotogno e biancospino, mentre viceversa, il cotogno non si può innestare sul pero. Il melo si innesta su varietà della sua stessa specie. E’ possibile innestarlo anche sul pero, ma presenta difficoltà di attecchimento e una crescita irregolare.

Quando innestare

Gli innesti a gemma si effettuano in base in base al ciclo vegetativo della stessa. In questo caso si distinguono innesti a gemma vegetante e innesti a gemma dormiente. Gli innesti a gemma vegetante vengono effettuati in primavera, quando la gemma inizia a formarsi, mentre quelli a gemma dormiente, a fine estate, quando le gemme vanno in uno stato di quiescenza bloccando la loro fase di sviluppo. Nei paesi con clima caldo, dove le piante hanno un periodo vegetativo più lungo, gli innesti a gemma si possono effettuare anche a giugno. Per questi innesti si usano gemme sviluppate da rami nuovi, che germoglieranno nella primavera dell’anno successivo. Per tutti gli altri innesti a gemma si usano gemme sviluppatesi su rami di un anno. Molto importante è anche l’epoca di prelievo della gemma. Negli innesti a gemma vegetante, il prelievo deve avvenire prima che la gemma si risvegli. Questa va poi conservata in frigo, tramite un sacchetto, alla temperatura di circa 4 gradi centigradi. Per gli innesti a gemma dormiente il prelievo va effettuato contestualmente all’innesto. In ogni caso, per una buona riuscita dell’operazione, nesto e portainnesto devono essere in succhio, cioè nella fase di cambio della corteccia, che si presenta più morbida e facilmente removibile. In questa fase è più semplice favorire il collegamento tra gli strati legnosi del nesto e del portainnesto.

Altri tipi di innesti a gemma

Gli innesti a gemma non usano solo porzioni di nesto a forma di occhio o scudetto, ma anche parti con altre forme che si adattano a piante con particolari tipi di corteccia. Quando quest’ultima è poco elastica e non si presta ad accogliere la gemma a scudetto, si possono usare quelle prelevate da una porzione legnosa a forma quadrata. In questo caso avremo l’innesto a pezza. Nella vite, quando si pratica l’innesto a gemma, si usa innestare una porzione legnosa a forma ovale, che si inserisce in una semplice fenditura del ramo della pianta, opportunamente piegato. Questo ultimo innesto a gemma viene chiamato "a salgues".

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra innesto a gemma e innesto a marza?
    La differenza fondamentale risiede nella parte della pianta utilizzata come nesto. L'innesto a marza impiega porzioni di ramo contenenti una o più gemme, mentre l'innesto a gemma utilizza esclusivamente una singola gemma prelevata da una porzione legnosa, spesso definita 'occhio' o 'scudetto'. Entrambe le tecniche mirano ad unire due piante affini (portainnesto e nesto) per ottenere nuove varietà o migliorare resistenza e qualità dei frutti, ma l'uso della singola gemma garantisce spesso un tasso di attecchimento superiore rispetto alla marza.
  • Quando è il momento giusto per eseguire l'innesto a gemma?
    Il periodo dipende dal tipo di innesto scelto in base al ciclo vegetativo. Gli innesti a gemma vegetante si eseguono in primavera, appena la gemma inizia a formarsi, richiedendo il prelievo prima del suo risveglio e conservazione in frigorifero a 4°C. Gli innesti a gemma dormiente si effettuano a fine estate, quando le gemme entrano in quiescenza; in questo caso il prelievo avviene contestualmente all'innesto. Nelle zone dal clima caldo, è possibile operare anche a giugno utilizzando gemme di rami nuovi che germoglieranno la primavera successiva.
  • Su quali piante è consigliabile praticare l'innesto a gemma?
    Questa tecnica è ampiamente utilizzata sia per alberi da frutto che per piante ornamentali. Tra i frutti, sono particolarmente adatti il pero e il melo, con la precisazione che il pero va innestato su cotogno o biancospino (mai su melo), mentre il melo sulla sua stessa specie. Per le piante a fiore, la rosa è l'esempio principale, dove i migliori risultati si ottengono utilizzando come portainnesto rose selvatiche, molto adattabili a diversi terreni e alla coltivazione in vaso.
  • Come si esegue tecnicamente l'innesto a gemma a T?
    Si preleva una gemma con un pezzo di legno sottostante ('scudetto') da un ramo sano. Sul portainnesto, a 10-15 cm da terra per le piante giovani o a metà ramo per quelle adulte, si pratica un incisione a forma di T profonda circa 3 cm, incidendo solo la corteccia che va sollevata. Si inserisce lo scudetto nella fenditura creata. Non si applica mastice protettivo, ma si effettua una legatura stretta con corde o elastici in gomma fotolabile per immobilizzare la gemma e favorirne l'attecchimento, assicurandosi che nesto e portainnesto siano entrambi 'in succhio', ovvero con la corteccia facilmente separabile dal legno.
  • Cosa sono gli innesti a gemma a pezza e a salgues?
    Sono varianti dell'innesto a gemma utilizzate quando la corteccia del portainnesto non è abbastanza elastica per accogliere il classico scudetto. Nell'innesto a pezza, si preleva una porzione legnosa a forma quadrata invece che a occhio, adatta a piante con corteccia rigida. Nell'innesto a salgues, tipico della vite, si inserisce una porzione legnosa a forma ovale all'interno di una semplice fenditura praticata su un ramo della pianta che viene opportunamente piegato per accogliere il nesto.